mercoledì 17 giugno 2026

Intermezzo

 

               Numeri danteschi



2 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

NUMERI DANTESCHI

Buongiorno a tutti, salgo in cattedra … buongiorno… buongiorno… seduti. Oggi parliamo di numeri danteschi. – Professore! – Chi è? – Io. – Chi, il bidello? – L’angelo portinaio. – Ah! lei è un umorista, signor bidello. – Professore. – Eh? – Sono le tre del mattino. – Ma come? – Il blogger si è alzato ed è venuto a scrivere, scrivere di noi che siamo qui. – Qui, dove? – Professore, la scena di un’aula scolastica, dove lei immagina di stare, per tenere una lezione sui numeri danteschi, non esiste. – Ah, no? Questa è bella. – Venga, professore, andiamo sul palcoscenico di quel teatro. – Quale teatro? – Il teatrino del blog. – Ma che sta dicendo? – Sto seguendo la trama di un copione che il blogger sta attualmente componendo, e che contemporaneamente noi andiamo recitando. – Mi sembra di stare in un ambiente pirandelliano. – No, professore, Pirandello domani, ieri Moravia (che l’ha evocato), oggi intermezzo, teatrino, soliloquio junghianamente con l’anima, e… si comincia. – Ehi, dove sta andando? – Mi segua, attraversiamo la platea, saliamo i gradini della scaletta accanto al sipario, e balziamo sulla scena del nostro palcoscenico. – Ah, ecco, ho capito! Due personaggi in cerca d’autore. – No, due personaggi, che hanno trovato il loro autore, benché invisibile, e che ora si apprestano a recitare il colloquio del soliloquio del blogger. – Per parlare dei numeri danteschi? – Certo, il tema è quello. – E non era meglio la scena della lezione in cattedra? – Alle tre del mattino? – Scusi, ma il tempo del racconto non è diverso da quello reale? – Non sempre, qui coincide, siamo in ambiente virtuale, in linguaggio informatico in tempo reale, “real-time”. – Come? – “In informatica, un sistema o linguaggio real-time (tempo reale) garantisce risposte a eventi esterni entro vincoli temporali rigidi e prevedibili. La correttezza dell'elaborazione dipende non solo dal risultato logico, ma anche dall'immediatezza della risposta.” IA. – Poteva mancare la IA? – No, è diventato il sale di ogni scritto del blogger. – Come il cacio sui maccheroni. – Un’espressione più invitante. – Professore, cominciamo a dare i numeri danteschi. – E quali altri numeri potevamo dare, angelo portinaio? – I numeri al lotto. – Quelli lasciamoli al libro dei sogni. – E allora, tocca a lei, e alle sue “aritmetiche notturne”, per chi conosce il nostro linguaggio. – Abbiamo fatto già le quattro, tra poco imbianca. – Quindi, professore, si affretti. – Ecco: 3556 x 5365. – Io direi di dare subito il risultato e chiuderla qua. – Eh, no, mio caro, angelo portinaio o angelo custode o daimon o altra figura dell’inconscio, con cui l’io colloquia. – Professore, voi siete dantesco, junghiano, coltissimo. – E tu sei il bidello, magari napoletano, infatti mi dai del voi, affabile e rispettoso, ma infido. – Come? – O munaciello. – Professore, i numeri! – Dante a 35 anni era nel mezzo del cammin di nostra vita. – E si aggirava per una selva oscura. – Sì, infatti, a 56 anni è morto, ma già prima aveva visitato l’inferno, il purgatorio (dove sta l’angelo portinaio, ossia tu), al seguito di Virgilio. – E il paradiso al seguito di Beatrice. – Bravo! – Professore, Jung dice che l’io che insulta il tu è lui l’insultato. – Non ho capito. – Prima i numeri, e poi Jung. – Va bene.

Silvio Minieri ha detto...

Allora, i palindromi. – Ma sei tu il professore, o il bidello figura dell’inconscio? – Sono il bidello, il vostro inconscio, se preferite che io mi esprima così, e sommessamente vi sussurro nell’orecchio i palindromi. – Quali? – Allora, 53 di 35 e 65 di 56. –Ottimo! ora la moltiplicazione dei numeri a quattro cifre, aiutandoci con le figure, e moltiplicando le coppie nella successione seguente: 35 x 53; 56 x 53; 35x 65; 56 x 65. – Certo. – E sappiamo già l’ultima cifra del risultato finale? – Certo, 5 x 6 = 30, quindi 0, non 3 e 0, attenzione! – Vogliamo chiarire? – Va bene, calcoliamo in colonna: 3556 x 5365. Il primo numero da calcolare è 5 x 6 = 30, ossia 0 con l’avanzo di 3, e quindi 0 resta l’ultima cifra fissa. D’accordo? – Certo, una caratteristica di ogni moltiplicazione, utile anche per le nostre moltiplicazioni a due cifre. – Allora cominciamo con queste coppie. – Ecco: 35 x 53, quanto fa? – La metà di 35 per 100 (equivalente a 35 x 50) + 35 x 3. – Quindi: 1750 + 105 = 1855. – Memorizziamo 18, maggiore età, saranno le due cifre di testa fin quasi alla fine del risultato finale. – E il 55? – Passiamo subito al calcolo seguente, perché il 55 è fluido. – Come? – Così: 56 x 53. Quanto fa? – La metà di 56 x 100 + 56 x 3. – E cioè? –Allora, 2800 + 168 = 2968. –Abbiamo 18 fisso, 55 fluido, 29 fluido, 68 fisso. – Dobbiamo addizionare 55 + 29 = 84, che diventa fisso. – Ed ora memorizziamo: 18 84 68. – Abbiamo saltato uno o più passaggi. – Allora, se calcoliamo, questa volta con carta e penna o con calcolatrice, 3556 x 53, abbiamo 188468. – Un primo indicatore è l’ultima cifra 8 (6 x 3 = 18) del risultato finale. – Quindi incolonnando 1855 e 2968, e addizionando la seconda coppia (55) del primo numero con la prima coppia (29), abbiamo la coppia di mezzo (84) del numero finale: 188468. – Ed ora, memorizziamo le tre coppie di numeri con tre figure. – Dico io? – Sì, tu. – 18 anni, la maggiore età; 84, Orwell di 1984; 68, l’anno della contestazione globale, il ‘68. – In modo simile, calcoliamo e memorizziamo la seconda terzina, aiutandoci con le figure. – In breve, 35 x 65 = 2275; 56 x 65 = 3640; quindi 22, 75 + 36, 40 = 23 11 40. – In figure: 23, l’età o una data; 11, squadra di calcio; 40, i giorni della quaresima. – E adesso, addizioniamo le due terzine 18 84 68 e 23 11 40, sommando le coppie 84 68 e 23 11, risultato 19077940. – Quindi, prendiamo carta e penna o la calcolatrice: 3556 x 5365 = 19077940. – E Jung e il rovesciamento io e figura inconscia? – Domani, ciao.