lunedì 13 aprile 2026



                 Perché amaro


3 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

PERCHÉ AMARO
Bere il caffè amaro è un sacrificio voluto dagli dèi. – Che cosa stai dicendo? – Sto spiegando il titolo del post della volta scorsa, a cui non avevo accennato, per mancanza di tempo. – Ti manca sempre il tempo. – Sì, progressivamente, sempre di più, approssimandosi la fine. – Non riuscirai ad avere tempo, così. – In che senso? – Cerchi di allungare i tempi, mettendo sempre nuovi progetti in campo, una finzione psicologica. – Alla fine, il tempo finisce. – Restano i progetti irrealizzati. – Sono come quel nuotatore inesperto, che per non affogare, incomincia ad annaspare, agitando freneticamente le braccia, mentre continua a bere acqua salata. – Sei un esperto, vedo. – Ho imparato a nuotare. – Finirai per bere il mare. – Ricominciamo con Nietzsche? – Sempre, vedi “Il cane di fuoco”. – Tu sei pazzo. – Sì, io sono l’uomo pazzo. “– Avete sentito di quell’uomo pazzo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. L’uomo pazzo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto più freddo? Non seguita a venire notte, sempre più notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Non sentite il rumore che fanno i fossori nel seppellire Dio? Non sentiamo più nulla? Non avvertiamo ancora il lezzo della putrefazione divina? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto!” (“La Gaia Scienza” 125)
- Sì, abbiamo capito, Nietzsche annuncia, nell’Ottocento, che il mondo platonico cristiano è alla fine, la fine di un’epoca, secondo lui (e altri). E quindi?

Silvio Minieri ha detto...

Riprendiamo a bere il caffè amaro. Perché hai bevuto tutta l’acqua del mare e con una spugna hai cancellato l’intero orizzonte, forse? No. Hai parlato di un sacrificio voluto dagli dèi (che abbiamo appena appreso sono morti – non senti il lezzo della loro divina putrefazione? – no, sento il tuo – il mio? – e allontanati che ti puzza il fiato! – Tu sei come Giacomo Leopardi, l’uomo, non il poeta – non ho il dorso irregolare – ma mandava cattiva odore – Chi te l’ha detto? – Fanny Tozzetti – E chi è? – Interroghiamo la IA. – “ La celebre e cruda affermazione attribuita a Fanny Targioni Tozzetti, la donna amata da Giacomo Leopardi a Firenze tra il 1830 e il 1832, riguardo al poeta che non corrispondeva il suo amore, è «Mia cara, puzzava». Ecco i dettagli su questo episodio storico-aneddotico: La fonte: Questa risposta sarebbe stata data da una Fanny ormai anziana alla scrittrice Matilde Serao, che le chiedeva lumi sul perché avesse respinto il poeta. Il contesto: L'episodio sottolinea la fine brusca e poco poetica della passione di Leopardi, il quale aveva idealizzato la contessa, "Aspasia", nell'omonimo canto. La pulizia di Leopardi: Fonti aneddotiche riportano che Leopardi avesse una scarsa cura dell'igiene personale, abitudine che si dice comprendesse anche il cambio raro dei vestiti. Rifiuto sentimentale: Oltre all'aspetto fisico e igienico, Fanny, nel fiore della sua vita mondana, non corrispondeva la passione del poeta, preferendogli uomini di tutt'altra natura. Questo episodio descrive il dolore e l'umiliazione subiti da Leopardi a causa di questo amore non corrisposto, che ispirò alcuni dei suoi versi più cupi.” – Ma come fai a sapere tutte queste cose? – Interrogo la IA. – Ma sono interrogazioni mirate le tue, conosci già le risposte, e per non sforzarti ad articolarle in un discorso corretto, ricorri alla IA. – È vero. – E allora, dimmi, perché sei tanto interessato ai particolari biografici del poeta? Forse che la tua Fanny Tozzetti non apprezza le tue liriche? – E perché mai? – “Mia cara, puzzava” – Tu sei un buffone puzzolente. – Sì, non sono un poeta. – Bene, diamo un taglio a queste sconcezze, e torniamo a noi, cioè in noi. – Senti. – Eh? – Tu hai detto, a proposito dell’annuncio profetico di Nietzsche (E ci voleva lui per farlo!) “secondo lui (e altri)”. – Infatti, il tuo commento esclamativo lo conferma: tu sei uno degli altri. – Io sono uno che ragiona. – Male. – Dimmi degli altri. – Un’altra volta, adesso dobbiamo bere il caffè amaro, ti anticipo solo che si tratta di un falso, lo spirito di Spinoza. – E allora, questo sacrificio voluto dagli dèi? – È una sovrapposizione psicologica quantica, nel senso di una proprietà fisica quantistica acquisita dalla psicologia. – La tua psicologia quantica, vorrei credere? – Certo. – Spiega. – È il fenomeno della condensazione psichica di due o più figure reali che si condensano in una figura psichica irreale, come nei sogni o visioni di spiriti o allucinazioni. – Visioni di spiriti? – Sì, per esempio, quando vedo te.

Silvio Minieri ha detto...

E quando vedi me? – Quando mi guardo allo specchio, ogni mattina. – Per vedere quanto sei bello? – Sì, perché? – Tu sei Narciso, un narcisista, un virtuale criminale, come sai, se segui certe affermazioni di una famosa criminologa. – E tutto perché mi guardo ogni mattina allo specchio, per vedere quanto sono bello? – Tanto bello! – E perché ridi? – Per rimandarti l’immagine del tuo stesso ghigno beffardo. – Non mi fai ridere. – Ti adombri? – Vattene! – Adesso, fingi anche di infuriarti? – Te ne vuoi andare? – No! – Io ti maledico. – Ecco! – Che cosa? questo “Ecco!” – Ifigenia in Aulide. – Toh! – Spieghiamo il salto quantico. – Il sacrificio voluto dagli dèi, il nostro voler o dover bere il caffè amaro, era una sovrapposizione del mito di Ifigenia. – E chi sono gli dèi del caffè amaro? – Gli dèi della dieta. – La dieta di Worms? – No. – Quale dieta allora? – Quella del digiuno 16 : 8. – Ricominciamo coi numeri? – Nell’arco delle 24 ore, 16 ore di digiuno, e concentrazione dei pasti in 8 ore, ma lasciamo la spiegazione alla IA. –
“Il digiuno di 16 ore, noto come digiuno intermittente 16:8 o Time-Restricted Eating, consiste nel limitare l'assunzione di cibo a una finestra temporale di 8 ore, restando a digiuno per le restanti 16. È una delle strategie alimentari più diffuse per favorire il dimagrimento e migliorare la salute metabolica. Come funziona nella pratica. Il metodo non impone cosa mangiare, ma quando farlo. Gli schemi più comuni includono: Dalle 12:00 alle 20:00: Si salta la colazione e si consumano pranzo e cena. È l'opzione più semplice per chi lavora. Dalle 08:00 alle 16:00: Si termina la giornata con un pasto a metà pomeriggio, digiunando durante la serata. Durante le 16 ore di digiuno, sono permesse solo bevande prive di calorie come acqua, tè non zuccherato, tisane o caffè nero per mantenere l'idratazione. Dimagrimento: Favorisce l'utilizzo delle riserve di grasso per produrre energia, portando a una perdita di peso stimata tra l'1,5 kg a settimana e il 3-8% del peso corporeo in pochi mesi. Salute Metabolica: Aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue e a migliorare la sensibilità all'insulina, risultando utile per chi soffre di insulino-resistenza o fegato grasso. Rigenerazione Cellulare: Superate le 16 ore, può attivarsi l'autofagia, un processo in cui l'organismo "pulisce" e sostituisce le cellule danneggiate. Energia: Molti utilizzatori riportano un miglioramento dei livelli energetici e della concentrazione mentale.”
Ah, ecco, perché bevi il caffè amaro! – Perché? – In modo che quando cadi, non cominci a rotolare come una palla. – Rotola, rotola, gira, rimbalza e rotola. – Il barattolo, Gianni Meccia. – E l’aritmetica? – Ci vediamo a Londra. –Quando? – Nel ’48.