mercoledì 8 luglio 2026

Interludio

 


                        Azimut lunare



2 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

AZIMUT LUNARE
L'azimut della Luna a Roma l'8 luglio 2026 alle ore 04:05 è di circa 115°-125° (Sud-Est), un'altezza sull'orizzonte di circa 20°. il cielo notturno è dominato dalla spettacolare congiunzione, il cosiddetto "bacio", tra la Luna all'ultimo quarto e il pianeta Saturno.

LA MANO ASSASSINA
Di notte, e soprattutto nei sogni, le immagini sono confuse, simboliche, indecifrabili al risveglio, o apparentemente tali. Sorgono dall’inconscio, dice Jung, bisogna saperle interpretare, e Freud definisce le scene dei sogni realizzazione dei desideri. Una di queste scene, risalente dall’inconscio alla coscienza, è rimasta fissa nel registro dei miei ricordi, il cuore, come mi è apparsa allora, oltre vent’anni fa. Io vedo, e rivivo ancora, quella passeggiata notturna delle sorelle Hoverlock nel cimitero del Verano, e la pugnalata al cuore, vibrata dalla mano assassina: “Contestualmente, l’altra belva sanguinaria si era scagliata sulla donna più anziana, vibrandole un colpo di pugnale dritto al cuore, sotto il seno sinistro, andato perfettamente a segno, in quanto l’assalita, con riflesso fulmineo, si era drizzata di colpo e stirata in tutta la sua persona, nel curvarsi all’indietro, facilitando così il bersaglio alla penetrazione della lama.”
Non era una scena figurata nei sogni, e allora da dove sorgeva? Dall’inconscio, certo. Perché? E come? Io ho sempre saputo la risposta, e forse la devo avere anche detta, citando il “pallido delinquente” di Nietzsche, “la voluttà del coltello”.
“Dice il rosso giudice: «Perché questo delinquente ha ucciso? Egli voleva rubare». Ma io vi dico: «La sua anima era assetata di sangue, non di possesso: egli era assetato della ebrietà del colpire. Ma la sua povera ragione non comprendeva una tale follia e lo persuase. «Che valore ha il sangue?» — gli disse — non vuoi almeno arricchirti di qualche cosa nello stesso tempo? O vendicarti?». Ed egli ascoltò la sua povera ragione: le sue parole pesavano su lui come piombo — e allora rubò mentre uccideva.
Egli non voleva dover vergognarsi della sua follìa. […] “Guardate quel povero corpo: ciò che egli sofferse e desiderò fu interpretato dall’anima quale bramosia assassina e desiderio della voluttà del coltello.”
Ma andiamo oltre Nietzsche e oltre la cronaca nera, le cui parole e i cui fatti, sullo sfondo della mia coscienza, hanno in certo modo suscitato le immagini dell’inconscio, e approdiamo alla canzone napoletana. Come? Una scena macabra, “notturna” e assassina, e noi parliamo, io parlo della canzone napoletana? Sì, certo!

Si avisse fatto a n'ato
chello ch' ‘e fatto a me,
st'ommo t'avesse accisa,
e vuo' sape' pecché?
Pecché ‘ncopp'a sta terra
femmene comm'a te
nun ce hann' ‘a sta pe' n'ommo
onesto comm'a me!
Femmena, tu si' na malafemmena …

“Malafemmena” cantava Totò e così cantiamo noi, e questo canto ispira l’artista: “st'ommo t'avesse accisa”. Ecco! Quest’uomo avrebbe ucciso. La mano assassina dell’artista, come dire il destino di morte deciso dall’artista. Ma no! Come no? L’artista crede di avere deciso il destino delle moriture, le sorelle Hoverlck, ma il destino aveva deciso per lui, prima di lui. Lo Spirito ti afferra e ti possiede, non più l’Io, ma il Sé. Leggiamo Nietzsche, certo, ma leggiamo anche Jung che legge Nietzsche. Ah, certo!

Se avessi fatto a un altro
quello che hai fatto a me
quest’uomo ti avrebbe uccisa
e vuoi sapere perché?
Perché su questa terra
femmine come te
non ci devono stare per un uomo
onesto come me!
Femmena, tu sei una malafemmina…

Silvio Minieri ha detto...

POSTILLA
Questo “azimut lunare”, definiamo così lo scritto della mano assassina, è stato mosso dal post precedente: “Il centro della formica”, a cui seguiva nella raccolta dei racconti, riuniti nel volume: “Il nero della scrittura”, “L’omicidio delle sorelle Hoverlock”, post 17 agosto 2025. Il racconto è datato 24 febbraio 2006 – Florentia, die vigesima quarta mensis februarii, anno MMVI. Ecco l’epigrafe e l’indice del libro.

IL NERO DELLA SCRITTURA

“De la scrigiura negra da dir sì ven la sorte…
la qual ki la lezesse col core e co la mente
e sospirar e planz devrav amaramente…”

dal “Libro delle tre scritture” di Bonavesin de la Riva

“E’ ora il momento di parlare della scrittura nera
e chi leggerà con intelligenza e sentimento
piangere e sospirare dovrà amaramente…”

INDICE
Il centro della formica
L’omicidio delle sorelle Hoverlock
Dei ladri notturni, dei viaggiatori e delle ombre
Le luci di place de la Concorde

Quindi, domani seguirà “Dei ladri…”? Bisogna interrogare il destino della necessità, seguendo “la mano” della necessità. Come? Ne riparleremo, della mano (cheiros): repetita iuvant. No! Repetita stufant. Vai a dormire, giullare! Certo, buona notte!