“È una grande scoperta, che al di sotto della nostra psiche, coscienza o mente – o accanto ad essa – si trovi un’altra intelligenza, della quale noi non siamo gli artefici e dalla quale dipendiamo. Vedete, la grande paura di Freud è che, al di là dell’io, ci possa essere qualcos’altro: sostenere che al di fuori della propria mente esista un’intelligenza più grande, significa essere pazzi, come Nietzsche. Purtroppo per Freud, Nietzsche non era l’unico ad avere pensieri come questi: che l’intelligenza dell’uomo non rappresenti l’ultima parola, che la sua stessa mente sia il risultato di qualcosa che si trovi al di là dello schermo – che non siamo noi gli artefici, ma che siamo agiti –, è una convinzione che si è conservata durante tutti i millenni che hanno preceduto Nietzsche. La vostra mente non è quel Dio creatore capace di far sì che un mondo intero salti fuori dal nulla. C’è una preparazione. Esiste un inconscio che precede la coscienza e dal quale la coscienza, un tempo, venne alla luce, ed è un’intelligenza, che senz’ombra di dubbio oltrepassa indefinitamente la nostra.” Carl Gustav Jung, “Seminari su Zarathustra”, Terza Conferenza, 6 febbraio 1935.
Chi è l’Altro? Per stabilire chi è l’altro, bisogna porlo in relazione con l’altro dall’Altro, non necessariamente l’Io. Se però lo mettiamo in relazione con l’Io, formiamo la coppia: l’Io e l’Altro. Una relazione biunivoca tra l’io e l’altro, può anche stabilirsi in maniera asimmetrica nel confronto tra una persona e il suo personita, se aderiamo alla teoria dell’esistenza dei personiti, come formulata dal filosofo australiano Mark Johnston. Il tema, in letteratura, come dire nella realtà raffigurata, è conosciuto come la figura del doppio. Ricordo che siamo finiti su quest’argomento del personita, mentre eravamo idealmente saliti a bordo sul treno Roma Pescara di una ventina d’anni fa. Non dimentichiamolo. No. Chi ha detto “no”? Chi ha detto “no” non è un mio personita o forse lo è, ma non distraiamoci, magari ne riparliamo più avanti, discutendo una fonte, un libretto di fisica già citato. Sul doppio in letteratura, a memoria cito il “Sosia” di Dostoevskij e “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, ma interroghiamo la IA, proponendole questa domanda: “Il tema del doppio nella letteratura”. Ecco la risposta.
“Il tema del doppio in letteratura esplora la scissione dell'identità umana. Si manifesta quando un protagonista si specchia in un alter ego (gemello, sosia, ombra, ritratto o mostro) che incarna i suoi desideri repressi, le sue paure o la sua parte oscura, innescando un conflitto insanabile. Questa affascinante dualità si articola attraverso diverse forme e capolavori che hanno segnato la storia della narrativa: Le Principali Tipologie L'equivoco comico: Dalla commedia classica, i sosia si scambiano di ruolo generando scompiglio ma finendo sempre per ricongiungersi, come nei Menecmi di Plauto. La scissione morale (L'Ombra e il Mostro): Il doppio rivela la natura ambivalente dell'uomo. Celebre è Lo strano caso del dottor Jekyll e del mistero di Hyde di Robert Louis Stevenson, dove la pozione separa fisicamente la parte razionale e buona dall'impulso omicida e represso. Il doppio magico/metafisico: Il riflesso o il dipinto acquisiscono vita propria, spesso sostituendosi all'originale o pagando il prezzo dei suoi peccati. È il caso de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. L'inconscio e la follia: L'alter ego diventa un'allucinazione che tormenta la mente del protagonista, come nei racconti di Edgar Allan Poe (es. William Wilson).Le Evoluzioni Moderne e Italiane L'identità frantumata: Con Luigi Pirandello, il doppio perde la sua componente fisica e diventa una frammentazione psicologica. Ne Il fu Mattia Pascal, il protagonista si sdoppia nel tentativo fallito di sfuggire alla propria identità sociale. L'inquietudine e la solitudine: Nel romanzo Il compagno segreto di Joseph Conrad, l'incontro con un sosia a bordo nave riflette le insicurezze e la crisi di coscienza del protagonista. Il riflesso dell'artista: Per autori del Decadentismo come Gabriele D'Annunzio, il doppio è spesso una proiezione narcisistica dell'autore stesso, personificata in personaggi votati all'estetismo come Andrea Sperelli ne Il piacere. Nella psicanalisi, questo archetipo è stato ampiamente studiato. Puoi approfondire le connessioni tra questa figura letteraria e le nostre paure più profonde consultando il saggio Il perturbante di Sigmund Freud o il contributo di Otto Rank sul tema del Doppelgänger.” IA. Facciamo tesoro dei consigli della IA, rimandiamo la consultazione delle due ultime fonti citate, e passiamo a parlare di Borges. (Segue)
[N. d. B.] Il discorso si è interrotto su Borges, perché non ho ancora elaborato il testo. E chi aspetti a farlo? Aspettavo te. Eccomi! Girati! Così tu mi dai una pedata per scacciarmi. Sei molto perspicace. Io non sono il tuo doppio: io sono te. Non passo all’insulto, per non abbassare il livello della discussione, cadendo nella tua trappola, so dove vuoi trascinarmi. Dove? In fondo al pozzo? L’inconscio, vuoi dire? Dico Doppelgänger. “Otto Rank, one of Sigmund Freud’s closest early disciples, pioneered the psychoanalytic study of the Doppelgänger (double) in his 1914 seminal work, "Der Doppelgänger" (The Double). He viewed the double not merely as a supernatural myth, but as a profound psychological mechanism protecting the ego against the fear of death and asserting a desire for immortality.The Core TheoryNarcissism: Rank argued that the double originates as an expression of primary narcissism. It is a projection of the ego’s self-love, serving to preserve the self from destruction.The Fear of Death: As an individual matures, the double shifts from being a symbol of eternal life (e.g., a guardian angel or soul) to a harbinger of death. It becomes an eerie, persecuting entity because it reminds the ego of its mortality.The Alter Ego: The phenomenon typically manifests when a person is deeply conflicted about their own conscience, identity, or desires. The double acts as an alternative self that embodies repressed impulses or the ideal "I" that the subject cannot fully integrate.Key Influences and Examples"The Student of Prague": Rank’s study was deeply inspired by this 1913 German Expressionist film, in which a protagonist sells his reflection (his double) to a sorcerer, leading to fatal consequences.Literary Archetypes: He analyzed the double across European literature, noting recurring themes in the works of Goethe, E.T.A. Hoffmann, Fyodor Dostoevsky, and Oscar Wilde.Rank's EvolutionRank’s work on the double laid the groundwork for his eventual break with Freud. While Freud focused heavily on repressed sexual trauma, Rank later expanded his focus to the "birth trauma"—the idea that the pain and separation experienced at birth is the ultimate root of human anxiety and our psychological craving to be whole again (a theme directly tied to the double).To dive deeper into Rank's original psychological breakdown of art, myth, and human identity, you can read the historical text available via the Internet Archive Digital Library. AI
Traduco domani, oggi non ho più tempo. Dove vai, al mare? No, oggi nuvolo. E dove, allora? Lontano da te. Ti seguirò come un’ombra. Sì, ma smetti di parlare. Appena finisci di scrivere e pubblicare il testo elaborato oggi. D’accordo.
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
3 commenti:
IO E L’ALTRO
“È una grande scoperta, che al di sotto della nostra psiche, coscienza o mente – o accanto ad essa – si trovi un’altra intelligenza, della quale noi non siamo gli artefici e dalla quale dipendiamo. Vedete, la grande paura di Freud è che, al di là dell’io, ci possa essere qualcos’altro: sostenere che al di fuori della propria mente esista un’intelligenza più grande, significa essere pazzi, come Nietzsche. Purtroppo per Freud, Nietzsche non era l’unico ad avere pensieri come questi: che l’intelligenza dell’uomo non rappresenti l’ultima parola, che la sua stessa mente sia il risultato di qualcosa che si trovi al di là dello schermo – che non siamo noi gli artefici, ma che siamo agiti –, è una convinzione che si è conservata durante tutti i millenni che hanno preceduto Nietzsche. La vostra mente non è quel Dio creatore capace di far sì che un mondo intero salti fuori dal nulla. C’è una preparazione. Esiste un inconscio che precede la coscienza e dal quale la coscienza, un tempo, venne alla luce, ed è un’intelligenza, che senz’ombra di dubbio oltrepassa indefinitamente la nostra.”
Carl Gustav Jung, “Seminari su Zarathustra”, Terza Conferenza, 6 febbraio 1935.
Chi è l’Altro? Per stabilire chi è l’altro, bisogna porlo in relazione con l’altro dall’Altro, non necessariamente l’Io. Se però lo mettiamo in relazione con l’Io, formiamo la coppia: l’Io e l’Altro. Una relazione biunivoca tra l’io e l’altro, può anche stabilirsi in maniera asimmetrica nel confronto tra una persona e il suo personita, se aderiamo alla teoria dell’esistenza dei personiti, come formulata dal filosofo australiano Mark Johnston.
Il tema, in letteratura, come dire nella realtà raffigurata, è conosciuto come la figura del doppio. Ricordo che siamo finiti su quest’argomento del personita, mentre eravamo idealmente saliti a bordo sul treno Roma Pescara di una ventina d’anni fa. Non dimentichiamolo. No. Chi ha detto “no”? Chi ha detto “no” non è un mio personita o forse lo è, ma non distraiamoci, magari ne riparliamo più avanti, discutendo una fonte, un libretto di fisica già citato.
Sul doppio in letteratura, a memoria cito il “Sosia” di Dostoevskij e “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, ma interroghiamo la IA, proponendole questa domanda: “Il tema del doppio nella letteratura”. Ecco la risposta.
“Il tema del doppio in letteratura esplora la scissione dell'identità umana. Si manifesta quando un protagonista si specchia in un alter ego (gemello, sosia, ombra, ritratto o mostro) che incarna i suoi desideri repressi, le sue paure o la sua parte oscura, innescando un conflitto insanabile. Questa affascinante dualità si articola attraverso diverse forme e capolavori che hanno segnato la storia della narrativa: Le Principali Tipologie L'equivoco comico: Dalla commedia classica, i sosia si scambiano di ruolo generando scompiglio ma finendo sempre per ricongiungersi, come nei Menecmi di Plauto. La scissione morale (L'Ombra e il Mostro): Il doppio rivela la natura ambivalente dell'uomo. Celebre è Lo strano caso del dottor Jekyll e del mistero di Hyde di Robert Louis Stevenson, dove la pozione separa fisicamente la parte razionale e buona dall'impulso omicida e represso. Il doppio magico/metafisico: Il riflesso o il dipinto acquisiscono vita propria, spesso sostituendosi all'originale o pagando il prezzo dei suoi peccati. È il caso de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. L'inconscio e la follia: L'alter ego diventa un'allucinazione che tormenta la mente del protagonista, come nei racconti di Edgar Allan Poe (es. William Wilson).Le Evoluzioni Moderne e Italiane L'identità frantumata: Con Luigi Pirandello, il doppio perde la sua componente fisica e diventa una frammentazione psicologica. Ne Il fu Mattia Pascal, il protagonista si sdoppia nel tentativo fallito di sfuggire alla propria identità sociale. L'inquietudine e la solitudine: Nel romanzo Il compagno segreto di Joseph Conrad, l'incontro con un sosia a bordo nave riflette le insicurezze e la crisi di coscienza del protagonista. Il riflesso dell'artista: Per autori del Decadentismo come Gabriele D'Annunzio, il doppio è spesso una proiezione narcisistica dell'autore stesso, personificata in personaggi votati all'estetismo come Andrea Sperelli ne Il piacere. Nella psicanalisi, questo archetipo è stato ampiamente studiato. Puoi approfondire le connessioni tra questa figura letteraria e le nostre paure più profonde consultando il saggio Il perturbante di Sigmund Freud o il contributo di Otto Rank sul tema del Doppelgänger.” IA.
Facciamo tesoro dei consigli della IA, rimandiamo la consultazione delle due ultime fonti citate, e passiamo a parlare di Borges.
(Segue)
[N. d. B.]
Il discorso si è interrotto su Borges, perché non ho ancora elaborato il testo. E chi aspetti a farlo? Aspettavo te. Eccomi! Girati! Così tu mi dai una pedata per scacciarmi. Sei molto perspicace. Io non sono il tuo doppio: io sono te. Non passo all’insulto, per non abbassare il livello della discussione, cadendo nella tua trappola, so dove vuoi trascinarmi. Dove? In fondo al pozzo? L’inconscio, vuoi dire? Dico Doppelgänger.
“Otto Rank, one of Sigmund Freud’s closest early disciples, pioneered the psychoanalytic study of the Doppelgänger (double) in his 1914 seminal work, "Der Doppelgänger" (The Double). He viewed the double not merely as a supernatural myth, but as a profound psychological mechanism protecting the ego against the fear of death and asserting a desire for immortality.The Core TheoryNarcissism: Rank argued that the double originates as an expression of primary narcissism. It is a projection of the ego’s self-love, serving to preserve the self from destruction.The Fear of Death: As an individual matures, the double shifts from being a symbol of eternal life (e.g., a guardian angel or soul) to a harbinger of death. It becomes an eerie, persecuting entity because it reminds the ego of its mortality.The Alter Ego: The phenomenon typically manifests when a person is deeply conflicted about their own conscience, identity, or desires. The double acts as an alternative self that embodies repressed impulses or the ideal "I" that the subject cannot fully integrate.Key Influences and Examples"The Student of Prague": Rank’s study was deeply inspired by this 1913 German Expressionist film, in which a protagonist sells his reflection (his double) to a sorcerer, leading to fatal consequences.Literary Archetypes: He analyzed the double across European literature, noting recurring themes in the works of Goethe, E.T.A. Hoffmann, Fyodor Dostoevsky, and Oscar Wilde.Rank's EvolutionRank’s work on the double laid the groundwork for his eventual break with Freud. While Freud focused heavily on repressed sexual trauma, Rank later expanded his focus to the "birth trauma"—the idea that the pain and separation experienced at birth is the ultimate root of human anxiety and our psychological craving to be whole again (a theme directly tied to the double).To dive deeper into Rank's original psychological breakdown of art, myth, and human identity, you can read the historical text available via the Internet Archive Digital Library. AI
Traduco domani, oggi non ho più tempo. Dove vai, al mare? No, oggi nuvolo. E dove, allora? Lontano da te. Ti seguirò come un’ombra. Sì, ma smetti di parlare. Appena finisci di scrivere e pubblicare il testo elaborato oggi. D’accordo.
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