domenica 5 luglio 2026

Antologia filosofica

 


               Il commediante del mondo



1 commento:

Silvio Minieri ha detto...

IL COMMEDIANTE DEL MONDO

L'uomo è il commediante del mondo. — Dovrebbero esserci creature più di spirito di quanto siano gli uomini, soltanto per gustare completamente l'umorismo riposto nel fatto che l'uomo si considera come lo scopo dell'esistenza di tutto il mondo e che l'umanità si contenta seriamente soltanto della prospettiva di una sua missione mondiale. Se un Dio ha creato il mondo, creò l'uomo come scimmia di Dio, come perpetua occasione di divertirsi nella sua troppo lunga eternità. La musica delle sfere intorno alla terra sarebbe in tal caso lo scoppio di risa di tutte le altre creature intorno all'uomo. Quell'annoiato immortale solletica con il dolore il suo animale preferito per divertirsi dei suoi atteggiamenti fieramente tragici e delle interpretazioni del suo dolore, e soprattutto delle invenzioni intellettuali di queste vanitosissime creature — in qualità di inventore di questo inventore. Perché colui che immaginò l’uomo per divertirsi, ebbe più spirito che l'uomo, ed anche maggior diletto dello spirito. Anche qui, dove la nostra umanità vuole per una volta tanto umiliarsi, la vanità ci giuoca un tiro, poiché noi uomini almeno in questa vanità vorremmo essere qualche cosa di incomparabile e di meraviglioso, La nostra unicità nell'universo! Ah, questa è una cosa completamente inverosimile! Gli astronomi, ai quali talvolta tocca scrutare realmente un orizzonte assai lontano dalla terra, fanno sapere che la goccia di vita che c'è nel nostro mondo è priva d'importanza per il carattere totale dell'enorme oceano del divenire e del perire; che una quantità incommensurabile di astri possiede le stesse condizioni della terra per generare la vita: questi astri sono dunque numerosissimi, ma appena una manciata in confronto con gli altri innumerevoli che non ebbero mai l'impulso alla vita o l'hanno da lungo tempo perduto; che la vita su ciascuno di questi astri, commisurata alla durata della sua esistenza, fu un momento, una scintilla, seguita da lunghi, lunghi tratti di tempo, — e quindi non fu affatto lo scopo e l'ultima ragione dell'esistenza di quell'astro. Forse, anche la formica nel bosco si immagina con altrettanta forza di essere lo scopo e la ragione dell'esistenza del bosco, come facciamo noi quando nella nostra fantasia quasi involontariamente associamo la fine della terra alla fine dell'umanità: anzi, siamo ancora modesti quando ci atteniamo a quest'idea e non immaginiamo, per i funerali dell'ultimo uomo, un universale crepuscolo dei mondi e degli dèi. Perfino l'astronomo più spregiudicato non può immaginare la terra senza la vita, se non come lo splendente e fluttuante sepolcro dell’umanità. (Friedrich Nietzsche, “Il viandante e la sua ombra”, aforisma 14)