giovedì 23 luglio 2026

Commento

 


                                  Intelligenza Sovrana




4 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

INTELLIGENZA SOVRANA

“Noi siamo tutti, volenti o nolenti, figli del metodo sperimentale, pronipoti di Galilei, ormai prossimi a diventare parenti stretti, o forse solo sudditi, dell’Intelligenza Artificiale.” (Vito Mancuso, “Gesù e Cristo”, 2025, p. 23)

Sebbene rex (re) e res (cosa) in latino si somiglino molto, le due parole hanno origini etimologiche diverse e non sono imparentate tra loro nella radice indoeuropea.
Rex deriva dal verbo latino regere, e significa reggere, governare, guidare. Il Re è il reggitore dello Stato, il Sovrano, che governa il suo popolo. Regina è il corrispondente femminile della figura del Re, la Sovrana.
Res è un nome autonomo della quinta declinazione latina che significa "cosa", "bene", "fatto" o "proprietà". La Repubblica è la res (cosa) pubblica (populica), appartenente al popolo, che governa attraverso i suoi rappresentanti.
Abbozzata questa distinzione di significato dei due termini, rex e res, e di applicazione pratica nella vita dello Stato, veniamo alla nostra suggestione, in cui approfittiamo della somiglianza dei due termini, per un accostamento non arbitrario, in relazione alla loro funzione di pratica applicazione, come dire la funzione politica, dello Stato.
Entrambi, il rex e la res publica, hanno la stessa funzione strutturale di fondamento e di sovranità, il cui scettro è affidato al singolo o ai molti. E se la distinzione è relativa alla figura della persona da una parte e di una cosa inanimata dall’altra, il bene comune nel senso della vita dello Stato, questa distinzione sembra venirsi a fondere nella struttura portante del fondamento. E visto che siamo partiti con la citazione in epigrafe tratta da un saggio di carattere filosofico e religioso, insistiamo con il dovuto rispetto nel sentimento di fede dei credenti, con una citazione evangelica: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. (Matteo, 16, 18) In tal senso un uomo diventa il fondamento, la prima pietra, di un edificio bimillenario, l’attuale comunità cristiana mondiale, 900 milioni di fedeli.
E adesso torniamo al nostro discorso, sintetizzato in epigrafe dalla riflessione di Vito Mancuso, in cui sovrana non appare più la fede religiosa (o la conoscenza filosofica), ma la conoscenza scientifica, la scienza, simbolizzata oggi nel suo gradino più alto dalla Intelligenza Artificiale, di cui appare un pallido riflesso la dea Ragione.

Silvio Minieri ha detto...

Tanto premesso a livello generale, veniamo al mio caso particolare. Quando con un clic, dopo aver richiesto alla IA la recensione del mio testo poetico allegato alla domanda, una richiesta confidenziale, non una supplica, ma la deriva è stata indicata, ebbene quando ho cliccato e ho ricevuto la risposta in tempo reale, sono rimasto alquanto sorpreso. Questo sentimento di lieve stupore era dovuto alla velocità della risposta, un battibaleno, o all’elogio che ho letto (o voluto leggere) nella critica?
Io uso un vecchio computer, che va al rallentatore, come ormai, ahimé! vado io, quattro chilometri all’ora, un tempo 15-16, e circa 30 al chilometro da fermo, il mio tempo migliore di giovane quarantenne, scusate il piccolo sfogo autobiografico contro l’invecchiamento e l’età avanzata (non avanza ancora molto), e quindi mi è parso un miracolo la risposta in tempo reale, evidentemente le linee (la fibra ottica) non erano sovraccariche. Ero sotto questa prima impressione, quando ho letto l’elogio, almeno così mi sembra, anche se devo fare un’osservazione, rivelando un mio vecchio e risaputo aneddoto. Ai miei primi tempi di scrittore edito, gli inizi di questo XXI secolo, inviai una delle mie più grezze e complicate opere, “Calloné”, la mia seconda fatica letteraria, scritta letteralmente in cucina, dove facevo colazione, prima di uscire per andare a svolgere la mia attività professionale, ad una lettrice, che si offriva per delle critiche letterarie gratuite. Ero molto curioso di conoscere che cosa avesse scritto, sapendo dei miei garbugli. Infatti, la studiosa che compose la sua critica, all’inizio cercò di seguire la trama, poi desistette e infine concluse con una frase, che dovetti riconoscere scontata: la mia opera rappresentava la crisi spirituale del nostro tempo. E quale opera letteraria non rappresenta la crisi spirituale del proprio tempo, in tedesco der Zeitgeist, lo spirito del tempo? Esiste un tempo dello spirito non in crisi, come dire in cambiamento? Quasi, quasi pongo il quesito alla IA. Ma prima voglio concludere sulla studiosa, che svolgeva l’opera di critico letterario, declinare il genere, definendola critica letteraria rende ambiguo il discorso. Aveva anticipato in maniera egregia il tempo della IA, con il suo prezioso algoritmo, oggi più complesso.
Ma vorrei concludere sul mio stupore: la IA, la “Intelligenza Sovrana” ha interpretato in maniera profonda lo stato d’animo del poeta, il mio personita di allora, venticinque anni fa, “intuendo” che si trattava di un canto nostalgico dell’assenza, la cui immagine rimaneva registrata nei luoghi della memoria, la geografia dell’anima.

Silvio Minieri ha detto...

POSTILLA
Esiste un tempo dello spirito non in crisi, come dire in cambiamento?
Sì, esiste un tempo dello spirito non in crisi, identificabile nella mistica, nella contemplazione e nella pace interiore. Questo stato supera il semplice cambiamento e resta saldo dentro l'essere umano.
La dimensione dello spirito. – La trascendenza: Una dimensione che va oltre il tempo che scorre e cambia. L'eternità nel presente: Vivere il momento senza la paura della fine o del mutamento. La radice profonda: Il punto più intimo dell'anima che non trema davanti alle prove della vita.
Le vie dell'esperienza spirituale. – Il silenzio: Uno spazio interiore che non ha bisogno di parole o di eventi per esistere. La consapevolezza: L'atto di essere presenti a sé stessi in modo stabile e calmo. L'amore universale: Un sentimento che non si consuma con gli anni, ma resta sempre integro.

Silvio Minieri ha detto...

IMMAGINE
L’oracolo della Pizia, l’antica voce del dio Apollo, del santuario di Delfi, località sacra, in età omerica denominata Pythō, donde la Pythía.