giovedì 5 febbraio 2026

Intermezzo


            Burattinate



3 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

LA DINASTIA DEI CAROLINI
Storia di un errore di calcolo aritmetico mnemonico figurato e della sua correzione

1. La ragazza del 63
Avevo incaricato il mio computer mentale di compiere l’operazione aritmetica di moltiplicazione di due numeri composti di quattro cifre. – Quali? – 5763 x 9095.
. . .
Senti, amico sottocapo, io sto qui perdendo tempo con te in queste, diciamolo, pagliacciate, invece di dedicarmi a più, non dico seri, ma quanto meno impegnativi studi di testi di filosofia o composizioni narrative, e non vorrei continuare ad andare avanti così per chissà ancora quanto tempo. – Va bene, capo, propongo un armistizio. – Quale? – Sospendiamo il soliloquio, che poi serve come intermezzo, non dimentichiamolo, lei si dedica ai suoi studi, le sudate carte di filosofia e narrativa, poi quando smette, lei torna e riprendiamo a parlare della ragazza del 63. – Va bene, allora arrivederci. – Arrivederci, capo, e salutatemi Heidegger, Nietzsche, Hölderlin e Severino. – Ti sei dimenticato di Sofocle. – Capo, concludiamo con la scenetta di “Diocleziano”, adattata a Sofocle. – Va bene. – Sofocle è morto. – Quando? – Venticinque secoli fa. – Ragazzi, come passa il tempo! – Come passa? – Va di corsa, – In fretta, va di corsa, fugge. – Corriamogli dietro. – Raggiungeremo mai il tempo? – La pienezza dei tempi, dici? – Sì, quella. – Beh! non ci vuole molto. – Allora, fammi andare da loro, prima che sia tardi. – Vai, vai!

Sei tornato? – Sì. – Riprendiamo daccapo. – Va bene. – Daì i numeri. – “Dare i numeri” significa anche “comportarsi in maniera bizzarra”. – Tu invece li darai per consentirci il calcolo aritmetico, ossia la moltiplicazione di due numeri a quattro cifre. - Eccoli: 5763 x 9095. – E adesso i passaggi. – Una prima moltiplicazione: 5763 x (10) – 5763 = 57630 – 5763 = n. – Come n? – Debbo fare prima la sottrazione: 630 – 763. – Ma non facevi prima a moltiplicare 5763 x 9, invece di complicare tanto l’operazione? – Va bene. – Prova, dunque. – Ecco: 51.867. – E adesso che devo fare? E – E lo chiedi a me? – Sì. – Boh! – Non ricordi più niente? – Che cosa dovrei ricordare? – Io ricordo la ragazza del 63. – Ancora! – Non proprio. – In che senso? – Adgnosco veteris vestigia flammae. – Ecco! – Che cosa? – Siamo passati dall’aritmetica alla narrativa. – Non sono stato io. – E adesso scivoliamo, per colpa tua, esclusivamente tua, dalla narrativa al teatrino, diciamocelo, abbastanza insulso e negativo. – Io non ho colpa. – No? – No. - Non sei responsabile? – No. – Allora, essendo tu irresponsabile, il responsabile sono io. – Ah! – E quindi mi assumo la responsabilità anche della ragazza del 63. – Ehi! – Che vuoi? – La ragazza del 63 è mia. – Ma stai zitto, cretino! E datti alla matematica! – Ehi, offendi? – Tradito e percosso, ho tradotto il proverbio partenopeo in italiano. – Amico, cominci a non piacermi. – E dillo? – Che cosa? – Ti sono andato in puzza. – E certo! – Hai come una reazione di stizza o risentimento? – Sì, bravo! – Allora ti propongo un armistizio. – Quale? – Mettiamo da parte la storia della ragazza del 63, di cui mi narrerai un’altra volta, e ora torniamo ai nostri calcoli aritmetici. – Va bene!

Silvio Minieri ha detto...

FISICA LGQ CMA

PROLOGO
La LGQ applicata al CMA, Calcolo Mnemonico Aritmetico, è un’ovvia scimmiottatura della teoria fisica LGQ, Loop Quantum Gravity (gravità quantistica a loop), che cerca di unificare meccanica quantistica e relatività generale. Ma da questa disciplina scientifica, il CMA prende a prestito principalmente la teoria dei loop quantistici, mentre scivola in ombra l’aspetto gravitazionale, che pure dall’ombra lancia i suoi inquietanti messaggi. Comunque, c’è d’obbligo enunciare in sintesi la teoria LGQ, ricavando i nostri enunciati dalla presentazione del libro di Jim Baggot: “Spazio quantistico: gravità quantistica a loop e ricerca della struttura dello spazio, del tempo e dell'universo.” Ed ecco alcuni spunti tratti dalla presentazione del libro.
“La meccanica quantistica presuppone un'arena di spazio e tempo, come se tutto si svolgesse su uno sfondo invisibile. La relatività generale fa a meno dello sfondo: spazio e tempo sono relativi, e ciò che sperimentiamo come gravità è l'effetto della materia che si muove nello spaziotempo curvo. I teorici del XXI secolo cercano di trascendere la meccanica quantistica e la relatività generale, sviluppando un'unica spiegazione integrata che possa spiegare il comportamento dell'universo su scale quantistiche. Cercano una teoria della gravità quantistica. […] La Gravità Quantistica a Loop, LQG, parte dalla relatività generale, prende in prestito molte idee e tecniche dalla meccanica quantistica e prevede che lo spazio stesso sia di natura quantistica. Il tempo emerge come una sequenza evolutiva di salti nella geometria dello spazio quantistico che formano una "schiuma di spin". […] Lee Smolin e Carlo Rovelli sono stati protagonisti dello sviluppo dell'LQG.”
Ma quale connessione è possibile tra la LQG e il CMA? L’approccio della LQC propone uno spazio-tempo granulare, non continuo, e interpreta la realtà in modo relazionale, dove gli stati fisici dipendono dall'osservatore. Ecco è quest’ultima interazione tra osservatore e oggetto osservato che costituisce l’anello (loop) di congiunzione tra LQC e CMA. Un approfondimento del tema, che noi qui non possiamo trattare, senza impelagarci in argomentazioni, prive di un risultato immediato, merita comunque un cenno, che si esaurisce nell’enigma di un segno: il clinamen di Epicuro.

Silvio Minieri ha detto...

APPLICAZIONE
Soltanto la LQC applicata al CMA può spiegare l’errore di un calcolo inesatto, e la sua correzione, di cui qui diamo un esempio. Vi sono tre loop (anelli) di calcolo, espressi dalla formula: x + y = z. Ecco i dati concreti: 9095 x 5763 = 52.414.485. E adesso procediamo di loop in loop, onde costruire una rete di anelli, per giungere al risultato esatto, ex-actu, che significa "ottenuto dalle premesse" o "da fuori" (ex) ricavato dai fatti. Ecco il primo loop x = 5763 x 9 = 5763 (10) – 5763 (1) = 57630 – 5763 = 51.867. Nei “Carolini” si riportava l’obiezione di un calcolo più semplificato: “Eccoli: 5763 x 9095. – E adesso i passaggi. – Una prima moltiplicazione: 5763 x (10) – 5763 = 57630 – 5763 = n. – Come n? – Debbo fare prima la sottrazione: 630 – 763. – Ma non facevi prima a moltiplicare 5763 x 9, invece di complicare tanto l’operazione? – Va bene. – Prova, dunque. – Ecco: 51.867. – E adesso che devo fare? – E lo chiedi a me? – Sì. – Boh! – Non ricordi più niente? – Che cosa dovrei ricordare? – Io ricordo la ragazza del 63. – Ancora!” Qui vi era stata una perturbazione dell’osservatore, definiamolo i “Carolini”, sul dato osservato il 51.867, che ha comportato una scissione dell’anello – e mi dovrai spiegare che cosa è questa scissione dell’anello – tale da interrompere la costruzione della rete per mancanza di memoria matematica. E a che cosa era dovuta questa defaillance della memoria? Alla ragazza del 63, l’elemento perturbante. Per cui, eliminato l’elemento perturbante, si può procedere alla interconnessione tra il primo loop x con il secondo loop y. E come si fa ad eliminare il 63? Quello della ragazza del 63? Sì. Ebbene, noi sappiamo che la teoria LQG ha eliminato il tempo. In che senso? Nell’Universo non esiste un tempo passato e un tempo futuro spezzato da un inesistente presente, ma regioni di spazio con tempi differenti, che lasciano emergere il tempo come interrelazione tra spazi differenti. Quindi lo spazio del 63 e la ragazza del 63 emergono come tempo soltanto se in interrelazione con lo spazio del 51.867. Quest’ultimo si costituisce come loop x nell’interrelazione con i tre zeri, le migliaia mancanti del 9, costituendo il primo loop completo: 51.867.000. Quindi 51 milioni ottocento sessanta sette mila, che sono milioni di milioni, le stelle di negroni vuol dire qualità. Che cosa è successo? È intervenuto un elemento perturbante, l’osservatore, che ha alterato il dato 51.867.000 in milioni di milioni le stelle di negroni. Tutto questo è assurdo! Forse è meglio ritornare al CAM “Carolini”, calcolo numerico figurato, lasciando il metodo applicativo della fisica LQG. No, eliminiamo entrambi i metodi, e procediamo con l’aritmetica pura. Sì, la prossima volta. Domani. Va bene. Queste burattinate servono per prendere tempo, anche se il tempo per la fisica LQG non esiste, onde completare, o meglio rifinire il δεινός, senza ovviamente mettere in relazione tra loro il δεινός con le presenti burattinate. E perché no? No! No! No! E questo che significa? Che siamo ancora nello spazio quantizzato delle burattinate. Ah!
(Segue)