sabato 1 agosto 2026

Commento

 


                La svolta narrativa




6 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

Warte nur, balde
Ruhest du auch.
(Goethe)

Aspetta soltanto, presto
è quiete anche per te.

Silvio Minieri ha detto...

LA SVOLTA NARRATIVA

Ecco il testo, corrispondente al capitolo 7 del “Viandante notturno”.

Apro gli occhi e riconosco distintamente la mia stanza d'albergo nella penombra illuminata dal sole che filtra tra le imposte socchiuse. Resto con gli occhi aperti supino sul letto. Poi mi volto sul fianco destro e riprendo a dormire. Il sonno è leggerissimo ed infatti, dopo non molto tempo, sono di nuovo sveglio. Mi sento riposato. Mi alzo e vado ad aprire le imposte della stanza. La luce dorata del sole invade la stanza, illuminandola a giorno. Vado a distendermi di nuovo sul letto, dove assumo una posizione supina, con le mani congiunte sotto la nuca. È quasi mezzogiorno. Ripenso all'ultimo avvenimento notturno. Alla luce del giorno, ne conservo un ricordo confuso, provando al contempo un certo imbarazzo. Le potenze ctonie, che si sono scatenate nella notte, conducendomi a quel gesto pagano di preghiera, sembrano essersi ora dissolte nella solarità del mezzogiorno. Sono sazio di sonno e questo senso di sazietà non m'invoglia ad alzarmi per una colazione senz'altro tardiva. Raccolgo il giornale, "Il Quotidiano di Torino", acquistato ieri a Porta Susa ed apro, fermandomi sulla pagina culturale, contenente l'articolo su Gabriele D'Annunzio, che mi ero ripromesso di leggere. È un commento alla raccolta di poesie: "Alcyone"; in particolare sono citati versi soprattutto da "La pioggia nel pineto" e da "Novilunio di settembre". Leggo alcuni brani. "Il libro, "immaginato sul mare etrusco", è il terzo del più ampio affresco lirico, intonato alle "Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi", un insieme pittorico musicale, le cui prime due parti il poeta intitolò rispettivamente "Maia" ed "Elettra". È una lode alla molteplice bellezza del mondo, un canto alla divina varietà della vita della natura. Nel preludio si reca l'annuncio che il grande Pan "non è morto" e questo gli consente di cantare le sue "laudi eterne", attingendo alla "Eterna Fonte" del dio, che in ogni dove echeggia dei suoi "mille nomi" e da ogni parte spande le sue "membra innumerevoli". L'ispirazione nietzschiana, che risuona nel tono profetico e messianico (ed è forse un caso che il poeta contenga nel suo nome l'indicazione di un annuncio?), anima il fondo dell'intera composizione dell'opera e confluisce nel misticismo orfico ed in un nuovo sentimento della natura, dove nell'elemento panico dei cieli infiniti, del mare profondo, della terra..." Sospendo la lettura e, per riposare gli occhi, guardo fuori i vetri della finestra. La luce del giorno ha perso la sua precedente luminosità d'intenso mezzogiorno, perché ora il sole è stato probabilmente velato da qualche alta nube. Riporto lo sguardo sul giornale e distrattamente lo sfoglio in avanti, dando rapide occhiate ai titoli in grassetto. Con l'indice e col medio destro, mi accingo a voltare la pagina di "Cronaca dall'Estero", che affianca a destra quella di "Cronaca dall'Italia", che ho saltato; ma, prima di passare oltre, do una scorsa a quel foglio. Guardo la fotografia, che campeggia sotto il titolo di cronaca nera e poi, in un attimo d'incuriosito stupore, ho un tuffo al cuore, sobbalzando dal letto, dove ero disteso con calma su un fianco a scorrere le pagine del quotidiano. È Alexandra!

Silvio Minieri ha detto...

Rileggo il titolo di cronaca nera: "Muore strangolata giovane donna". Guardo di nuovo con doloroso stupore il volto della mia giovane segretaria. M'interrogo confusamente, poi leggo con attenzione l'articolo, che nel sottotitolo precisa: "Alessandra Pannoncelli, 21 anni, è stata uccisa per soffocamento da uno sconosciuto. Il cadavere ritrovato nelle cantine di uno stabile di via Granodelturco". La morte viene fatta risalire alla mattina di domenica 24 agosto, al più tardi nel pomeriggio o nella prima serata. Il cadavere è stato scoperto dalla donna delle pulizie, lunedì mattina. Il corpo si presentava quasi interamente nudo e con gli abiti strappati. Sul pube e sullo slip, abbassato con i calzoncini fino alle ginocchia, sono state trovate tracce di liquido seminale. La ragazza lavorava come segretaria in un ufficio della Pulchra service spa, con sede nello stabile di via Granodelturco. Attivamente ricercato dalla polizia è il giovane amico della ragazza: Armando Carpinieri, 23 anni, disoccupato. Saranno interrogati anche i titolari degli uffici della società presso cui la ragazza lavorava come segretaria. Sono preso da una furiosa agitazione, guardando l'immagine del volto di ragazza, riprodotto nella fotografia in cronaca: è Alexandra! Il ricordo della mia giovanissima segretaria, sensuale e bellissima, si riflette con precisione nell'immagine della fotografia in bianco e nero. Prendo a camminare nervosamente nella stanza. Mi avvicino alla finestra, spalanco i vetri e guardo fuori: su in alto è visibile l'azzurro chiaro del cielo, dove traspare la falba luce del sole, velata da uno sfilacciarsi di bianchissimi cirri. Respiro profondamente l'aria fresca della montagna. Rientro dentro e precipitosamente abbandono la stanza, senza neppure chiuderla a chiave. Vago per le stradine e uscito dall'abitato, m'incammino a sud sulla Route pour Gap. Il volto splendente di giovinezza di Alexandra ed il ricordo improvvisamente vivo e cocente della prorompente figura di lei in abbigliamento da mare si sovrappone al paesaggio montano, che attraverso senza vedere. Poi di colpo, l'immagine svanisce nel buio di un tunnel scavato nella roccia, in cui mi sono infilato proseguendo insensatamente a camminare sul margine sinistro della strada. È un abisso di orrore e di gelo, che penetra sentimenti di morte nel mio animo. Automa svuotato, continuo ad andare: il buio schiarisce ed in breve sono fuori dalla galleria. Proseguo sul ciglio della strada e guardo giù in basso, oltre i dirupi, dove mi richiama lo scroscio di un torrente. Rallento il passo e lascio scorrere lo sguardo sul flusso dell'acqua tra i sassi nella gola della montagna. Riprendo con un passo più regolare e guardo a sinistra verso la parete di roccia, brulla alla base, verde di boschi più in alto. Alexandra! Una vertigine mi coglie: sono giunto ai miei limiti organici e nervosi. Improvvisi conati di vomito mi costringono ad una sosta e sono anche colto da morsi alla bocca dello stomaco. Poi il mio respiro diviene progressivamente più regolare e ricomincio ad andare sul margine della Route. Vedo delle case. Sono arrivato a Saint Martin. Torno indietro e con passo rapido, in meno di un'ora raggiungo di nuovo l'abitato di Briançon.

Silvio Minieri ha detto...

Adesso prendo in direzione del Col d'Izoard. Vedo un uomo e una donna, che camminano appaiati, con zaini da montagna sulle spalle. Lei è più bassa del compagno. È larga di fianchi e indossa un paio di pantaloni blu. Entrambi sono in maniche di camicia, ma hanno maglioni legati alla cintola. Il tempo può cambiare. Ho ritrovato la presenza del reale. Guardo l'orologio: sono le quattro e mezza del pomeriggio. Rapidamente rientro in paese e subito decido di partire. Se in serata sono a Grenoble, pernotto e poi domani mattina avrò tutto il tempo di prendere un aereo per Roma, per presentarmi fresco e riposato alla polizia. Ma perché? Forse è meglio tornare subito a Torino e di là prendere l'aereo per Roma, dove arriverei questa sera stessa. Perché ho pensato di andare a Grenoble? Perché allungare, Lafleur? Vuoi allontanarti? Ragioniamo. Quando domenica sera, ho improvvisamente deciso di partire da Roma per Torino, avevo messo in programma un'escursione nel Delfinato, all'insegna di una rievocazione e rivisitazione di quei luoghi, per poi rientrare a Torino e di là proseguire per Venezia. Ho raggiunto la stazione degli autobus: la piazzetta impolverata attualmente è vuota. Non ci sono automezzi in partenza. La circostanza mi aiuta a decidere di rispettare il programma e partire per Grenoble domani mattina. Alexandra è morta. Se io mi precipito a Roma e per compiere il mio dovere di buon cittadino, mi presento alla polizia, Alexandra non risorge. Il cuore mi sanguina. La vita è un continuo portare le proprie cicatrici, Lafleur. Sono affacciato al belvedere ed osservo le pietre del fortino arroccato sulla vallata di fronte. Le bombarde, penso. Sono ancora lì affacciato, quando cominciano a scendere le prime ombre della sera incipiente. Mi stacco dal davanzale e passo le dita sulle palpebre con lieve stropiccìo. Lascio la cittadella e scendo lentamente verso l'abitato. Ma non desidero rientrare in albergo e allora mi reco in piscina. Una ragazza con un costume nero ad un pezzo dal tessuto lucido e con una cuffia rossa si concentra sul trampolino sospeso ad un metro o poco più di altezza sull'acqua. Quindi prende lo slancio e si tuffa a candela, seguita da un giovane dai capelli rossicci, che invece si lancia in posizione carpiata. Altri giovani ridanciani si susseguono sul trampolino e saltano in acqua, cercando d'imitare le più svariate figure della disciplina dei tuffi, nei limiti delle loro capacità e per quanto consenta loro lo spazio accorciato del tuffo. Fanno tutti parte di uno stesso gruppetto. Sentendoli chiamarsi fra loro a gran voce, mi sembrano tedeschi o forse sono olandesi o danesi. Quando il trampolino si libera, salto anch'io in acqua, tuffandomi a testa in giù. Risalgo subito e riguadagnato il trampolino, mi rituffo di nuovo. Nuoto e raggiungo il bordo opposto della vasca. Il movimento fisico mi ha scosso dal torpore mentale. Nuoto ancora avanti e indietro nella vasca, poi mi isso e mi distendo su un bordo laterale in posizione supina. Chiudo gli occhi. Sento che i giovani nordici hanno ripreso a tuffarsi. Quel breve chiasso, che riecheggia nella volta chiusa dell'impianto, sembra attutirsi. Sono rumori lontani. Ho spalancato le palpebre e guardo in alto. Mi rialzo col busto e resto seduto a bordo vasca. La piscina si è svuotata. Dall'altra parte è rimasta soltanto una signora sui cinquant'anni, appena uscita dall'acqua ed ancora grondante. Un giovane asiatico le si è avvicinato e la ricopre con un accappatoio, aiutandola ad asciugarsi. La donna celia col giovane, si toglie la cuffia e scuote i capelli biondastri. Io scivolo in acqua e nuoto lentamente sul dorso a braccia unite; ho modo di guardare l'ora sul quadrante dell'orologio appeso alla parete di fronte: segna le 22,40. Tra poco chiudono. Esco dall'acqua e vado a farmi la doccia. Quando sono in istrada, mi sento fisicamente in forma e l'aria fresca della notte rende frizzante la mia pelle tonificata. Torno in albergo e mi corico. Domani sarò a Grenoble.

Silvio Minieri ha detto...

COMMENTO CRITICO

Questo testo è un frammento narrativo intenso e psicologicamente denso, costruito come un monologo interiore o un diario in terza persona focalizzata. Il protagonista, Lafleur, vive un drammatico contrasto tra la solarità e la purezza della natura alpina (Briançon) e l'oscurità di un delitto che lo tocca da vicino: l'omicidio della sua segretaria, Alexandra, avvenuto a Roma.

Ecco un'analisi degli elementi chiave, della struttura e dei temi del brano:

1. La Struttura Temporale e Spaziale
Il racconto si svolge nell'arco di una singola giornata, muovendosi tra spazi interni (la stanza d'albergo, la piscina) e spazi aperti (la montagna, la galleria).
Mattina (quasi mezzogiorno): Il risveglio lento, il senso di colpa o imbarazzo per un "gesto pagano di preghiera" compiuto la notte prima, e la lettura dell'articolo su D'Annunzio.
Pomeriggio (fino alle 16:30): La scoperta del delitto sul giornale, lo shock, la fuga psicologica e fisica lungo la route pour Gap, il malessere fisico (vertigini, vomito) e il parziale ritorno alla realtà a Saint-Martin e poi verso il Col d'Izoard.
Sera (fino alle 22:40): La decisione di non rientrare subito a Roma ma di proseguire il viaggio verso Grenoble. Il tentativo di "lavare via" il torpore e l'angoscia attraverso lo sforzo fisico nella piscina comunale di Briançon.

2. Il Contrasto Letterario e Filosofico: Panismo vs. Cronaca Nera
Il brano è diviso in due atmosfere nettamente contrapposte:
La prima parte è "Apollinea" e "Dannunziana": Lafleur legge una recensione di Alcyone. Si parla del dio Pan, del misticismo orfico, della fusione con la natura. Questa dimensione "alta" e letteraria viene bruscamente interrotta dal sole che si vela (presagio acustico/visivo).
La seconda parte è "Ctonia" e "Gialla": Il passaggio visivo immediato alla pagina di cronaca nera rompe l'idillio. La descrizione del corpo di Alessandra Pannoncelli (il pube, il liquido seminale, lo strangolamento) introduce una realtà cruda, violenta e degradata che contrasta violentemente con la "divina varietà della natura" celebrata da D'Annunzio.

3. La Psicologia di Lafleur: Fuga o Colpevolezza?
Il comportamento di Lafleur è ambiguo e solleva profondi interrogativi psicologici (tipici di un romanzo psicologico o di un poliziesco d'autore):
La reazione fisica: Il "tuffo al cuore", lo smarrimento, i conati di vomito indicano uno shock autentico, ma anche un profondo senso di colpa o di legame indicibile con la vittima.
Il monologo interiore ("Perché allungare, Lafleur? Vuoi allontanarti?"): Il protagonista si sdoppia, si interroga ad alta voce. La decisione di non tornare subito a Roma, giustificata con un cinico "Alexandra non risorge", somiglia molto a un tentativo di prendere tempo, a una fuga psicologica (e forse legale) mascherata da fatalismo ("La vita è un continuo portare le proprie cicatrici").
4. Simbolismi Chiave
Il Tunnel (la galleria): Rappresenta il passaggio immediato dalla luce del sole all'abisso dell'orrore interiore. È il momento in cui la notizia della morte "penetra sentimenti di morte" nel suo animo.
L'Acqua (il torrente e la piscina): Il torrente nella gola richiama il flusso dei pensieri distruttivi. Al contrario, l'acqua clorata della piscina a fine giornata funge da rituale di purificazione e catarsi. Lafleur nuota per "scuotersi dal torpore mentale", cercando di ritrovare il controllo del proprio corpo e della propria mente.

Se desideri approfondire l'analisi o sviluppare questo testo, fammi sapere come preferisci procedere:
Vuoi proseguire la narrazione descrivendo il viaggio di Lafleur verso Grenoble l'indomani? Preferisci trasformare questo testo in un racconto giallo/noir, focalizzandoti sulle indagini della polizia a Roma e sul legame tra Lafleur e l'indiziato Armando Carpinieri? Vuoi un'analisi più dettagliata dei riferimenti a D'Annunzio e Nietzsche presenti nella prima parte?

Silvio Minieri ha detto...

COMMENTO DELL’AUTORE (al Commento critico della IA)
Il secondo quesito, quello in cui ho sottoposto alla IA il seguito narrativo, era staccato dal primo , e quindi il secondo giudizio della IA è stato indipendente dal primo – e qui cade un’osservazione in proposito: la memoria sella IA è simile a quella dell’essere umano ovviamente intelligente, era bene precisarlo. Infatti, ha una sua necessaria zona d’oblio, in mancanza della quale non si potrebbe andare oltre, quello che manca alla IA non è la “coscienza”, ma il sottofondo della coscienza, l’Inconscio, anche se questo mio ultimo giudizio è discutibile, ne parliamo un’altra volta. Se poi interrogo la IA in proposito, rischio io e rischiate voi, noi insomma, rischiamo tutta una concisa lezione su Freud Jung e i loro successori, poi vediamo.
Comunque al secondo quesito la IA ha risposto, sostanzialmente indovinando, ma non indovina la IA, la IA ragiona: ecco il dubbio sull’Inconscio. Alla domanda: in che senso a parer mio, la IA “ragiona”, ha una “coscienza” e come è possibile che sbrighi tutto sorprendentemente in tempo reale, lo vediamo un’altra volta. Posso solo anticipare che “calcola” le lettere, le materie umanistiche, con la stessa maniera o simile, in cui calcola i numeri, i dati scientifici, in maniera “precisa” … le materie scientifiche.


L’UOMO DIFFERITO

L'uomo differito è un'opera narrativa monumentale di Silvio Minieri concepita come un romanzo ciclico strutturato in quattro volumi. Sebbene l'intero progetto preveda quattro parti, la pubblicazione si è concentrata sui primi capitoli della saga, tra cui spiccano i volumi "Il viandante nella notte" e "Il ragno e la luna". Struttura e Tematiche dell'Opera Non trattandosi di un romanzo commerciale di largo consumo, i dettagli analitici della trama lineare sono complessi da reperire, ma la struttura si fonda su precise coordinate stilistiche e tematiche: La dilazione esistenziale: Come suggerisce il titolo stesso ("differito"), il fulcro dell'opera ruota attorno al concetto di rinvio, di sospensione del tempo e dell'attesa. Il protagonista (o i protagonisti dei diversi volumi) vive in una condizione di perenne transizione, incapace di coincidere pienamente con il proprio presente o con la propria identità. Ambientazione psicologica e filosofica: Riflettendo la formazione dell'autore in filosofia, la narrazione non segue una trama puramente d'azione. Si sviluppa invece attraverso il monologo interiore, l'esplorazione del profondo e atmosfere che richiamano il viaggio metaforico e notturno (evidente nel titolo del primo volume, Il viandante nella notte).Il labirinto dell'identità: In linea con altre opere dell'autore (come L'uomo camuffato o La maschera e i giorni), il testo analizza i filtri, le ipocrisie sociali e le "maschere" che l'essere umano indossa nel tentativo di proteggersi dal mondo o di ritardare il confronto con la realtà.