venerdì 11 settembre 2026

Seguito finale

 


                   Il clandestino



5 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

IL CLANDESTINO
Eudoxian aprì gli occhi. Che cosa era accaduto? “… qualisque videri / coelicolis et quanta solet.” Chi? Come? Eudoxian era disorientato, si sentiva come a + 9 = √81; poi i suoi valori risalirono subito a livello (x)(y), assestandosi su: x + 10 = (5)^2 (√16) – 10; y - 10 = (5)^2 (√16) +10. Non dimentichiamo che Eudoxian era un atleta e maratoneta. Era la bellezza della madre Venere: “Così bella, così grande, era solita mostrarsi agli dèi.” (Eneide, II, 968-9). Quando era stato trafitto sulla freccia rossa, Eudoxian [“si sentì esausto, come esaurito in un processo di esaustione”] aveva chiuso gli occhi ed era stato rapito in una celestiale visione, tanto da svenire. Ma era venuto in suo soccorso la dea, versandogli sulla lingua una goccia di liquore divino, rianimandolo e rinvigorendolo. In tale guisa aveva affrontato il colloquio con il vecchio saggio, volevo dire con il vegliardo, i.e. B = V, e V sta per “vegliardo”, vecchio non ancora decrepito. Bon! A chi non ha capito niente di questo improvviso passaggio dello spirito di Leibnitz (accenno al sogno di Teodoro, “Teodicea”) sul presente passaggio narrativo, dico di non preoccuparsi, anche agli dèi, D [d’, d’’, d’’…], e D = B, e B = C, tocca di andare in confusione. Intendiamoci, gli dèi D sono gli ispiratori del racconto, ma non C, anche se spesso appare Mercurio, una delle costanti d della classe D, ma anche altre d, più spesso i paredri del pantheon, cmq d’, d’’, d’’… e sull’argomento abbiamo detto quanto basta, anche se può apparire tutto così scoordinato. Inspiegabile appare, infatti, per il momento, l’ineguaglianza tra C e D, in contrasto con il principio matematico della proprietà transitiva, valida anche nella teoria degli insiemi.
Eudoxian aprì gli occhi. Il sole aveva invaso la stanza, era pieno giorno, ed egli si sentì finalmente riposato. Si alzò a sedere, stirò le braccia, infine saltò giù dal letto. Ma che cosa era accaduto nella notte? Aveva idee confuse, poi completamente sveglio, dopo il caffè, cominciò a riflettere e ricordò la scena della notte precedente. “Scusi, signore, che cosa ci fa qui?” Eudoxian guardò trasognato il ferroviere che l’aveva svegliato, la luce artificiale esterna illuminava a mala pena lo scompartimento vuoto al buio. Che cosa ci faccio qui? “Non può stare qui, deve scendere,” disse il ferroviere. Eudoxian si alzò, raccolse la borsa e uscì dallo scompartimento, attraversò il corridoio della carrozza, quindi aprì lo sportello del vagone e saltò giù dal treno sulla massicciata. Restò lì ad attendere, il ferroviere si era affacciato fuori dallo sportello e lo guardava, poi sembrò prendere una decisione e scese anche lui. “E allora?” domandò a quello stralunato viaggiatore. Eudoxian non rispose, il ferroviere si avviò lungo la massicciata: “Venga” disse. Eudoxian lo seguì fino agli altri binari dei treni, raggiunsero lungo la banchina l’atrio della stazione, quindi arrivarono all’ufficio di polizia ferroviaria, l’unico aperto nella notte della stazione illuminata e deserta.

Silvio Minieri ha detto...

“Dormiva nella carrozza della freccia rossa” disse il ferroviere all’agente che prese in consegna quello strano clandestino, che però non era tanto clandestino, perché aveva il biglietto Milano-Roma, regolarmente obliterato, il convoglio arrivato a Termini alle H 4(5) + 1,36 della sera prima. Ma che cosa è questa mania di indicare le cifre con espressioni aritmetiche ed equazioni algebriche? Come? Invece di dire 20, dici 4 x 5. Quatre-vingt? , io ho studiato alla Sorbona, e poi un po' di esercizi matematici non fanno male, specie se siamo in tema di logica matematica. Illogica matematica, vuoi dire, 4 x 20 = 80, che c’entra 4 x 5 = 20? Non hai capito. No, e non voglio capire.
Eudoxian aveva consegnato la borsa all’agente, che aveva provveduto ad estrarre un libro, un quaderno, il tablet, e altri effetti personali. Eudoxian, intanto, aveva estratto dal portafogli la carta d’identità, aveva letto: “Eudoxian, Roma, perito contabile.” L’agente gli aveva sfilato il documento dalle mani, aveva guardato la fotografia, poi l’aveva guardato in faccia, quindi aveva posato il documento sul tavolino. “Io vado” disse il ferroviere. “Un momento” disse l’agente, “il verbale”. Stava guardando il libro, lesse, in verità compitò: “Principia Mathematica”. L’agente alzò lo sguardo, poi interrogò. “È suo, questo?” “Bertrand Russell” disse Eudoxian. L’altro posò il libro, cominciò a sfogliare il quaderno, era pieno di calcoli e di numeri. L’agente guardò di nuovo Eudoxian: “Equazioni, teoremi, la geometria euclidea e le geometrie non euclidee” commentò lui. Ora sembrava riflettere sulle ultime parole dette. Da una porta interna, era entrato un ispettore, aveva l’aria di chi si era appena svegliato, forse a causa delle voci dei nuovi arrivati. In breve fu informato del viaggiatore sorpreso a dormire sul treno. “Ma nessuno l’ha svegliato?” domandò. “Io” disse il ferroviere, che stava messaggiando con il telefonino. “Dico, quando è arrivato il treno, ieri sera,” precisò l’ispettore. Dopo avere letto il messaggio, il ferroviere rispose: “Il mio collega dice che non c’era nessuno.” L’ispettore guardò Eudoxian: “Un sonno profondo!” esclamò. Guardava l’espressione trasognata di Eudoxian, sembrava uno cascato lì da un altro mondo. L’agente aprì il tablet, comparvero le immagini africane di Orunga, la dicitura delle donazioni, l’ispettore alzò le spalle: “Fai il verbale di accompagnamento e identificazione, e mandalo via” disse all’agente. Poi guardò il ferroviere, fece un gesto, come a dire: “Ma che l’hai portato a fare?” Quindi guardò l’orologio, H 03: 52, un leggero sbadiglio, e si ritirò, per continuare a dormire. Anche Eudoxian guardò l’orologio: x + y; x = √9; y -10 = 2^2 (3/2) (7). E poi non venite a dirmi che la proposizione F = E è falsa, dove F corrisponde al cugino Fernandez. Come? Se F – ψ’, ψ’’, ψ’’’… ed E – x’, x’’, x’’’ …, dove F è una sottoclasse di un elemento x di E, e ψ è simbolo di “psichiatria”, la corrispondenza biunivoca di un elemento ψ di F con un elemento x di E, rende la classe E equivalente alla classe F.
Ma Eudoxian non è pazzo. Sì, vero, è soltanto un maniaco, con la fissa delle equazioni e la teoria degli insiemi infiniti di Cantor, tradotti nelle classi di Russell. infatti, la sua mania per la matematica, nelle azioni quotidiane, può portarlo dritto a ψ, ricovero in reparto “psichiatria”, l’ispettore è stato troppo indulgente nel lasciarlo andare, anche se per precauzione di legge hanno stilato il verbale.

Silvio Minieri ha detto...

IL BLU DELLA FIAMMA
“Il quarto [paradosso di Zenone] è quello delle masse uguali che si muovono nello stadio in senso contrario a quello di altre masse uguali, le une dalla fine dello stadio, le altre dal mezzo, con uguale velocità. E con questo ragionamento, egli crede nel risultato che la metà del tempo sia eguale al doppio. Il paralogismo sta nel supporre che un eguale grandezza venga spostata con eguale velocità in un tempo uguale sia lungo ciò che è mosso sia lungo ciò che è in quiete.” (Fisica, Z, 9, 239b 32-35)
Eudoxian guardò il grafico da lui disegnato, a suo tempo, il tempo di Silvia Napoletano e quello del futuro genero Antonino Giannantonio e futuro matematico e ingegnere, nonché sposo dell’avvocato Giovanna Riccio.

Fig. 1
AA --------------------------------
-------------------BB----------------
-----------------------------------GG

Fig. 2
------------------AA-----------------
------------------BB-----------------
---------------GG-------------------

AA raggiunge GG, in metà tempo rispetto a BB, per il diverso sistema di riferimento: BB in quiete e GG in movimento contrario, Fig. 2, (ma considerato falsamente da Zenone in quiete al punto di partenza Fig.1). Da qui il paradosso di una stessa velocità e un tempo metà e doppio, per lo stesso intero percorso.
Mentre era applicato allo studio del problema, Eudoxian ricevette un SMS: “Vieni a casa. Annamaria.” Perduto com’era ancora dietro le immagini africane, le impressioni della sveglia nella notte, l’alba nella stazione ferroviaria deserta, il ritorno a casa, il sonno ristoratore, il quarto paradosso di Zenone, ed ora: “Vieni a casa.” Quale casa? La casa di Annamaria e di Evaristo defunto, frequentata un tempo da Fernandez ed Ettorino. Eudoxian andò a casa. Non appena aprì la porta, Annamaria gli prese il polso e lo trascinò subito nello studio di Evaristo, senza dargli il tempo di parlare.
B-g = P-g + 0,94
x/3 = √25
P-g [(x + 1)^2 = x^2 + 2x + 1]
Era accaduto tutto così in fretta e inopinatamente, e poi con la dovuta calma non era stato affatto difficile risolvere l’equazione (non la sola) lasciata irrisolta da Evaristo, che ora riposava sulla collina degli asfodeli.
x =15
P-g [16^2 = 15^2 +31]
P-g [256 = 256]
B-g = 256 + 0,94 = 256,94
Erano rimasti soltanto i simboli P-g e B-g da decifrare, forse Annamaria lo poteva aiutare. Si era fatto sera, la casa era nell’oscurità, sentì che lei stava in cucina. Entrò, l’ambiente era buio e risaltava la fiamma blu del gas, vedeva la sagoma della donna: “Non ti fermi a cena?” Eudoxian disse “256,94 euro”. “La bolletta del gas, mi fa piacere che l’hai risolta.” Ma non ancora pagata, pensò Eudoxian. La donna comprese subito il silenzio di quella risposta. Sì avvicinò a lui, nel buio le loro ombre si confondevano, riflesse dalla luce azzurra della fiamma, e di altri fuochi, “i fuochi blu”.
Quando lo zolfo brucia, sprigiona una fiamma bluastra. Il deserto di solitudine che si spalanca davanti a noi è il deserto del cuore, e il deserto può essere curato soltanto dal suo stesso principio parentale, il ruggito del leone nel deserto infuriante.
“Più grande è il nostro deserto, più grande deve essere il nostro furore, e quel furore è amore. Le passioni dell’anima rendono abitabile il deserto. Non abitiamo una grotta di rupi, bensì il cuore che è dentro il leone. Il deserto non è in Africa; è dovunque, quando si è disertato il cuore. I santi non sono morti; essi vivono nelle passioni leonine dell’anima, nelle immagini che ci tentano, nelle fantasie sulfuree e nei miraggi: la via dell’amore. Il nostro percorso attraverso il deserto della vita, o qualunque suo momento, è il risveglio alla vita come deserto, il risveglio della belva, sentinella del desiderio, la sua zampa famelica, infocata e insonne come il sole, esplosiva come lo zolfo, che incendia l’anima.”

Silvio Minieri ha detto...

MERAVIGLIOSA FAVOLA – INTERLUDIO
“Ehi, tu! Che ci fai qui?” “Vorrei sapere… mi hanno riferito… che qualcuno si voleva divertire alle mie spalle, nel week-end.” “Ma tu… chi…” “Io sono Eudoxian e sono salito fin “quassù”, per vederti finalmente in faccia.” “Torna immediatamente “laggiù” da dove vieni!” “Eh, già! Fammi vedere… Un vecchiardo, oh, pardon!” “No, dì pure così, non mi offendo.” “Un anziano uomo, che si “diverte”, lui sì che si “diverte”, a fantasticare, digitando come un forsennato sulla tastiera del suo computer, un vero e proprio “kibodi ya simba” (leone da tastiera), si dice così in swahili?” “Simba è leone, kibodi?” “Tastiera.” “Ah!” “Credevi, proprio, che non avessero le kibodi za kompyuta in Africa equatoriale?” “Bisogna chiedere alla nostra Silvia Napolitano e al suo amico Maurice Orunga.” “Hai ragione, comunque non sviamo il discorso, e torniamo a noi.” “Sì?” “Allora, dicevamo, tu, divino Blogger, da “quassù” ti diverti, digitando su kibodi za kompyuta, a fantasticare, creando favolosi mondi, non è vero?” “Sì, fantastiche favole, come la tua meravigliosa favola e quella dei tuoi meravigliosi consimili.” “Meravigliosa favola, hai detto?” “Sì, perché?” “Per te che la miri, con sguardo creativo da “quassù”, non per noi che la viviamo “laggiù”. Non è così?” “Non so, tra noi due, chi abbia un destino migliore.” “Dici tra il nulla e il nulla possibile?” “Tutto è Nulla. Ma se Tutto è Nulla, allora anche Nulla è Tutto.” “Che succede? Oddio che succede? Qui crolla tutto, è la fine del Mondo!”

IL RISVEGLIO
E allora? Chi è? L’hai spinto giù. Io? No, sei stato tu! Io o tu per me pari sono, io e tu siamo “Uno”, come è possibile, se c’è un uno, che vi siano due uno? Sì, d’accordo, la dicotomia di Zenone. Ma chi l’aveva convocato? Tu? Di nuovo? Ma… È arrivato all’improvviso! E come è arrivato così se n’è andato. E adesso dove sta? Laggiù! Dorme? No, si è svegliato, anzi l’hanno svegliato.

Silvio Minieri ha detto...

NOTA - (x) (y) sono i valori della pressione: minima 80; massima 120. I valori di un atleta, qual è Eudoxian.