LE ARITMETICHE NOTTURNE Ieri sera, su un canale televisivo dedicato al genere giallo, ho visto il film: “Maigret e il corpo senza testa”. Si tratta di uno dei 54 film della serie televisiva francese del commissario Maigret con Bruno Cremer, andata in onda dal 1991 al 2005. La serie viene periodicamente riproposta anche in Italia, io ne avrò visti una quindicina di film, forse più, forse meno. Quello di ieri, l’avevo già visto, ma non ricordavo il finale, che andavo comunque rammemorando con lo svolgersi della trama. Saranno state le undici, quando il film è finito, ed io, che tra il cambio dell’ora solare con l’ora legale, e l’insonnia senile, dovevo recuperare il sonno perduto, sono andato a dormire, rassegnandomi a prendere come sonnifero le mie solite “aritmetiche notturne”, calcolo mnemonico di moltiplicazioni con numeri a quattro cifre. Tra l’altro mi fa male un’articolazione della gamba sinistra, cioè piegando la gamba, a volte sento un’improvvisa fitta. Ora, noi ci domandiamo, quale interesse possa nutrire il lettore per i miei gusti cinematografici e le mie quotidianità. In altri momenti, avrei interrotto il monologo, trasformandolo in un soliloquio pseudo umoristico e anodino, nel mio tentativo velleitario di muovere al riso il lettore, onde attrarne l’attenzione. Ma questa volta, mi mantengo sul monologo, scansando il soliloquio, di cui però accenno tra parentesi a virtuali battute. (Tra l’altro mi fa male un’articolazione… –Ehi, Maigret! – Che vuoi? – Ma a noi della tua gamba e altri acciacchi della vecchiaia… E così via cantando. L’altro io dell’io, diciamo l’alter ego o la “spalla”, punzecchia l’io, e il soliloquio scivola sulla stessa strada del burattinesco, abbastanza insulso. Fine.) Quindi, restando sul monologo, parliamo di “aritmetiche”. Il sonnifero ha funzionato e poco prima dell’alba mi sono svegliato, e in quattro e quattr’otto, un po' di più, forse una mezz’oretta, ho fatto la seguente moltiplicazione, che mi ero proposto la sera prima: 4236 x2163. Ho moltiplicato il moltiplicando (4236) per il moltiplicatore (2163), una cifra alla volta (2, 1, 6, 3), addizionando progressivamente i risultati parziali. È un esercizio molto semplice, e nel dire così provoco, non consiglio infatti di provarci. Comunque, alla fine, ottenuto il risultato, ho sorriso, e mi sono detto: “In cauda venenum”, in verità ho ghignato. La volta precedente ero sicuro del risultato esatto della moltiplicazione “facile”: 2156 x1265. Invece avevo commesso un errore, come di recente mi accade, quando m’impegno in tali operazioni mnemoniche notturne, prima dell’alba e all’alba. Ho ripetuto il calcolo e ho scovato l’errore: 433 e non 432, come ora verifichiamo. Prima di procedere alla verifica, avverto che l’errore non visto era in verità precedente, come si potrà accertare.
E ora, animo e coraggio, amici, se qualche amico mi segue, altrimenti vado avanti da solo, perché non a caso questo è un monotono, scusate, un monologo. (“animo e coraggio, amici,” è un voler fare il verso a certe espressioni pompose di Nietzsche, in contrasto con le sue precarie condizioni di vita.) Queste le progressive moltiplicazioni e addizioni tra 4236 e 2,4,6,3. 1) 42x2=84 e 36x2=72; 4236 x 2 = 8472quindi, 8.472.000. Facile, no? Certo! 2) 4236 x 4 = 84x2 e 72x2; 168 e 144; quindi 169 44 00, 1.694.000. Avete intuito? Ni. 3) 472 + (700 – 6) = 1.172 – 6 = 1.166; quindi 8.472.000 + 1.694.000 = 9.166.400. NO! ERRORE! 10.166.400. Se me ne fossi accorto prima! Quando? All’alba. Ah! 4) 4236 x3. Anticipiamo l’operazione con la quarta cifra, così dopo raddoppieremo più facilmente. Ah, bene! Quindi 42x3= 40 x 3 + (2x3) = 126; 36 x 3 =108; quindi 127 08. 5) 126 x 2 = 252; 108 x 2 = 216; quindi 254 16, e quindi 4236 x6 = 254.160. 6) Ora le addizioni finali, con l’ERRORE, che poi correggiamo: 9.166.400 + 254.160 = 9.420.560; infine 9.420.560 +12.708 = 9.432.268 ERRORE! “Ho ripetuto il calcolo e ho scovato l’errore: 433 e non 432, come ora verifichiamo.” Ecco, il risultato corretto era 9.433.268. Il ghigno di soddisfazione si è mutato in un “digrignare i denti”, alla verifica con calcolatrice, carta e penna. Ancora ERRORE. 9 milioni, invece di 10, e 1 milione non è poco. Euri? No, cifre astratte. Ah!
IN CAUDA VENENUM Eravamo rimasti a 1 milione di euri, una cosa è l’euro astratto, altro milioni di euri, diciamo anche poche centinaia o decine, direi anche uno, e allora ti faccio l’elemosina di 50 centesimi, pezzente! Non scivoliamo nel soliloquio e rimaniamo nel monologo. (segue)
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
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LE ARITMETICHE NOTTURNE
Ieri sera, su un canale televisivo dedicato al genere giallo, ho visto il film: “Maigret e il corpo senza testa”. Si tratta di uno dei 54 film della serie televisiva francese del commissario Maigret con Bruno Cremer, andata in onda dal 1991 al 2005. La serie viene periodicamente riproposta anche in Italia, io ne avrò visti una quindicina di film, forse più, forse meno. Quello di ieri, l’avevo già visto, ma non ricordavo il finale, che andavo comunque rammemorando con lo svolgersi della trama. Saranno state le undici, quando il film è finito, ed io, che tra il cambio dell’ora solare con l’ora legale, e l’insonnia senile, dovevo recuperare il sonno perduto, sono andato a dormire, rassegnandomi a prendere come sonnifero le mie solite “aritmetiche notturne”, calcolo mnemonico di moltiplicazioni con numeri a quattro cifre. Tra l’altro mi fa male un’articolazione della gamba sinistra, cioè piegando la gamba, a volte sento un’improvvisa fitta. Ora, noi ci domandiamo, quale interesse possa nutrire il lettore per i miei gusti cinematografici e le mie quotidianità. In altri momenti, avrei interrotto il monologo, trasformandolo in un soliloquio pseudo umoristico e anodino, nel mio tentativo velleitario di muovere al riso il lettore, onde attrarne l’attenzione. Ma questa volta, mi mantengo sul monologo, scansando il soliloquio, di cui però accenno tra parentesi a virtuali battute. (Tra l’altro mi fa male un’articolazione… –Ehi, Maigret! – Che vuoi? – Ma a noi della tua gamba e altri acciacchi della vecchiaia… E così via cantando. L’altro io dell’io, diciamo l’alter ego o la “spalla”, punzecchia l’io, e il soliloquio scivola sulla stessa strada del burattinesco, abbastanza insulso. Fine.)
Quindi, restando sul monologo, parliamo di “aritmetiche”. Il sonnifero ha funzionato e poco prima dell’alba mi sono svegliato, e in quattro e quattr’otto, un po' di più, forse una mezz’oretta, ho fatto la seguente moltiplicazione, che mi ero proposto la sera prima: 4236 x2163. Ho moltiplicato il moltiplicando (4236) per il moltiplicatore (2163), una cifra alla volta (2, 1, 6, 3), addizionando progressivamente i risultati parziali. È un esercizio molto semplice, e nel dire così provoco, non consiglio infatti di provarci. Comunque, alla fine, ottenuto il risultato, ho sorriso, e mi sono detto: “In cauda venenum”, in verità ho ghignato. La volta precedente ero sicuro del risultato esatto della moltiplicazione “facile”: 2156 x1265. Invece avevo commesso un errore, come di recente mi accade, quando m’impegno in tali operazioni mnemoniche notturne, prima dell’alba e all’alba. Ho ripetuto il calcolo e ho scovato l’errore: 433 e non 432, come ora verifichiamo. Prima di procedere alla verifica, avverto che l’errore non visto era in verità precedente, come si potrà accertare.
E ora, animo e coraggio, amici, se qualche amico mi segue, altrimenti vado avanti da solo, perché non a caso questo è un monotono, scusate, un monologo. (“animo e coraggio, amici,” è un voler fare il verso a certe espressioni pompose di Nietzsche, in contrasto con le sue precarie condizioni di vita.) Queste le progressive moltiplicazioni e addizioni tra 4236 e 2,4,6,3.
1) 42x2=84 e 36x2=72; 4236 x 2 = 8472quindi, 8.472.000. Facile, no? Certo!
2) 4236 x 4 = 84x2 e 72x2; 168 e 144; quindi 169 44 00, 1.694.000. Avete intuito? Ni.
3) 472 + (700 – 6) = 1.172 – 6 = 1.166; quindi 8.472.000 + 1.694.000 = 9.166.400. NO! ERRORE! 10.166.400. Se me ne fossi accorto prima! Quando? All’alba. Ah!
4) 4236 x3. Anticipiamo l’operazione con la quarta cifra, così dopo raddoppieremo più facilmente. Ah, bene! Quindi 42x3= 40 x 3 + (2x3) = 126; 36 x 3 =108; quindi 127 08.
5) 126 x 2 = 252; 108 x 2 = 216; quindi 254 16, e quindi 4236 x6 = 254.160.
6) Ora le addizioni finali, con l’ERRORE, che poi correggiamo: 9.166.400 + 254.160 = 9.420.560; infine 9.420.560 +12.708 = 9.432.268 ERRORE!
“Ho ripetuto il calcolo e ho scovato l’errore: 433 e non 432, come ora verifichiamo.”
Ecco, il risultato corretto era 9.433.268. Il ghigno di soddisfazione si è mutato in un “digrignare i denti”, alla verifica con calcolatrice, carta e penna. Ancora ERRORE.
9 milioni, invece di 10, e 1 milione non è poco. Euri? No, cifre astratte. Ah!
IN CAUDA VENENUM
Eravamo rimasti a 1 milione di euri, una cosa è l’euro astratto, altro milioni di euri, diciamo anche poche centinaia o decine, direi anche uno, e allora ti faccio l’elemosina di 50 centesimi, pezzente! Non scivoliamo nel soliloquio e rimaniamo nel monologo.
(segue)
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