TUTTO L’OGGI Se ti dicessero che domani morirai, tu rimarresti indifferente? Niente affatto, mi illuminerei di gioia. Quindi, ti fa piacere andartene? No, se muoio donami, allora, ho tutto l’oggi da vivere. E domani? Domani, forget domani, viviamo oggi, chi lo sa se c’è un domani (Katyna Ranieri). Chi lo sa? Va bene, dimentichiamo (forget) domani, e parliamo dell’oggi. D’accordo, cominciamo dall’ora antelucana del risveglio. Che ora? L’ora del lupo. Come? “Il popolo la chiama l'ora del lupo, è l'ora in cui molta gente muore e molti bambini nascono, è l'ora in cui gli incubi ci assalgono e se restiamo svegli abbiamo paura”. Questa la frase che il pittore Johan dice alla moglie Alma, nell'oscurità della notte illuminata soltanto dalla tenue luce di un fiammifero (Ingmar Bergman). Ah, ecco! E tu? Io viaggio nello spazio profondo. Come? Come gli astronauti, poi ti dico. Adesso sono le H 03.30, l’ora delle aritmetiche notturne. Le moltiplicazioni di numeri a quattro cifre. Bravo! Proviamo: 2376 x 3267. Comincia tu. 23 x 32. Ma come faccio a ricordare i due numeri a quattro cifre da moltiplicare tra loro, se comincio a calcolare numeri nuovi, smarrendo i primi? Figurandoli, mettendoli in immagine. Come? Il poeta scrive la sua prima poesia a 23 anni e l’ultima a 76. Quale poeta? Il poeta immaginario. Ah, ecco! Quindi abbiamo il primo numero: 2376, il poeta e le sue poesie, la prima e l’ultima. Poi? I palindromi. Come? 32 e 76, rispettivamente palindromi di 23 e 67, se ad essi uniti. Ottimo. Un palindromo è una parola, numero, frase che rimane identica se letta da sinistra verso destra e viceversa. Deriva dal greco palin (indietro) e dromos (corsa), indicando una "corsa all'indietro". Possono essere singole parole, frasi complesse o numeri. Parole: Anna, otto, kayak, aviva, radar, oro, anemone, ala, aiati, oxanax, aerea, onorarono. Frasi: "Ai lati d'Italia". "I topi non avevano nipoti". "Angolo bar a Bologna". "Amore, Roma!". "È corta e non è sadica e non è acida se non è atroce". Nomi/Luoghi: Ada, Anna, Onano, Ateleta. Curiosità e Varianti Quadrato del Sator: Una delle formule palindrome latine più antiche, leggibile in tutte le direzioni: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Aibofobia: termine ironico per indicare la paura dei palindromi, che è a sua volta un palindromo.
Abbiamo finito? No. I nostri due numeri a quattro cifre sono palindromi? No, bisogna dividerli in due ognuno e unirli al loro simbolo (la parte mancante, come ad esempio nell’androgino la femmina al maschio e viceversa, con le varianti dello stesso sesso), così: 2376 tagliato in due è 23 e 76; 3267 tagliato in due è 32 e 67. E adesso bisogna richiamare la parte palindroma mancante: per il 23 il 32, per il 76 il 67, e quindi riunirli felicemente: 2332 e 7667. E perché non moltiplichiamo tra loro questi due numeri? Perché abbiamo già scelto i numeri da moltiplicare, ed “electa una via, non datur recursus ad alteram”. Ah, ecco! Tu che sei bravo nel latino (in verità nel “copia e incolla”), dimmi del QUADRATO SATOR. È un famoso palindromo latino composto dalle parole Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas, leggibile in ogni direzione. Il significato più accreditato: "Il seminatore Arepo tiene con cura le ruote", spesso interpretato simbolicamente come "Dio governa il creato". Per le altre interpretazioni e significati rimando all’IA, consultabile sul web, perché a furia di copiare e incollare, il computer (si irrita della “tua” ignoranza” e) va in palla. E adesso, a te la palla, con le aritmetiche notturne. Va bene, comunque l’ignoranza è “tua”, non “mia”. Tua di chi? Tua, tua. Mia? No, tua. E come fai a stabilirlo? È molto semplice: tua, quindi non mia. Infatti, come potrebbe essere mia, se è tua? Ma come fai a dirlo a priori? Tua, non mia. Ma come fai a dirlo a priori? Ma come fai a dirlo a priori? Insiste. È accaduto più o meno così, in una località del sud Italia, alcuni anni fa. Si è trattato di un caso d’isteria, che io rievoco, indossando l’abito (abitudine) della follia e dell’insensatezza. Isteria di chi? Ricominciamo? No, no. Bene!
IL POETA IMMAGINARIO Allora, dicevamo, 2376 x 3267. Cominciamo con 2376 x 32, poi proseguiamo con 2376 x 67. Quindi, 23 x 32 = ? 23 x 3 = 69; 23 x 2 = 46; quindi 23 x 32 = 736, sommando alle decina 69 la prima unità 4 della decina 46, ottenendo 73 e 6, i.e. 736. Usiamo i termini unità, decine, centinaia, migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milionesimi e decine di milionesimi, per indicare i numeri aventi il numero corrispondente di cifre 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.8. Non potevi essere più chiaro, anche se non ho capito bene quello che hai detto. Non importa, lascio all’intuito. Ah, bene! Ora, procediamo alla seconda moltiplicazione: 76 x 32 = ? 76 x 3 = 228; 76 x 2 = 152; quindi 228 + 15 e 2 = 243 e 2 = 2432 E ora? Con il calcolo della somma delle centinaia e migliaia, che lascio alla tua intuizione, 736 + 24 e 32 = 760 e 32, come dire 76032, a cui dobbiamo aggiungere due zeri, perché moltiplicando un numero di quattro cifre con uno di due cifre, otteniamo un numero di sette oppure otto cifre, milioni o decine di milioni. Nel primo caso con numeri bassi , in genere fino a tremila e rotti, nel secondo, con i numeri alti, ossia oltre tremila. A intuito 3 x 3 = 9; 3 x 4 = 12; ovvero un prodotto presumibile a 1 o 2 cifre. E per oggi abbiamo detto quanto basta. Continuiamo domani. Ciao. Ehi! No, ciao.
DOMANI Allora, dobbiamo continuare il ragionamento lasciato in sospeso ieri, e cominciamo con una domanda: 23 x 32, rispettiva coppia di testa dei due numeri, che stiamo moltiplicando tra loro, quanto fa? 69-0 + 46 = 736. Abbiamo capito perché abbiamo messo lo zero, dopo 69? Perché il prodotto preventivato è in centinaia, come dire, un numero a tre cifre. Se, invece, i fattori da moltiplicare fossero stati 53 x 32, quale sarebbe il prodotto? 159-0 + 106, perché il prodotto preventivato è in migliaia, come dire un numero a quattro cifre, ovvero 1696. E quale differenza vi è tra la prima e la seconda moltiplicazione? Una cifra in meno o in più a seconda della prospettiva dei numeri bassi o alti, come dire, nelle moltiplicazioni a quattro cifre, un risultato in milioni, ovvero sette cifre, o decine di milioni, ovvero otto cifre, a seconda del risultato previsto a occhio, secondo il procedimento illustrato della moltiplicazione di numeri bassi, circa il 30%, o numeri alti, il 70%. Hai illustrato molto bene quello che si intuisce a vista, come dire ti sei sprecato invano. Era proprio necessario? Vuoi conoscere l’alternativa? Sì, sono curioso. Eccola. “Il cane di fuoco – Biblioteca Zarathustra Giammetta – Tagliatelle – il tramonto – la sera – le ceneri nello spazio interstellare – Alpa, Alpa. – Domani vengono a prenderti quelli con il camice bianco. –Lutto cinese –Ftia ricca di zolle– Le isole beate – ricovero.” Avverto l’odore di bruciato di Nietzsche, prosegui con le aritmetiche notturne. Non volevo spaventarti, era solo l’elenco di altri argomenti da trattare. Quale argomento stavamo trattando? Le aritmetiche c.d. notturne. In che senso così dette? Inizio una digressione. No, No, Alpa, Alpa, aiuto, chi porta le ceneri sul monte? Poi te lo dico. È meglio. Comunque, era interessante. No, continuiamo con i numeri. Allora, dove eravamo rimasti? Al tuo ricovero, quando hai cominciato a parlare del cane di fuoco. Ma non ne ho ancora parlato! E non ne parlare, ora, magari un’altra volta. Va bene, vado avanti con i numeri. La prima poesia 23 anni, l’ultima, 76, i palindromi 32, 67, quindi 2376 x 3267. Avevamo calcolato 23 x 32 e 76 x 32. E che cosa era venuto fuori? 76032. Un numero di quante cifre? 5. Quindi? Un numero milionario di 7 cifre, dovendo aggiungere ancora due ultime cifre, perché un numero di 4 cifre moltiplicato per un altro con lo stesso numero di cifre dà come prodotto un numero milionario di milioni o decine di milioni, e trattandosi, nel nostro caso, di cifre basse, il risultato è un numero di sette cifre, 76032-00. E noi come facciamo a ricordarcelo, dovendo affrontare il secondo passo, che ha la stessa ampiezza di calcolo del primo, per non parlare dei risultati intermedi? Il mio ricordo è il seguente motivo musicale: Sette le stelle dell’Orsa Maggiore, /sette le note della mia chitarra, etc. Timida serenata. Ti ricordi i meravigliosi anni 60? No. Io, sì. E 32? Il poeta ha smesso di scrivere poesie. Perché? Il poeta ha sposato Maria Stella Edelweis. E allora? L’amore annebbia la vista, ecco perché la fanciulla si è sposata con un poeta. Poi, dopo il matrimonio, Maria Stella si è messa gli occhiali, e il poeta è andato a fare lo scaricatore ai mercati generali, alzandosi alle cinque del mattino. Ma non di solo pane vive l’uomo? Hai ragione, anche di companatico. E quindi memorizziamo 76032 e andiamo avanti. E adesso vorresti moltiplicare 23 x 67 e76 x 67?. Sì, perché? No, nulla. O vogliamo parlare del cane di fuoco? Moltiplica. 23 x 67 quanto fa? Ma soprattutto come fa quanto fa? Non ho capito. Nemmeno io. Pausa, alla prossima.
LA PROSSIMA Fa in questo modo il quanto fa, come dire spiegazione della moltiplicazione mentale (o demenziale, ma non importa): 23 x 67 e poi 76 x 67, e quindi 1541 e 5092. Come? 23 x 6, poi 23 x 7; quindi 138 + 161, oppure, per chi è svelto di mente, 138 + 23, invece di 23 x 7. Perché? Stai zitto, ciuco! Ma non è lo stesso risultato? Pensavi fosse diverso? Sì, con la prova, si può scoprire l’errore. Chi ti ha suggerito questo? Il mio genio matematico, ciucone, nel senso di ciuco più ciuco di me. Un ciuco più un ciuco fa due ciuchi. Abbiamo finito di ragliare? IA, IA. Doppia intelligenza artificiale? No, doppio raglio. Torniamo ai calcoli numerici, come dire togliamoci i sassolini dalla mente, Dobbiamo bere l’acqua di Fiuggi. E smettila! Eravamo rimasti al punto in cui dovevamo dare la somma. Quale? Questa: 138.0 + 161 = 1541. Ah, ecco, bene! E adesso 76 x 67= 5092. Come? Come prima, più di prima, ti amerò. Me? Ma stai zitto, ciuco e ciucone insieme! Prendi carta e penna, se non riesci con la mente. Quindi, in conclusione, 1541-00 + 5092 = 159192. Oh! Macché Oh!, Oh, un bel niente, siamo rimasti inconclusi. Inconclusi, ma che maniera di esprimersi! Vogliamo concludere davvero? Come? Boh! Mah! E ora? È ora. Che ora? Ci siamo smarriti, stiamo vagando in uno spazio vuoto, in cui galleggiano numeri sparsi, in assenza di gravità. Non capiamo più nulla. Quante sono le note della tua chitarra? 7. E ricordi i meravigliosi anni 60? Sì, no, comunque, 60. E a che età il poeta immaginario è andato a fare lo scaricatore ai mercati generali, alle cinque del mattino, per mantenere la famiglia? 32. Ed ecco il responso della Sibilla: 76032. E c’era bisogno della Sibilla? Devo chiamare la Pizia, allora? Mah! Per me vanno bene entrambe. Buffone! Qui, non si riesce mai a fare un discorso serio! 76032-00 + 159192 = 7.762.392. Infatti, 7.762.392 diviso 2376 = 3267, diviso invece per 3267 = 2376, quindi 2376 x3267 = 7.762.392. Quindi? Andiamo alla porta d’ingresso di questo istituto e vediamo se ci lasciano uscire. Da dove? Da questo istituto. Quale istituto? Questo manicomio, per Zeus! E fuori, sai chi ci aspetta? Il cane di fuoco, i plutonici e tante altre belle avventure dello spirito. I plutonici? Sì, ne vedremo delle belle, e quindi usciamo a riveder le stelle.
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
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TUTTO L’OGGI
Se ti dicessero che domani morirai, tu rimarresti indifferente? Niente affatto, mi illuminerei di gioia. Quindi, ti fa piacere andartene? No, se muoio donami, allora, ho tutto l’oggi da vivere. E domani? Domani, forget domani, viviamo oggi, chi lo sa se c’è un domani (Katyna Ranieri). Chi lo sa? Va bene, dimentichiamo (forget) domani, e parliamo dell’oggi. D’accordo, cominciamo dall’ora antelucana del risveglio. Che ora? L’ora del lupo. Come? “Il popolo la chiama l'ora del lupo, è l'ora in cui molta gente muore e molti bambini nascono, è l'ora in cui gli incubi ci assalgono e se restiamo svegli abbiamo paura”. Questa la frase che il pittore Johan dice alla moglie Alma, nell'oscurità della notte illuminata soltanto dalla tenue luce di un fiammifero (Ingmar Bergman). Ah, ecco! E tu? Io viaggio nello spazio profondo. Come? Come gli astronauti, poi ti dico. Adesso sono le H 03.30, l’ora delle aritmetiche notturne. Le moltiplicazioni di numeri a quattro cifre. Bravo! Proviamo: 2376 x 3267. Comincia tu. 23 x 32. Ma come faccio a ricordare i due numeri a quattro cifre da moltiplicare tra loro, se comincio a calcolare numeri nuovi, smarrendo i primi? Figurandoli, mettendoli in immagine. Come? Il poeta scrive la sua prima poesia a 23 anni e l’ultima a 76. Quale poeta? Il poeta immaginario. Ah, ecco! Quindi abbiamo il primo numero: 2376, il poeta e le sue poesie, la prima e l’ultima. Poi? I palindromi. Come? 32 e 76, rispettivamente palindromi di 23 e 67, se ad essi uniti. Ottimo. Un palindromo è una parola, numero, frase che rimane identica se letta da sinistra verso destra e viceversa. Deriva dal greco palin (indietro) e dromos (corsa), indicando una "corsa all'indietro". Possono essere singole parole, frasi complesse o numeri. Parole: Anna, otto, kayak, aviva, radar, oro, anemone, ala, aiati, oxanax, aerea, onorarono. Frasi: "Ai lati d'Italia". "I topi non avevano nipoti". "Angolo bar a Bologna". "Amore, Roma!". "È corta e non è sadica e non è acida se non è atroce". Nomi/Luoghi: Ada, Anna, Onano, Ateleta. Curiosità e Varianti Quadrato del Sator: Una delle formule palindrome latine più antiche, leggibile in tutte le direzioni: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Aibofobia: termine ironico per indicare la paura dei palindromi, che è a sua volta un palindromo.
Abbiamo finito? No. I nostri due numeri a quattro cifre sono palindromi? No, bisogna dividerli in due ognuno e unirli al loro simbolo (la parte mancante, come ad esempio nell’androgino la femmina al maschio e viceversa, con le varianti dello stesso sesso), così: 2376 tagliato in due è 23 e 76; 3267 tagliato in due è 32 e 67. E adesso bisogna richiamare la parte palindroma mancante: per il 23 il 32, per il 76 il 67, e quindi riunirli felicemente: 2332 e 7667. E perché non moltiplichiamo tra loro questi due numeri? Perché abbiamo già scelto i numeri da moltiplicare, ed “electa una via, non datur recursus ad alteram”. Ah, ecco! Tu che sei bravo nel latino (in verità nel “copia e incolla”), dimmi del QUADRATO SATOR. È un famoso palindromo latino composto dalle parole Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas, leggibile in ogni direzione. Il significato più accreditato: "Il seminatore Arepo tiene con cura le ruote", spesso interpretato simbolicamente come "Dio governa il creato". Per le altre interpretazioni e significati rimando all’IA, consultabile sul web, perché a furia di copiare e incollare, il computer (si irrita della “tua” ignoranza” e) va in palla. E adesso, a te la palla, con le aritmetiche notturne. Va bene, comunque l’ignoranza è “tua”, non “mia”. Tua di chi? Tua, tua. Mia? No, tua. E come fai a stabilirlo? È molto semplice: tua, quindi non mia. Infatti, come potrebbe essere mia, se è tua? Ma come fai a dirlo a priori? Tua, non mia. Ma come fai a dirlo a priori? Ma come fai a dirlo a priori? Insiste. È accaduto più o meno così, in una località del sud Italia, alcuni anni fa. Si è trattato di un caso d’isteria, che io rievoco, indossando l’abito (abitudine) della follia e dell’insensatezza. Isteria di chi? Ricominciamo? No, no. Bene!
IL POETA IMMAGINARIO
Allora, dicevamo, 2376 x 3267. Cominciamo con 2376 x 32, poi proseguiamo con 2376 x 67. Quindi, 23 x 32 = ? 23 x 3 = 69; 23 x 2 = 46; quindi 23 x 32 = 736, sommando alle decina 69 la prima unità 4 della decina 46, ottenendo 73 e 6, i.e. 736. Usiamo i termini unità, decine, centinaia, migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milionesimi e decine di milionesimi, per indicare i numeri aventi il numero corrispondente di cifre 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.8. Non potevi essere più chiaro, anche se non ho capito bene quello che hai detto. Non importa, lascio all’intuito. Ah, bene! Ora, procediamo alla seconda moltiplicazione: 76 x 32 = ? 76 x 3 = 228; 76 x 2 = 152; quindi 228 + 15 e 2 = 243 e 2 = 2432 E ora? Con il calcolo della somma delle centinaia e migliaia, che lascio alla tua intuizione, 736 + 24 e 32 = 760 e 32, come dire 76032, a cui dobbiamo aggiungere due zeri, perché moltiplicando un numero di quattro cifre con uno di due cifre, otteniamo un numero di sette oppure otto cifre, milioni o decine di milioni. Nel primo caso con numeri bassi , in genere fino a tremila e rotti, nel secondo, con i numeri alti, ossia oltre tremila. A intuito 3 x 3 = 9; 3 x 4 = 12; ovvero un prodotto presumibile a 1 o 2 cifre. E per oggi abbiamo detto quanto basta. Continuiamo domani. Ciao. Ehi! No, ciao.
DOMANI
Allora, dobbiamo continuare il ragionamento lasciato in sospeso ieri, e cominciamo con una domanda: 23 x 32, rispettiva coppia di testa dei due numeri, che stiamo moltiplicando tra loro, quanto fa? 69-0 + 46 = 736. Abbiamo capito perché abbiamo messo lo zero, dopo 69? Perché il prodotto preventivato è in centinaia, come dire, un numero a tre cifre. Se, invece, i fattori da moltiplicare fossero stati 53 x 32, quale sarebbe il prodotto? 159-0 + 106, perché il prodotto preventivato è in migliaia, come dire un numero a quattro cifre, ovvero 1696. E quale differenza vi è tra la prima e la seconda moltiplicazione? Una cifra in meno o in più a seconda della prospettiva dei numeri bassi o alti, come dire, nelle moltiplicazioni a quattro cifre, un risultato in milioni, ovvero sette cifre, o decine di milioni, ovvero otto cifre, a seconda del risultato previsto a occhio, secondo il procedimento illustrato della moltiplicazione di numeri bassi, circa il 30%, o numeri alti, il 70%. Hai illustrato molto bene quello che si intuisce a vista, come dire ti sei sprecato invano. Era proprio necessario? Vuoi conoscere l’alternativa? Sì, sono curioso. Eccola. “Il cane di fuoco – Biblioteca Zarathustra Giammetta – Tagliatelle – il tramonto – la sera – le ceneri nello spazio interstellare – Alpa, Alpa. – Domani vengono a prenderti quelli con il camice bianco. –Lutto cinese –Ftia ricca di zolle– Le isole beate – ricovero.” Avverto l’odore di bruciato di Nietzsche, prosegui con le aritmetiche notturne. Non volevo spaventarti, era solo l’elenco di altri argomenti da trattare. Quale argomento stavamo trattando? Le aritmetiche c.d. notturne. In che senso così dette? Inizio una digressione. No, No, Alpa, Alpa, aiuto, chi porta le ceneri sul monte? Poi te lo dico. È meglio. Comunque, era interessante. No, continuiamo con i numeri. Allora, dove eravamo rimasti? Al tuo ricovero, quando hai cominciato a parlare del cane di fuoco. Ma non ne ho ancora parlato! E non ne parlare, ora, magari un’altra volta. Va bene, vado avanti con i numeri. La prima poesia 23 anni, l’ultima, 76, i palindromi 32, 67, quindi 2376 x 3267. Avevamo calcolato 23 x 32 e 76 x 32. E che cosa era venuto fuori? 76032. Un numero di quante cifre? 5. Quindi? Un numero milionario di 7 cifre, dovendo aggiungere ancora due ultime cifre, perché un numero di 4 cifre moltiplicato per un altro con lo stesso numero di cifre dà come prodotto un numero milionario di milioni o decine di milioni, e trattandosi, nel nostro caso, di cifre basse, il risultato è un numero di sette cifre, 76032-00. E noi come facciamo a ricordarcelo, dovendo affrontare il secondo passo, che ha la stessa ampiezza di calcolo del primo, per non parlare dei risultati intermedi? Il mio ricordo è il seguente motivo musicale: Sette le stelle dell’Orsa Maggiore, /sette le note della mia chitarra, etc. Timida serenata. Ti ricordi i meravigliosi anni 60? No. Io, sì. E 32? Il poeta ha smesso di scrivere poesie. Perché? Il poeta ha sposato Maria Stella Edelweis. E allora? L’amore annebbia la vista, ecco perché la fanciulla si è sposata con un poeta. Poi, dopo il matrimonio, Maria Stella si è messa gli occhiali, e il poeta è andato a fare lo scaricatore ai mercati generali, alzandosi alle cinque del mattino. Ma non di solo pane vive l’uomo? Hai ragione, anche di companatico. E quindi memorizziamo 76032 e andiamo avanti. E adesso vorresti moltiplicare 23 x 67 e76 x 67?. Sì, perché? No, nulla. O vogliamo parlare del cane di fuoco? Moltiplica. 23 x 67 quanto fa? Ma soprattutto come fa quanto fa? Non ho capito. Nemmeno io. Pausa, alla prossima.
LA PROSSIMA
Fa in questo modo il quanto fa, come dire spiegazione della moltiplicazione mentale (o demenziale, ma non importa): 23 x 67 e poi 76 x 67, e quindi 1541 e 5092. Come? 23 x 6, poi 23 x 7; quindi 138 + 161, oppure, per chi è svelto di mente, 138 + 23, invece di 23 x 7. Perché? Stai zitto, ciuco! Ma non è lo stesso risultato? Pensavi fosse diverso? Sì, con la prova, si può scoprire l’errore. Chi ti ha suggerito questo? Il mio genio matematico, ciucone, nel senso di ciuco più ciuco di me. Un ciuco più un ciuco fa due ciuchi. Abbiamo finito di ragliare? IA, IA. Doppia intelligenza artificiale? No, doppio raglio. Torniamo ai calcoli numerici, come dire togliamoci i sassolini dalla mente, Dobbiamo bere l’acqua di Fiuggi. E smettila! Eravamo rimasti al punto in cui dovevamo dare la somma. Quale? Questa: 138.0 + 161 = 1541. Ah, ecco, bene! E adesso 76 x 67= 5092. Come? Come prima, più di prima, ti amerò. Me? Ma stai zitto, ciuco e ciucone insieme! Prendi carta e penna, se non riesci con la mente. Quindi, in conclusione, 1541-00 + 5092 = 159192. Oh! Macché Oh!, Oh, un bel niente, siamo rimasti inconclusi. Inconclusi, ma che maniera di esprimersi! Vogliamo concludere davvero? Come? Boh! Mah! E ora? È ora. Che ora? Ci siamo smarriti, stiamo vagando in uno spazio vuoto, in cui galleggiano numeri sparsi, in assenza di gravità. Non capiamo più nulla. Quante sono le note della tua chitarra? 7. E ricordi i meravigliosi anni 60? Sì, no, comunque, 60. E a che età il poeta immaginario è andato a fare lo scaricatore ai mercati generali, alle cinque del mattino, per mantenere la famiglia? 32. Ed ecco il responso della Sibilla: 76032. E c’era bisogno della Sibilla? Devo chiamare la Pizia, allora? Mah! Per me vanno bene entrambe. Buffone! Qui, non si riesce mai a fare un discorso serio! 76032-00 + 159192 = 7.762.392. Infatti, 7.762.392 diviso 2376 = 3267, diviso invece per 3267 = 2376, quindi 2376 x3267 = 7.762.392. Quindi? Andiamo alla porta d’ingresso di questo istituto e vediamo se ci lasciano uscire. Da dove? Da questo istituto. Quale istituto? Questo manicomio, per Zeus! E fuori, sai chi ci aspetta? Il cane di fuoco, i plutonici e tante altre belle avventure dello spirito. I plutonici? Sì, ne vedremo delle belle, e quindi usciamo a riveder le stelle.
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