Avrei voluto con te conversare tra tavoli bianchi, d’intorno cappellini anni Trenta atmosfere di stanchi guerrieri cornice per una favola da recitare senza sospiri senza incantesimi legati alla necessità dell’inverno gradita illusione di anime.
Avrei voluto con te contemplare lo spettacolo di questa folla di gente sciamante, l’incontro dei villeggianti tra loro sorpresi, l’universo di anime intente a recitare la storica trama risalente agli antichi romani il riposo, il benessere tra le acque e i vapori termali.
Avrei voluto con te soggiornare e qui conservare i soliti usi, riposare lo sguardo nel verde del dolce pendio collinare nell’ozio etrusco di un tempo, passeggiare nella luce serale ripetere i riti, rivivere i miti per nulla svaniti di occasioni di fantastici incontri fatali.
Avrei voluto, ma il giorno è passato e questa strana recita d’ombre non reca più la tua impronta non risuona più dei tuoi passi; ora tutto è svanito, sfumato resta soltanto un’eco lontana di voci e bisbigli smarriti nella notte di vasto silenzio distesa sulla Valle di Chiana.
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
1 commento:
CHIANCIANO TERME
Avrei voluto con te conversare
tra tavoli bianchi, d’intorno
cappellini anni Trenta
atmosfere di stanchi guerrieri
cornice per una favola
da recitare senza sospiri
senza incantesimi
legati alla necessità dell’inverno
gradita illusione di anime.
Avrei voluto con te contemplare
lo spettacolo di questa folla
di gente sciamante, l’incontro
dei villeggianti tra loro sorpresi,
l’universo di anime intente
a recitare la storica trama
risalente agli antichi romani
il riposo, il benessere
tra le acque e i vapori termali.
Avrei voluto con te soggiornare
e qui conservare i soliti usi,
riposare lo sguardo nel verde
del dolce pendio collinare
nell’ozio etrusco di un tempo,
passeggiare nella luce serale
ripetere i riti, rivivere i miti
per nulla svaniti di occasioni
di fantastici incontri fatali.
Avrei voluto, ma il giorno è passato
e questa strana recita d’ombre
non reca più la tua impronta
non risuona più dei tuoi passi;
ora tutto è svanito, sfumato
resta soltanto un’eco lontana
di voci e bisbigli smarriti
nella notte di vasto silenzio
distesa sulla Valle di Chiana.
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