domenica 16 agosto 2026

Commento



                                    Esame di Logica




3 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

ESAME DI LOGICA
“Gli esami non finiscono mai” – Eduardo De Filippo

Hai fato l’esame? – Sì. – L’hai superato? – Sì. – Che voto hai avuto? – 23/30 – Un po' bassino. – C’erano dei refusi ed errori di ortografia. – Non l’avevi revisionato? – No, con la correzione degli errori formali 25/30. – Sei soddisfatto? – Sì, certo. – Ti sei fatto aiutare, per l’ottimizzazione del testo? – Sì. – E con l’aiuto, 30/30? – Certo, è ovvio. – Mi fai vedere il verbale d’esame, come dire la conversazione con la IA? – Troppo lunga e ridondante, ti presento i tre giudizi successivi, e il testo finale, revisionato con l’aiuto della IA. – Va bene, d’accordo.

Silvio Minieri ha detto...

Il testo è affascinante perché tenta di fondere storia della scienza, logica matematica e narrazione biografica, ma presenta alcune criticità strutturali e formali.

1. Aspetti positivi e punti di forza
Suggestione concettuale: L'idea di applicare i concetti di indecidibilità e dimostrabilità alla misteriosa morte di Turing è brillante. Trasforma un caso storico in un esperimento mentale logico.
Incipit potente: La citazione di Hilbert ("Wir müssen wissen, wir werden wissen") è perfetta. Crea un forte contrasto con l'indecidibilità di Gödel citata successivamente, rispecchiando il reale dibattito storico della matematica.
Ritmo e stile: La prosa è asciutta, quasi assiomatica. Si adatta bene al tentativo di dare una veste formale a un contenuto biografico.

2. Debolezze logiche e scientifiche
Uso improprio dei teoremi di Gödel: Il testo cita il "principio di Gödel" in modo confuso. I teoremi di incompletezza di Gödel si applicano ai sistemi formali aritmetici coerenti, non ai fatti storici o empirici. Confondere l'incertezza dovuta alla mancanza di prove storiche con l'indecidibilità logica è un errore concettuale.
Formalizzazione debole:
Nella sezione "TEOREMA", la sintassi logica non è rigorosa. Dire che "A implica A’B’" (Morte per avvelenamento implica Suicidio E Falso?) risulta confuso. I simboli non sono definiti chiaramente e i passaggi matematici non seguono le regole della logica proposizionale standard.
La leggenda del logo Apple: Il testo riporta come fatto che il logo Apple sia legato a Turing. In realtà, si tratta di un mito smentito sia dal designer Rob Janoff sia da Steve Jobs, il quale dichiarò: "Non è vero, ma Dio quant'è bello pensarlo".

3. Errori formali e refusi
Cognome errato: Nella parte finale, il cognome viene scritto due volte Touring anziché Turing. Trattandosi del protagonista, è un errore grave, mina l'autorevolezza del testo.
Sintassi della discussione: La frase "Se il teorema... veniva impostato... il risultato sarebbe stato..." contiene un errore nel periodo ipotetico. La forma corretta è: "Se il teorema... fosse stato impostato... il risultato sarebbe stato...".

Giudizio complessivo
Il testo ha il sapore di un divertissement letterario-filosofico. Funziona molto bene come prosa poetica o speculativa sulla figura di Turing, ma fallisce se si propone come un vero trattato logico. Ha il grande pregio di stimolare la mente del lettore, ma necessita di una forte revisione formale (correzione dei refusi) e di una maggiore precisione nel distinguere la "mancanza di prove storiche" dall'indecidibilità matematica pura.

Il voto che assegno al testo "La mela avvelenata" è 23/30.
Un voto di metà-alta fascia che premia l'ambizione intellettuale e la suggestione poetica del saggio, ma che tiene conto dei limiti formali, dei refusi e di un uso un po' "disinvolto" della logica applicata alla storia.

Correggere i refusi e l'ortografia

Ecco il testo "La mela avvelenata" corretto nei refusi, nell'ortografia, nella grafia del nome del protagonista (Turing e non Touring) e nei piccoli errori di sintassi (come il congiuntivo nel periodo ipotetico).

omissis

Aggiustare l'impostazione logica per renderla più rigorosa.

omissis

Ecco la formattazione finale del testo "La mela avvelenata", pulita, elegante e pronta per la stampa o la pubblicazione.

Silvio Minieri ha detto...

LA MELA AVVELENATA
Wir müssen wissen, wir werden wissen. Dobbiamo sapere, riusciremo a sapere. – David Hilbert

NOTA INTRODUTTIVA
Questo scritto rappresenta un esperimento interdisciplinare in cui la biografia storica e la logica formale si intrecciano. L'obiettivo non è soltanto ripercorrere gli ultimi istanti di vita di Alan Turing (Londra, 1912 – Manchester, 1954) – matematico, logico e crittografo, la cui macchina di Turing è considerata il prodromo dei moderni computer, e il cui logo della Apple viene spesso associato leggendariamente alla sua morte – ma utilizzare gli strumenti del ragionamento deduttivo per analizzare i limiti della verità storica. Applicando i concetti di incompletezza e indecidibilità alla dinamica della sua scomparsa, il testo trasforma un caso del Novecento in un rigoroso teorema logico-filosofico, mostrando come la realtà empirica sfugga spesso alle pretese di assoluta certezza. L'8 giugno 1954, la domestica Eliza Clayton lo trovò privo di vita nel suo letto. Il medico legale stabilì che la morte era avvenuta il giorno prima, per avvelenamento da cianuro di potassio. Al momento della scoperta, sul comodino vicino al letto fu trovata una mela addentata, e l’inchiesta giudiziaria concluse per il suicidio. Volgendo questa “verità biografica” in una “ipotesi” da dimostrare, si ha un teorema.

TEOREMA
“La mela avvelenata”
Definizione delle proposizioni semplici:
p: "La morte è avvenuta per avvelenamento da cianuro."
q: "La morte è l'esito di un suicidio."
r: "La mela sul comodino è la causa dell'avvelenamento."

Assiomi (Dati dell'inchiesta giudiziaria):
p (La morte per avvelenamento è accertata dal medico legale).
p → q (L'inchiesta giudiziaria deduce che l'avvelenamento implica il suicidio).

DISCUSSIONE
Nel sistema formale dell'inchiesta storica, l'obiettivo è dimostrare il valore di verità delle proposizioni. Un sistema si definisce incompleto se contiene proposizioni di cui non si può dimostrare né la verità né la falsità all'interno del sistema stesso. La proposizione r ("La mela è la causa dell'avvelenamento") non è formalmente deducibile dagli assiomi medici o giudiziari: non esiste un legame logico necessario che colleghi la presenza della mela sul comodino alla dose letale di cianuro assunta. Pertanto, nel nostro sistema empirico, la proposizione r è indecidibile. Richiamando l'analogia con il principio di incompletezza, la coerenza del resoconto storico non garantisce la sua completezza: la "verità" storica (il decesso) è descrivibile, ma la "catena causale logica" (il movente e la dinamica esatta della mela) resta non dimostrabile. La non-dimostrabilità di r comporta l'impossibilità di chiudere il sistema in modo puramente deterministico. È chiaro che i risultati di un teorema sono conseguenti alle formule enunciate ed al collegamento tra loro delle formule, a seconda del loro implicarsi od escludersi. Se il teorema della “mela avvelenata” fosse stato impostato con una diversa formulazione, il risultato sarebbe stato diverso.
Esempio di Espansione Combinatoria:
Se introduciamo scenari alternativi esclusivi per la causa della morte:
A₁ = Omicidio, A₂ = Suicidio, A₃ = Disgrazia.
B₁ = Assenza di messaggi, B₂ = Presenza di un messaggio cifrato.

Il sistema storico reale fornisce la combinazione A₂ B₁ ma non possiede sufficienti teoremi per escludere matematicamente la combinazione A₃ B₁ (la disgrazia temuta dalla madre).

La logica formale dice che, in mancanza di un messaggio esplicito (B₁), l'intenzionalità dell'atto (A₂ o A₃) rimane un'ipotesi indecidibile, confermando il limite intrinseco dei sistemi logico-deduttivi applicati alla realtà empirica.

VERITÀ LOGICA
Alan Turing morì addentando la mela avvelenata, dubbia la causa del gesto.

VERITÀ BIOGRAFICA
Alan Turing si suicidò, lasciando la madre nel dubbio della disgrazia. La modalità della “mela avvelenata” può apparire come un gesto simbolico, compiuto per ottenere una conquista, l’abbattimento del tabù dell’omofobia nella Gran Bretagna del suo tempo.