Nel presentare questo mimo, scritto oltre vent’anni fa, devo prima rifarmi alla teoria del personita, ovvero quella parte temporale della persona di un essere umano che non sopravvive alla vita della persona stessa e si estingue prima di essa. Il mio personita (la persona ha un numero indefinito di personiti), quello che ha elaborato e completato la stesura del mimo, si è estinto vent’anni fa, o comunque diciamo che non è sopravvissuto alla mia odierna persona (che invecchia ogni giorno sempre di più, secondo i comuni ritmi biologici di una persona che vive nell’odierna società occidentale). Pertanto nel commentarlo a vent’anni di distanza, riconosco di avere acquisito nel frattempo un bagaglio critico, arricchito da ulteriori studi, seppure non esaustivi, di filosofia, materia di cui avevo una sufficiente conoscenza scolastica, propria degli studi classici. Ora, rileggendo il testo, mi sono reso conto che per un lettore medio, nella cui categoria rientro anch’io, mi sono reso conto che la lettura risulta noiosissima, soprattutto in relazione al groviglio dei concetti e al garbuglio della formula dialogica, peraltro mimica, quindi grezza ed umoristica, con cui l’argomento filosofico presentato, e racchiuso nell’espressione abbastanza liquida: “Il grigio della ragione”. Il termine “liquida” indica lo stato della formula espressiva, che può solidificarsi in due diverse connotazioni: “La materia grigia del cervello” oppure: “Un ragionare ambiguo”, grigio nel senso di né bianco né nero, dovuto a una malcelata preparazione in materia filosofica. Ed è stato questo il motivo, che il tema era stato presentato sotto forma di mimo, una maniera allegra e disimpegnata nel trattare un argomento filosofico, che oggi capisco Kant voleva fondare come scienza: la Metafisica. Tanto premesso, per non annoiare troppo il lettore, (e per meglio studiarmi quello che il mio personita aveva scritto) pubblicherò il mimo in diverse parti successivi, commentandole volta per volta.
"Personites" (Personiti) è un concetto filosofico introdotto da Mark Johnston, filosofo australiano, accademico dell’Università di Princeton, New Jersey, che definisce simili alle persone (“personites”) delle entità che sono parti temporali di vita più breve della vita della persona, affermando che posseggono uno status morale simile alle persone, ponendo quindi il problema etico se siano giudicabili o meno per il loro comportamento una volta estinte. Per esempio, è giudicabile chi ha commesso un crimine vent’anni prima? Quelli che negano l’esistenza dei personiti dicono di sì. E se non l’avesse commesso? È giusto sottoporlo a giudizio? Nel sistema giuridico italiano, il problema del personita viene trattato in maniera diversa, stante le norme della prescrizione, la successione delle leggi e altri aspetti penali e processuali, che richiedono un discorso più approfondito e tecnico, che noi qui evitiamo di fare.
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
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Prologo
Nel presentare questo mimo, scritto oltre vent’anni fa, devo prima rifarmi alla teoria del personita, ovvero quella parte temporale della persona di un essere umano che non sopravvive alla vita della persona stessa e si estingue prima di essa. Il mio personita (la persona ha un numero indefinito di personiti), quello che ha elaborato e completato la stesura del mimo, si è estinto vent’anni fa, o comunque diciamo che non è sopravvissuto alla mia odierna persona (che invecchia ogni giorno sempre di più, secondo i comuni ritmi biologici di una persona che vive nell’odierna società occidentale). Pertanto nel commentarlo a vent’anni di distanza, riconosco di avere acquisito nel frattempo un bagaglio critico, arricchito da ulteriori studi, seppure non esaustivi, di filosofia, materia di cui avevo una sufficiente conoscenza scolastica, propria degli studi classici. Ora, rileggendo il testo, mi sono reso conto che per un lettore medio, nella cui categoria rientro anch’io, mi sono reso conto che la lettura risulta noiosissima, soprattutto in relazione al groviglio dei concetti e al garbuglio della formula dialogica, peraltro mimica, quindi grezza ed umoristica, con cui l’argomento filosofico presentato, e racchiuso nell’espressione abbastanza liquida: “Il grigio della ragione”. Il termine “liquida” indica lo stato della formula espressiva, che può solidificarsi in due diverse connotazioni: “La materia grigia del cervello” oppure: “Un ragionare ambiguo”, grigio nel senso di né bianco né nero, dovuto a una malcelata preparazione in materia filosofica. Ed è stato questo il motivo, che il tema era stato presentato sotto forma di mimo, una maniera allegra e disimpegnata nel trattare un argomento filosofico, che oggi capisco Kant voleva fondare come scienza: la Metafisica. Tanto premesso, per non annoiare troppo il lettore, (e per meglio studiarmi quello che il mio personita aveva scritto) pubblicherò il mimo in diverse parti successivi, commentandole volta per volta.
"Personites" (Personiti) è un concetto filosofico introdotto da Mark Johnston, filosofo australiano, accademico dell’Università di Princeton, New Jersey, che definisce simili alle persone (“personites”) delle entità che sono parti temporali di vita più breve della vita della persona, affermando che posseggono uno status morale simile alle persone, ponendo quindi il problema etico se siano giudicabili o meno per il loro comportamento una volta estinte. Per esempio, è giudicabile chi ha commesso un crimine vent’anni prima? Quelli che negano l’esistenza dei personiti dicono di sì. E se non l’avesse commesso? È giusto sottoporlo a giudizio? Nel sistema giuridico italiano, il problema del personita viene trattato in maniera diversa, stante le norme della prescrizione, la successione delle leggi e altri aspetti penali e processuali, che richiedono un discorso più approfondito e tecnico, che noi qui evitiamo di fare.
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