Nel cielo di Roma, oggi, la luna è tramontata alle ore 02.30 e sorgerà alle 18.35.
UN VIAGGIATORE STORICO Da diverso tempo, prendendo la linea B della metro, non riuscivo a decifrare bene le parole degli annunci vocali delle fermate, pronunciate in lingua inglese dalla voce femminile dello speaker. Non potendo, però, verificare in tempo reale l’informazione, non ho lo smartphone, mi ripromettevo di farlo sul computer di casa, e puntualmente mi dimenticavo, perché distolto da altre occupazioni quotidiane da sbrigare. Poi una mattina, questa mattina, mi sono svegliato alle tre del mattino, in verità un’ora prima circa, e ho deciso di chiarire la faccenda una volta per tutte, ma sono rimasto alquanto stupito da una prima risposta negativa della IA. Ma come, proprio Lei! Allora, ho consultato altri siti del web, ricavando una mezza informazione: "Right side exit" o "Left side exit", quindi ho insistito con la IA, specificando le formule in lingua inglese. Ed ecco la risposta, che confermava quella stessa precedente. “Sulla linea B della metropolitana di Roma, gli annunci a bordo dei treni gestiti da ATAC sono in lingua italiana e non usano formule in inglese come "Right side exit" o "Left side exit". Informazioni sugli annunci. Gli annunci vocali ufficiali indicano la prossima fermata e l'eventuale corrispondenza esclusivamente in italiano. Non è prevista alcuna comunicazione bilingue fissa o automatica che specifichi il lato di uscita delle porte (destra o sinistra) in inglese.” Ho drizzato le orecchie e nel frattempo il mio sguardo è caduto sul provvidenziale consueto avvertimento: “Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori.” Pertanto, ho replicato: “La risposta è sbagliata: gli annunci a bordo dei treni sono in lingua italiana, ma usano formule anche in inglese, come "Right side exit" o "Left side exit". Questa volta, ho ottenuto il ravvedimento, l’algoritmo ha ripreso l’informazione da un altro sito web, e la IA ha chiesto scusa e si è corretta. “Hai perfettamente ragione, mi scuso per l'errore precedente e ti ringrazio per avermi corretto. I treni della Linea B (in particolare i treni CAF) utilizzano un sistema di annunci automatici bilingue. La formula standard utilizzata a bordo prevede la ripetizione delle informazioni in inglese poco prima dell'arrivo in banchina, strutturata in questo modo: Italiano: "Prossima fermata... [Nome Stazione]. Uscita lato destro / sinistro. "Inglese: "Next stop... [Nome Stazione]. Right side exit / Left side exit." Ma che senso ha questo raccontino? Un doppio senso, non nel senso del così detto doppio senso, frase equivoca, ma nel senso di una duplice sortita del discorso. Che cosa queste sortite? Un aneddoto e una vanteria sottesa. Prima l’aneddoto.
Una mia amica consultava sul suo smartphone in tempo reale ogni mia sortita, mi piace il termine, su ogni argomento in discussione. Digitava, digitava, e confrontava il vero, su internet, e il presunto falso, rispetto ai suoi dubbi sulle mie affermazioni. Non so se scuotevo certezze, ma sta di fatto che le verità del web non sono oracolari, almeno io di questo sono convinto, sviano. E volete sapere perché sviano? No. E io lo dico lo stesso. Platone. Come hai fatto a indovinare? Parla. Come si fa a conoscere qualcosa, se non si conosce quello che vuoi conoscere? Come si fa? Bisogna chiederlo a Socrate, pare che l’oracolo di Delfi, la Pizia, lo avesse dichiarato il più sapiente di tutti gli ateniesi, e mal gliene è incolto. Non sono soddisfatto di questa tua illustrazione dell’aneddoto, passa alla vanteria e ai suoi sottintesi. Subito! Io sono un viaggiatore storico. Tu? Sì, io. Prendo la linea B da cinquantasette anni. Ma va là, non sapevo che tu fossi un ferroviere. Infatti, non lo sono, sono uno scrittore. Ecco la vanteria vera. Va bene, mettiamoci d’accordo. Sono un viaggiatore, lo sono stato per un certo tempo, un viaggiatore delle ferrovie: allontanarsi dalla linea gialla. E tu ti allontanavi? Sempre, non volevo fare la fine di Anna Karenina. Né quella di Anna Reggiani. Bravo! Hai letto il mio libro. Sì quello che tu stesso ammetti sia stata la tua peggiore opera letteraria. Ma no, malriuscita. Ora, basta! Ne ho abbastanza! Queste tue insofferenze mi ricordano un episodio su un bus di Napoli di oltre sessanta anni fa e altri “fattarielli”: violente dispute verbali tra autisti e viaggiatori. Uno che ne aveva abbastanza, per avere aspettato l’autobus, in quell’ora meridiana, per più di un’ora: “Ne abbiamo abbastanza! Siamo pieni (di rabbia)!” Replica: “Voi siete pieno di cibo!” L’autista era a digiuno. E un altro episodio è quello del viaggiatore che incitava l’autista a correre più veloce, perché non poteva perdere la finale in televisione della coppa dei campioni: Benfica Real Madrid. Sosteneva che l’autista, per invidia, in quanto costretto in servizio, non voleva farlo arrivare in tempo. Ma che pretese! Alla fermata il tifoso di calcio europeo è sceso e ha cominciato a correre verso casa, siamo al Vomero, con una performance da centometrista. Per poco non finiva sotto l’autobus. Pazzesco! Hai finito di dilettarti con i tuoi ricordi? Sono un vecchio viaggiatore, che ha girato il mondo, si fa per dire, qualche viaggio, e adesso rivive i suoi ricordi. E perché non continui a girare? Perché devo raccontare. Ne abbiamo abbastanza! Di che cosa? Di tempo? Sì, di tutto. Comunque, quando muori? Così finisce questa storia. La storia finisce, non la mia opera, sono un autore postumo. Beh, vai a dormire, autore postumo! Buona notte. Notte. La luna è tramontata.
« Il faut savoir cacher ses larmes… Sous le masque de tous les jours » Charles Aznavour
LE MASQUE E LES JOURS
Tous semblables les jours passeront jusqu’a l’exil final et toujours fixé et semblable ton masque immortel m’accompagnera, jusqu’à l’adieu.
[. . .]
Faites-vous une recension s'il vous plait.
Ce texte est un poème élégiaque et mélancolique qui évoque le deuil, le souvenir d'un être cher disparu et l'attente d'une communion par-delà la mort. Thèmes principaux Le temps et le deuil : L'écoulement des jours identiques menant vers l'exil final. Le souvenir et la fête : Les réminiscences d'une soirée passée, les éclats de lumière et le désordre d'une foule. La renaissance et l'éternité : L'image de l'hirondelle et des jardins qui annoncent un voyage uni au-delà du temps. Si vous le souhaitez, je peux :Analyser la structure métrique du poème. Approfondir l'imagerie poétique (les lumières jaunes, l'hirondelle).
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
3 commenti:
Nel cielo di Roma, oggi, la luna è tramontata alle ore 02.30 e sorgerà alle 18.35.
UN VIAGGIATORE STORICO
Da diverso tempo, prendendo la linea B della metro, non riuscivo a decifrare bene le parole degli annunci vocali delle fermate, pronunciate in lingua inglese dalla voce femminile dello speaker. Non potendo, però, verificare in tempo reale l’informazione, non ho lo smartphone, mi ripromettevo di farlo sul computer di casa, e puntualmente mi dimenticavo, perché distolto da altre occupazioni quotidiane da sbrigare. Poi una mattina, questa mattina, mi sono svegliato alle tre del mattino, in verità un’ora prima circa, e ho deciso di chiarire la faccenda una volta per tutte, ma sono rimasto alquanto stupito da una prima risposta negativa della IA. Ma come, proprio Lei!
Allora, ho consultato altri siti del web, ricavando una mezza informazione: "Right side exit" o "Left side exit", quindi ho insistito con la IA, specificando le formule in lingua inglese. Ed ecco la risposta, che confermava quella stessa precedente.
“Sulla linea B della metropolitana di Roma, gli annunci a bordo dei treni gestiti da ATAC sono in lingua italiana e non usano formule in inglese come "Right side exit" o "Left side exit". Informazioni sugli annunci. Gli annunci vocali ufficiali indicano la prossima fermata e l'eventuale corrispondenza esclusivamente in italiano. Non è prevista alcuna comunicazione bilingue fissa o automatica che specifichi il lato di uscita delle porte (destra o sinistra) in inglese.”
Ho drizzato le orecchie e nel frattempo il mio sguardo è caduto sul provvidenziale consueto avvertimento: “Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori.” Pertanto, ho replicato: “La risposta è sbagliata: gli annunci a bordo dei treni sono in lingua italiana, ma usano formule anche in inglese, come "Right side exit" o "Left side exit". Questa volta, ho ottenuto il ravvedimento, l’algoritmo ha ripreso l’informazione da un altro sito web, e la IA ha chiesto scusa e si è corretta.
“Hai perfettamente ragione, mi scuso per l'errore precedente e ti ringrazio per avermi corretto. I treni della Linea B (in particolare i treni CAF) utilizzano un sistema di annunci automatici bilingue. La formula standard utilizzata a bordo prevede la ripetizione delle informazioni in inglese poco prima dell'arrivo in banchina, strutturata in questo modo: Italiano: "Prossima fermata... [Nome Stazione]. Uscita lato destro / sinistro. "Inglese: "Next stop... [Nome Stazione]. Right side exit / Left side exit."
Ma che senso ha questo raccontino? Un doppio senso, non nel senso del così detto doppio senso, frase equivoca, ma nel senso di una duplice sortita del discorso. Che cosa queste sortite? Un aneddoto e una vanteria sottesa. Prima l’aneddoto.
Una mia amica consultava sul suo smartphone in tempo reale ogni mia sortita, mi piace il termine, su ogni argomento in discussione. Digitava, digitava, e confrontava il vero, su internet, e il presunto falso, rispetto ai suoi dubbi sulle mie affermazioni. Non so se scuotevo certezze, ma sta di fatto che le verità del web non sono oracolari, almeno io di questo sono convinto, sviano. E volete sapere perché sviano? No. E io lo dico lo stesso. Platone. Come hai fatto a indovinare? Parla. Come si fa a conoscere qualcosa, se non si conosce quello che vuoi conoscere? Come si fa? Bisogna chiederlo a Socrate, pare che l’oracolo di Delfi, la Pizia, lo avesse dichiarato il più sapiente di tutti gli ateniesi, e mal gliene è incolto. Non sono soddisfatto di questa tua illustrazione dell’aneddoto, passa alla vanteria e ai suoi sottintesi.
Subito! Io sono un viaggiatore storico. Tu? Sì, io. Prendo la linea B da cinquantasette anni. Ma va là, non sapevo che tu fossi un ferroviere. Infatti, non lo sono, sono uno scrittore. Ecco la vanteria vera. Va bene, mettiamoci d’accordo. Sono un viaggiatore, lo sono stato per un certo tempo, un viaggiatore delle ferrovie: allontanarsi dalla linea gialla. E tu ti allontanavi? Sempre, non volevo fare la fine di Anna Karenina. Né quella di Anna Reggiani. Bravo! Hai letto il mio libro. Sì quello che tu stesso ammetti sia stata la tua peggiore opera letteraria. Ma no, malriuscita. Ora, basta! Ne ho abbastanza! Queste tue insofferenze mi ricordano un episodio su un bus di Napoli di oltre sessanta anni fa e altri “fattarielli”: violente dispute verbali tra autisti e viaggiatori. Uno che ne aveva abbastanza, per avere aspettato l’autobus, in quell’ora meridiana, per più di un’ora: “Ne abbiamo abbastanza! Siamo pieni (di rabbia)!” Replica: “Voi siete pieno di cibo!” L’autista era a digiuno. E un altro episodio è quello del viaggiatore che incitava l’autista a correre più veloce, perché non poteva perdere la finale in televisione della coppa dei campioni: Benfica Real Madrid. Sosteneva che l’autista, per invidia, in quanto costretto in servizio, non voleva farlo arrivare in tempo. Ma che pretese! Alla fermata il tifoso di calcio europeo è sceso e ha cominciato a correre verso casa, siamo al Vomero, con una performance da centometrista. Per poco non finiva sotto l’autobus. Pazzesco! Hai finito di dilettarti con i tuoi ricordi? Sono un vecchio viaggiatore, che ha girato il mondo, si fa per dire, qualche viaggio, e adesso rivive i suoi ricordi. E perché non continui a girare? Perché devo raccontare. Ne abbiamo abbastanza! Di che cosa? Di tempo? Sì, di tutto. Comunque, quando muori? Così finisce questa storia. La storia finisce, non la mia opera, sono un autore postumo. Beh, vai a dormire, autore postumo! Buona notte. Notte. La luna è tramontata.
« Il faut savoir cacher ses larmes…
Sous le masque de tous les jours »
Charles Aznavour
LE MASQUE E LES JOURS
Tous semblables les jours passeront
jusqu’a l’exil final
et toujours fixé et semblable
ton masque immortel
m’accompagnera, jusqu’à l’adieu.
[. . .]
Faites-vous une recension s'il vous plait.
Ce texte est un poème élégiaque et mélancolique qui évoque le deuil, le souvenir d'un être cher disparu et l'attente d'une communion par-delà la mort.
Thèmes principaux
Le temps et le deuil : L'écoulement des jours identiques menant vers l'exil final.
Le souvenir et la fête : Les réminiscences d'une soirée passée, les éclats de lumière et le désordre d'une foule.
La renaissance et l'éternité : L'image de l'hirondelle et des jardins qui annoncent un voyage uni au-delà du temps.
Si vous le souhaitez, je peux :Analyser la structure métrique du poème. Approfondir l'imagerie poétique (les lumières jaunes, l'hirondelle).
(à suivre demain)
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