giovedì 23 aprile 2026

Frammento

                            

                                 L'inchiostro azzurro



2 commenti:

Silvio Minieri ha detto...

[N. d. B.]
Queso frammento, come altri che l'hanno preceduto, ultimo "Randagio nella memoria" di qualche giorno fa, contengono accenni a temi di filosofia, su cui mi riservo di compiere e pubblicare i miei brevi studi sul Blog. Per commenti, scrivere a silvio.minieri@libero.it

Silvio Minieri ha detto...

L’INCHIOSTRO AZZURRO
La penna a sfera con l’inchiostro azzurro, che Corisco mi ha regalato, non scrive più: o perché l’inchiostro è finito o perché ha perso fluidità, e questo ritengo sia un ragionamento aristotelico, quello deduttivo. Il ragionamento aristotelico, secondo me, e dovrebbe esserlo anche per i più, tende a trovare la ragione delle cose o sensibili o intellegibili. Lasciamo per il momento la penna di Corisco e passiamo all’incidente.
Ho compreso, ripensandoci, perché Corisco non ricordava gli avvenimenti successivi all’immediata perdita di coscienza, a causa del trauma cranico occorsogli, quando è caduto mentre scendeva in bicicletta dai Colli Albani. Non indossava il casco, ha sbattuto la testa e ha perso conoscenza. I Vigili intervenuti sul luogo dell’incidente hanno accertato due contravvenzioni: guida della bici senza casco; superamento dei limiti di velocità, 60 km l’ora. Peraltro, il mezzo meccanico era stato truccato, perché era stato nascosto un motorino elettrico nel tubo verticale del telaio collegato al cardio-frequenzimetro. Al momento dell’incidente l’apparecchio era spento, perché Corisco nella discesa era molto al disotto della soglia di sforzo, posizionata a 160 bpm. Questa circostanza si era rivelata utile, per contestare la contravvenzione per eccesso di velocità rilevata dall’autovelox, sebbene Corisco abbia pagato lo stesso l’ammenda. In ambulanza, come mi hanno riferito gli infermieri, Corisco ha ripreso conoscenza, infatti aveva chiesto ai soccorritori dove stavano andando. In ospedale, la mattina dopo, Corisco riferiva di non ricordare nulla dell’incidente, e questa perdita di memoria ci è stata spiegata da Aristotele, nei suoi “Parva Naturalia”.
“Sono oggetti di memoria per sé quelli che cadono sotto l’immaginazione, per accidente, poi quelli che non sono separati dall’immaginazione.” (“Della memoria e della reminiscenza”, 1, 450a, 24-26) Commenta il Beare: “Tutti gli oggetti suscettibili di essere presenti (αισθητά) sono immediatamente e propriamente oggetti di memoria, mentre quelli (νοητά) che necessariamente implicano (ma solo implicano) la presenza, sono oggetti di memoria incidentalmente.” Tu lo credi? Scusate l’apostrofe (figura retorica che consiste nell'interrompere il filo del discorso per rivolgere la parola direttamente a una persona presente o assente, a un oggetto inanimato, a un concetto astratto oppure a un pubblico.) Poco prima, Aristotele aveva spiegato che la memoria non può consistere soltanto in una facoltà intellettiva pura. Infatti, se la memoria fosse una facoltà intellettiva pura e non sensitiva, non si troverebbe né negli animali bruti né negli uomini: non nei bruti che non hanno intelletto, non nell’uomo perché allora l’uomo mancherebbe della percezione del tempo, che si può avere solo mediante il senso comune. Non è così?
“Si potrebbe chiedere come mai, presente l’affezione nell’anima e assente l’oggetto, ci si ricordi di ciò che non è presente. È chiaro che l’affezione prodotta dalla sensazione nell’anima e nella parte del corpo sede della sensazione dev’essere concepita qualcosa come un disegno: il perdurante stato di tale disegno noi diciamo.” La parte del corpo a cui si riferisce Aristotele è il cuore, da dove scorre il sangue, lo spirito fluido della nostra vita, irrorando tutte le nostre membra. E nel cuore si registrano i ricordi, come vuole l’etimo della parola, dal latino “re-cordari”, composto da “re”, di nuovo, indietro, e “cordari”, da “cor”, cuore, “ritornare al cuore”, “riportare al cuore”. A differenza della memoria cognitiva, l’intelligenza del cuore è il centro dei sentimenti e delle emozioni, ed avremo modo di parlare… è finito l’inchiostro azzurro della penna di Corisco, riprenderemo…