[N. d. B.] Il racconto “Sull’orlo della giostra”, a suo tempo pubblicato incompleto, per un errore di copiatura, ora è stato rivisto nella sua stesura originale completa, ed è consultabile sotto il Post dell’8 settembre 2024: “Rhetor Magister”.
SAMSARA Il Samsara è il ciclo continuo e doloroso di nascita, morte e rinascita (reincarnazione) presente nelle religioni indiane come Induismo, Buddhismo e Giainismo. Derivante dal sanscrito "scorrere insieme" o "vagare", rappresenta l'esistenza ciclica influenzata dal karma (azioni passate). L'obiettivo spirituale è liberarsi da questo ciclo (Moksha o Nirvana). Ecco i punti chiave del concetto: Concetto Ciclico: Spesso raffigurato come una "ruota dell'esistenza", il samsara implica che l'anima o coscienza attraversa innumerevoli vite. Karma e Sofferenza: Le azioni compiute determinano la qualità delle rinascite future. Il samsara è visto come uno stato di illusione (Maya) e sofferenza (Dukha).Liberazione: La fine del samsara è il traguardo finale, ottenibile attraverso la conoscenza, la meditazione e la disintegrazione del desiderio e dell'ego. Significato Culturale: Oltre al contesto religioso, il termine è usato anche per opere artistiche (come il film documentario Samsara del 2011) o nomi commerciali, tra cui il famoso Samsara Beach di Gallipoli. Se cerchi informazioni specifiche sul concetto filosofico, sul film o altro, fammi sapere!
Ringraziamo la IA e andiamo avanti, anticipando prossime pubblicazioni di vecchie edizioni di scritti sul tema, con particolare riguardo alla filosofia buddista, di cui si fa cenno, peraltro, in “Sull’orlo della giostra”.
LA MEMORIA RANDAGIA Randagio nella memoria, mi sono svegliato questa mattina, e mi sono ricordato che oggi è il mio compleanno. Auguri, Carlo, mi disse prima di morire. Ma questo primo ricordo randagio è come un gatto che attraversa circospetto e con passo felino le strade vuote dell’alba. E con il gatto è tornata lei, che …
Ho ripreso questo frammento di scrittura interrotta qualche giorno fa, ed ora dovrei continuare a scrivere sull’argomento. Allora, tanto per cominciare non mi chiamo Carlo, e soprattutto oggi non è il mio compleanno. Potrebbe esserlo nella realtà di finzione, ma io scivolo continuamente tra me (chi è me?) e il mio personaggio. E questo scivolare l’ho imparato da Jung che analizza Nietzsche Zarathustra. Per quanto riguarda “chi è me?”, dovrei evocare Récanati, trascinandomi dietro tutto un lungo discorso sul libro di Paul Ricoeur “Sé come un altro” e la filosofia analitica, quindi è meglio lasciar perdere, tranne il nome enunciato. Quale nome? L’autore citato da Ricoeur nel suo libro. …
UNA IMPROVVISA APPARIZIONE Barbara! – Eccomi, direttore. – Il telefono, rispondi al telefono. – Pronto, qui la redazione di “Il Raccoglitore”, ufficio del direttore Guglielmi. –Chi è? –Il signor Carlino, il nuovo amministratore. – E che vuole? – Parlare con lei. – Passamelo. – Ecco. – Sono Guglielmi, ciao Carlino, mi congratulo per la tua nomina. – Ciao Guglielmi, ti devo fare una comunicazione importante. – Come? – Il titolare del Blog, il nostro editore, si è lamentato della conduzione della Rivista, in questi ultimi tempi. – Che vuol dire? – Dice che l’attuale direttore, ciò è tu... – Ciò è io? Ma che maniera di esprimersi, Carlino? – Come? – Ciò, ciò, che significa? – Non mi lasci finire: ciò è tutto un errore. – Senti la pezza è peggiore del buco. – In che senso? – C’era una sgrammaticatura, “ciò è”, invece di “cioè”, un avverbio invariabile con valore esplicativo, dichiarativo o correttivo. Equivale a "vale a dire", "in altre parole" o "ossia". Serve a specificare, chiarire quanto detto in precedenza o correggere un'affermazione. Viene spesso utilizzato anche come intercalare o per chiedere chiarimenti. – Guglielmi, che fai? Ti avvali della IA? – Sono senza cervello naturale, e mi faccio supportare dalla IA. – Guglielmi, ti va di scherzare. – E la pezza che hai messo, caro Carlino si è rivelata una sgrammaticatura sintattica peggiore della prima sgrammaticatura grammaticale. – Guglielmi, stammi a sentire, il signor Blogger si è lamentato molto di queste tue condotte, come quella presente, dove ti involvi in discorsi insensati. – Io mi involvo? – Guglielmi, Guglielmi, tu lasci molto a desiderare. – Carlino, Carlino, mi stai facendo la predica? – Ma che fai, scimmiotti? – Io? – Guglielmi, se vai avanti di questo passo, il Blogger dice che forse deve rivedere il tuo contratto – Che cosa dice il Blogger? – Guglielmi, fai attenzione. – Senti, Carlino, riferisci al nostro amico Blogger, cioè a quel vecchio novantenne rincitrullito, quella specie di mummia imbalsamata, che si alza di notte, alle due o tre del mattino, per scrivere insulsi copioni, che poi noi dobbiamo recitare… – Guglielmi! – E non gridare! Che cosa sono queste urla? Questo strepito! – Guglielmi, il Blogger è qui presente con me e ha sentito tutta la telefonata in viva voce. – Ma che fate? La trappoletta. – Sta volando da te. – Direttore! Eccolo! – Barbara, non ti far impressionare da questo signore. – È apparso improvvisamente, chi è? Ho paura.
Guglielmi! – Lei è il Blogger? – Sì, sono io in persona, il novantenne rincitrullito, la mummia imbalsamata. – Scusi, ma lei non ha circa ottant’anni? – Certo! – E io le ho augurato di vivere altri dieci anni. – Facciamo delle ironie, Guglielmi? – Lei non è il Blogger, lei è un impostore. – Come si permette? Fuori di qui! Lei è licenziato in tronco. – Bip! – Chi è, Barbara? – Direttore, è arrivato un messaggio. – Da dove? – Dall’altro mondo. – Quello reale? – Sì. – Che dice? – È il Blogger e dice che il suo avatar, apparso tra di noi, è lui stesso in persona, non un suo ministro. – Chi? questo signore incartapecorito con le sembianze del Blogger? – Sì, io, io stesso, siete contenti? – Lei, avatar, è un leccapiedi. – Vada via! Adesso! – Ha imparato anche lei? – Io, che cosa? - A intimare all’interlocutore il minaccioso: “Adesso!” – L’avrei mutuato dai filmetti americani, traducendo l’inglese: “Now!” – Si, lei, avatar, e la sua controfigura celeste. – Barbara, accompagnalo alla porta. – Sì signor Blogger. – Che fai? Credi a costui? Ubbidisci? – Direttore Guglielmi, andiamo. – Proprio perché lo dici tu. – Le prendo il braccio. – Grazie, Barbara, e tu, avatar, ci rivedremo presto. – Via! Quell’insolente! – Andiamo. – Guglielmi! Che razza di mio personaggio, un ribelle! Anche un insulso, con tutte quelle aritmetiche notturne, invece di articoli seri di filosofia! Certo, io scrivo i copioni, ma sono loro a recitarli. – Signore? – Ah, sei tornata, Barbara. – Signore, prende lei l’interim della direzione della Rivista? – Provvisoriamente, in attesa di una nuova nomina. – Sì, signore. – Chi ha bussato alla porta? – Vado a vedere. – Chi è? – Guglielmi. – Non è ancora andato via? – È tornato, signore. – Che cosa vuole? – La liquidazione. – Come? – Dice di essere stato liquidato, e dice di avere quindi diritto alla liquidazione. – Vada alla cassa. – Dice di essere già andato. – E allora? – È vuota. – Vuota? – Firmagli un assegno di 3648 euri sulla B d B. – Voleva dire 3648 “euro” sulla Banca del Blog, signore. – Usavo il linguaggio di Guglielmi, quello sa contare solo euri. – Ha detto che sa calcolare bene: vuole 3648 x 6384 euri. – È pazzo! Vada all’Inferno! – Ha detto, che andrà all’inferno, parlerà con il cane di fuoco, e poi sono affari suoi! – Affari miei? – Ha detto un’altra parola invece di affari, ma il senso è lo stesso. – Certo. – Signore? – Eh? – Ha ancora incombenze da darmi? – No, oggi, basta così. – Posso andare, allora? – Certo, Barbara, ci vediamo domani. – Arrivederla, Blogger. – Ciao.
IL RIENTRO Sta arrivando. – Barbara, corrigli incontro. – Buon giorno, direttore Guglielmi, ben tornato tra noi. – Oh, grazie Barbara! – Si lasci abbracciare, direttore, oggi siamo tutti felici. – Grazie dell’accoglienza, Barbara, e grazie a voi, amici, che mi battete le mani. – Diglielo, Barbara. – Direttore, oggi è un gran giorno. – Certo, la mia reintegra. – Non solo, ma abbiamo una sorpresa. – Fatemi sapere (mi sembra di essere la IA). – Che cosa ha mormorato, direttore? – Nulla, le mie felicitazioni. – Allora, direttore, io sono stata presa. – Come? – Come partecipante al talkshow pomeridiano “Incontri” del canale “Medio Stat”, digitale terrestre 3648. – In medio stat virtus. – Io e anche i miei amici presenti. – Congratulazioni a voi tutti. – Viene con noi a festeggiare? – No, io devo lavorare. – Brinderemo anche per lei, direttore, ci vediamo in TV. – Arrivederci, ragazzi, e auguri. – Grazie, arrivederci. – Sono andati, beata gioventù. – Ora riprendiamo il soliloquio da dove l’avevamo lasciato.
LA MEMORIA RANDAGIA Randagio nella memoria, mi sono svegliato questa mattina, e mi sono ricordato che oggi è il mio compleanno. Auguri, Carlo, mi disse prima di morire. Ma questo primo ricordo randagio è come un gatto che attraversa circospetto e con passo felino le strade vuote dell’alba. E con il gatto è tornata lei, che … Ma prima devo raccontare in breve della mia reintegra, dopo essere disceso all’Inferno, il cane di fuoco. Rieccolo! (Segue)
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
4 commenti:
[N. d. B.]
Il racconto “Sull’orlo della giostra”, a suo tempo pubblicato incompleto, per un errore di copiatura, ora è stato rivisto nella sua stesura originale completa, ed è consultabile sotto il Post dell’8 settembre 2024: “Rhetor Magister”.
SAMSARA
Il Samsara è il ciclo continuo e doloroso di nascita, morte e rinascita (reincarnazione) presente nelle religioni indiane come Induismo, Buddhismo e Giainismo. Derivante dal sanscrito "scorrere insieme" o "vagare", rappresenta l'esistenza ciclica influenzata dal karma (azioni passate). L'obiettivo spirituale è liberarsi da questo ciclo (Moksha o Nirvana). Ecco i punti chiave del concetto: Concetto Ciclico: Spesso raffigurato come una "ruota dell'esistenza", il samsara implica che l'anima o coscienza attraversa innumerevoli vite. Karma e Sofferenza: Le azioni compiute determinano la qualità delle rinascite future. Il samsara è visto come uno stato di illusione (Maya) e sofferenza (Dukha).Liberazione: La fine del samsara è il traguardo finale, ottenibile attraverso la conoscenza, la meditazione e la disintegrazione del desiderio e dell'ego.
Significato Culturale: Oltre al contesto religioso, il termine è usato anche per opere artistiche (come il film documentario Samsara del 2011) o nomi commerciali, tra cui il famoso Samsara Beach di Gallipoli. Se cerchi informazioni specifiche sul concetto filosofico, sul film o altro, fammi sapere!
Ringraziamo la IA e andiamo avanti, anticipando prossime pubblicazioni di vecchie edizioni di scritti sul tema, con particolare riguardo alla filosofia buddista, di cui si fa cenno, peraltro, in “Sull’orlo della giostra”.
LA MEMORIA RANDAGIA
Randagio nella memoria, mi sono svegliato questa mattina, e mi sono ricordato che oggi è il mio compleanno. Auguri, Carlo, mi disse prima di morire. Ma questo primo ricordo randagio è come un gatto che attraversa circospetto e con passo felino le strade vuote dell’alba. E con il gatto è tornata lei, che …
Ho ripreso questo frammento di scrittura interrotta qualche giorno fa, ed ora dovrei continuare a scrivere sull’argomento. Allora, tanto per cominciare non mi chiamo Carlo, e soprattutto oggi non è il mio compleanno. Potrebbe esserlo nella realtà di finzione, ma io scivolo continuamente tra me (chi è me?) e il mio personaggio. E questo scivolare l’ho imparato da Jung che analizza Nietzsche Zarathustra. Per quanto riguarda “chi è me?”, dovrei evocare Récanati, trascinandomi dietro tutto un lungo discorso sul libro di Paul Ricoeur “Sé come un altro” e la filosofia analitica, quindi è meglio lasciar perdere, tranne il nome enunciato. Quale nome? L’autore citato da Ricoeur nel suo libro. …
UNA IMPROVVISA APPARIZIONE
Barbara! – Eccomi, direttore. – Il telefono, rispondi al telefono. – Pronto, qui la redazione di “Il Raccoglitore”, ufficio del direttore Guglielmi. –Chi è? –Il signor Carlino, il nuovo amministratore. – E che vuole? – Parlare con lei. – Passamelo. – Ecco. – Sono Guglielmi, ciao Carlino, mi congratulo per la tua nomina. – Ciao Guglielmi, ti devo fare una comunicazione importante. – Come? – Il titolare del Blog, il nostro editore, si è lamentato della conduzione della Rivista, in questi ultimi tempi. – Che vuol dire? – Dice che l’attuale direttore, ciò è tu... – Ciò è io? Ma che maniera di esprimersi, Carlino? – Come? – Ciò, ciò, che significa? – Non mi lasci finire: ciò è tutto un errore. – Senti la pezza è peggiore del buco. – In che senso? – C’era una sgrammaticatura, “ciò è”, invece di “cioè”, un avverbio invariabile con valore esplicativo, dichiarativo o correttivo. Equivale a "vale a dire", "in altre parole" o "ossia". Serve a specificare, chiarire quanto detto in precedenza o correggere un'affermazione. Viene spesso utilizzato anche come intercalare o per chiedere chiarimenti. – Guglielmi, che fai? Ti avvali della IA? – Sono senza cervello naturale, e mi faccio supportare dalla IA. – Guglielmi, ti va di scherzare. – E la pezza che hai messo, caro Carlino si è rivelata una sgrammaticatura sintattica peggiore della prima sgrammaticatura grammaticale. – Guglielmi, stammi a sentire, il signor Blogger si è lamentato molto di queste tue condotte, come quella presente, dove ti involvi in discorsi insensati. – Io mi involvo? – Guglielmi, Guglielmi, tu lasci molto a desiderare. – Carlino, Carlino, mi stai facendo la predica? – Ma che fai, scimmiotti? – Io? – Guglielmi, se vai avanti di questo passo, il Blogger dice che forse deve rivedere il tuo contratto – Che cosa dice il Blogger? – Guglielmi, fai attenzione. – Senti, Carlino, riferisci al nostro amico Blogger, cioè a quel vecchio novantenne rincitrullito, quella specie di mummia imbalsamata, che si alza di notte, alle due o tre del mattino, per scrivere insulsi copioni, che poi noi dobbiamo recitare… – Guglielmi! – E non gridare! Che cosa sono queste urla? Questo strepito! – Guglielmi, il Blogger è qui presente con me e ha sentito tutta la telefonata in viva voce. – Ma che fate? La trappoletta. – Sta volando da te. – Direttore! Eccolo! – Barbara, non ti far impressionare da questo signore. – È apparso improvvisamente, chi è? Ho paura.
Guglielmi! – Lei è il Blogger? – Sì, sono io in persona, il novantenne rincitrullito, la mummia imbalsamata. – Scusi, ma lei non ha circa ottant’anni? – Certo! – E io le ho augurato di vivere altri dieci anni. – Facciamo delle ironie, Guglielmi? – Lei non è il Blogger, lei è un impostore. – Come si permette? Fuori di qui! Lei è licenziato in tronco. – Bip! – Chi è, Barbara? – Direttore, è arrivato un messaggio. – Da dove? – Dall’altro mondo. – Quello reale? – Sì. – Che dice? – È il Blogger e dice che il suo avatar, apparso tra di noi, è lui stesso in persona, non un suo ministro. – Chi? questo signore incartapecorito con le sembianze del Blogger? – Sì, io, io stesso, siete contenti? – Lei, avatar, è un leccapiedi. – Vada via! Adesso! – Ha imparato anche lei? – Io, che cosa? - A intimare all’interlocutore il minaccioso: “Adesso!” – L’avrei mutuato dai filmetti americani, traducendo l’inglese: “Now!” – Si, lei, avatar, e la sua controfigura celeste. – Barbara, accompagnalo alla porta. – Sì signor Blogger. – Che fai? Credi a costui? Ubbidisci? – Direttore Guglielmi, andiamo. – Proprio perché lo dici tu. – Le prendo il braccio. – Grazie, Barbara, e tu, avatar, ci rivedremo presto. – Via! Quell’insolente! – Andiamo. – Guglielmi! Che razza di mio personaggio, un ribelle! Anche un insulso, con tutte quelle aritmetiche notturne, invece di articoli seri di filosofia! Certo, io scrivo i copioni, ma sono loro a recitarli. – Signore? – Ah, sei tornata, Barbara. – Signore, prende lei l’interim della direzione della Rivista? – Provvisoriamente, in attesa di una nuova nomina. – Sì, signore. – Chi ha bussato alla porta? – Vado a vedere. – Chi è? – Guglielmi. – Non è ancora andato via? – È tornato, signore. – Che cosa vuole? – La liquidazione. – Come? – Dice di essere stato liquidato, e dice di avere quindi diritto alla liquidazione. – Vada alla cassa. – Dice di essere già andato. – E allora? – È vuota. – Vuota? – Firmagli un assegno di 3648 euri sulla B d B. – Voleva dire 3648 “euro” sulla Banca del Blog, signore. – Usavo il linguaggio di Guglielmi, quello sa contare solo euri. – Ha detto che sa calcolare bene: vuole 3648 x 6384 euri. – È pazzo! Vada all’Inferno! – Ha detto, che andrà all’inferno, parlerà con il cane di fuoco, e poi sono affari suoi! – Affari miei? – Ha detto un’altra parola invece di affari, ma il senso è lo stesso. – Certo. – Signore? – Eh? – Ha ancora incombenze da darmi? – No, oggi, basta così. – Posso andare, allora? – Certo, Barbara, ci vediamo domani. – Arrivederla, Blogger. – Ciao.
IL RIENTRO
Sta arrivando. – Barbara, corrigli incontro. – Buon giorno, direttore Guglielmi, ben tornato tra noi. – Oh, grazie Barbara! – Si lasci abbracciare, direttore, oggi siamo tutti felici. – Grazie dell’accoglienza, Barbara, e grazie a voi, amici, che mi battete le mani. – Diglielo, Barbara. – Direttore, oggi è un gran giorno. – Certo, la mia reintegra. – Non solo, ma abbiamo una sorpresa. – Fatemi sapere (mi sembra di essere la IA). – Che cosa ha mormorato, direttore? – Nulla, le mie felicitazioni. – Allora, direttore, io sono stata presa. – Come? – Come partecipante al talkshow pomeridiano “Incontri” del canale “Medio Stat”, digitale terrestre 3648. – In medio stat virtus. – Io e anche i miei amici presenti. – Congratulazioni a voi tutti. – Viene con noi a festeggiare? – No, io devo lavorare. – Brinderemo anche per lei, direttore, ci vediamo in TV. – Arrivederci, ragazzi, e auguri. – Grazie, arrivederci. – Sono andati, beata gioventù. – Ora riprendiamo il soliloquio da dove l’avevamo lasciato.
LA MEMORIA RANDAGIA
Randagio nella memoria, mi sono svegliato questa mattina, e mi sono ricordato che oggi è il mio compleanno. Auguri, Carlo, mi disse prima di morire. Ma questo primo ricordo randagio è come un gatto che attraversa circospetto e con passo felino le strade vuote dell’alba. E con il gatto è tornata lei, che … Ma prima devo raccontare in breve della mia reintegra, dopo essere disceso all’Inferno, il cane di fuoco. Rieccolo!
(Segue)
Posta un commento