L’altra volta, avevo scritto: “Ma quali conseguenze avrà questo fatto, la morte di Legret, per Roberto Serra? Per il momento è iniziata un’altra storia, quella con Gabrielle Sciuto, almeno così sembra. Come andrà a finire? Vedremo. Serra deve scegliere tra la donna e il poeta. Ma non può conciliare le due “cose”? Italo Calvino ha scritto questa storia in un suo racconto: “L’avventura di un lettore”. Mi sembra che finisca con una frase: “Baciami stupido”. Ma devo controllare, controllare sul testo di Calvino, non leggendo il testo di Calvino sulla spiaggia.” Ora che ho controllato il testo, riporto il brano, a cui avevo accennato, tratto dalla raccolta: “Gli amori difficili”, “L’avventura di un lettore”. (1958)
“Tieni sollevato l’asciugamano, per favore, – gli disse, dandogli forse per la prima volta del tu, – che nessuno mi veda –. La precauzione era inutile, perché la scogliera era ormai deserta, ma Amedeo accondiscese di buon grado, dato che poteva reggere l’asciugamano, stando seduto e continuando a leggere il libro che teneva sulle ginocchia. Di là dell’asciugamano la signora s’era sciolta il reggiseno senza curarsi che lui la guardasse o no. Amedeo non sapeva se guardarla facendo finta di leggere o se leggere facendo finta di guardarla. Provava interesse per l’una e l’altra cosa, ma a guardarla gli pareva di mostrarsi troppo indiscreto, a continuare a leggere troppo indifferente. La signora non praticava il solito sistema delle bagnanti, che si rivestono all’aperto, di mettersi prima addosso i vestiti e poi togliersi il costume di sotto, no: ora che era rimasta a petto spogliato si toglieva anche lo slip. Fu allora che per la prima volta ella volse il viso verso di lui: ed era un viso triste, con una piega amara alla bocca, e scuoteva il capo, scuoteva il capo, e lo guardava. “Dato che deve avvenire, avvenga subito!” pensò Amedeo buttandosi avanti con il libro in mano, un dito tra le pagine, ma ciò che lesse in quello sguardo – rimprovero, commiserazione, scoramento, come gli volesse dire: “Stupido, facciamo anche così se non c’è che far così, ma non capisci niente neanche tu come gli altri…” –, cioè quello che non lesse, perché negli sguardi non sapeva leggere, ma solo indistintamente avvertì, gli provocò un momento di tale trasporto verso la donna che, abbracciandola e cadendo insieme a lei sul materassino, volse appena il capo al libro per vedere che non finisse in mare.”
POST-SCRIPTUM “Baciami stupido” è un film de 1964 con Kim Novak.
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
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L’AVVENTURA DI UN LETTORE
L’altra volta, avevo scritto: “Ma quali conseguenze avrà questo fatto, la morte di Legret, per Roberto Serra? Per il momento è iniziata un’altra storia, quella con Gabrielle Sciuto, almeno così sembra. Come andrà a finire? Vedremo. Serra deve scegliere tra la donna e il poeta. Ma non può conciliare le due “cose”? Italo Calvino ha scritto questa storia in un suo racconto: “L’avventura di un lettore”. Mi sembra che finisca con una frase: “Baciami stupido”. Ma devo controllare, controllare sul testo di Calvino, non leggendo il testo di Calvino sulla spiaggia.”
Ora che ho controllato il testo, riporto il brano, a cui avevo accennato, tratto dalla raccolta: “Gli amori difficili”, “L’avventura di un lettore”. (1958)
“Tieni sollevato l’asciugamano, per favore, – gli disse, dandogli forse per la prima volta del tu, – che nessuno mi veda –. La precauzione era inutile, perché la scogliera era ormai deserta, ma Amedeo accondiscese di buon grado, dato che poteva reggere l’asciugamano, stando seduto e continuando a leggere il libro che teneva sulle ginocchia. Di là dell’asciugamano la signora s’era sciolta il reggiseno senza curarsi che lui la guardasse o no. Amedeo non sapeva se guardarla facendo finta di leggere o se leggere facendo finta di guardarla. Provava interesse per l’una e l’altra cosa, ma a guardarla gli pareva di mostrarsi troppo indiscreto, a continuare a leggere troppo indifferente. La signora non praticava il solito sistema delle bagnanti, che si rivestono all’aperto, di mettersi prima addosso i vestiti e poi togliersi il costume di sotto, no: ora che era rimasta a petto spogliato si toglieva anche lo slip. Fu allora che per la prima volta ella volse il viso verso di lui: ed era un viso triste, con una piega amara alla bocca, e scuoteva il capo, scuoteva il capo, e lo guardava. “Dato che deve avvenire, avvenga subito!” pensò Amedeo buttandosi avanti con il libro in mano, un dito tra le pagine, ma ciò che lesse in quello sguardo – rimprovero, commiserazione, scoramento, come gli volesse dire: “Stupido, facciamo anche così se non c’è che far così, ma non capisci niente neanche tu come gli altri…” –, cioè quello che non lesse, perché negli sguardi non sapeva leggere, ma solo indistintamente avvertì, gli provocò un momento di tale trasporto verso la donna che, abbracciandola e cadendo insieme a lei sul materassino, volse appena il capo al libro per vedere che non finisse in mare.”
POST-SCRIPTUM
“Baciami stupido” è un film de 1964 con Kim Novak.
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