MANDRAKE Ci Eravamo lasciati con Mandrake – [“Bene, così anche per oggi siamo riusciti a completare il nostro post quotidiano. – No, devo ancora illustrare il calcolo delle “aritmetiche notturne”. – Troppo tardi, troppo tardi, a domani. – E Mandrake? – Pure. – E “L’assalto della sera”? – Quello richiede più tempo. – Ma tu hai ancora tempo davanti a te? – Sì, un’eternità. – Ah, ecco!] – e da Mandrake ricominciamo.
Chiedo scusa, ma approfitto della gentilezza di signora IA, per Mandrake.
La parola "Mandrake" al cinema può riferirsi a diverse opere o personaggi iconici. Di seguito sono riportati i principali riferimenti cinematografici legati a questo nome:
1. Mandrake (Film Horror, 2022) È un inquietante folk horror psicologico diretto dalla regista britannica Lynne Davison. Trama: Cathy Madden, un'agente di sorveglianza e madre single, riceve l'incarico di seguire il reinserimento sociale della famigerata Mary Laidlaw (soprannominata "Bloody Mary"), appena scarcerata dopo 20 anni per l'omicidio del marito. La comunità rurale la teme credendola una strega; poco dopo il suo rilascio, la misteriosa sparizione di due bambini scatena il panico e spinge Cathy a indagare tra leggende locali e oscuri rituali. Cast: Deirdre Mullins, Derbhle Crotty, Paul Kennedy.
2. Mandrake il Mago (Fumetti e Adattamenti) Si tratta del celeberrimo illusionista e ipnotizzatore dei fumetti creato da Lee Falk nel 1934. Nel corso degli anni ha ispirato diverse produzioni.
3. "Mandrake" in Febbre da cavallo (1976) In Italia il nome è indissolubilmente legato a Bruno Fioretti, detto "Mandrake", il carismatico e sfortunato scommettitore accanito interpretato magistralmente da Gigi Proietti nella commedia cult di Steno Febbre da cavallo. Il soprannome deriva dalla sua sbandierata capacità di compiere "magie" e combinazioni impossibili per trovare i soldi per scommettere sui cavalli.
Il “Mandrake” di “Febbre di cavallo” è quello divertente, con Gigi Proietti da vedere, ma Il “Mandrake”, a cui facevo riferimento io, è il film horror del 2022, che avevo appena visto in TV, e che mi ispirava diverse riflessioni di cui do brevi cenni. La strega sanguinaria, che si avvale del figlio come esecutore materiale del rapimento e uccisione dei bambini, alla fine non muore, mentre l’uomo viene giustiziato con l’impiccagione dalla furia popolare. La riflessione è che il male può sopravvivere solo in ragione dell’elemento femminile che lo genera, come meglio spiega la IA più sotto, quando gli ho chiesto la trama dettagliata e il finale, peraltro correggendola.
Ecco la trama dettagliata e la spiegazione del finale di Mandrake (2022), il folk horror psicologico diretto da Lynne Davison.
La Trama Cathy Madden è un'agente di sorveglianza penitenziaria molto professionale, ma emotivamente fragile a causa di un doloroso divorzio e della parziale separazione dal figlioletto Luke. Le viene assegnato un caso ad alto rischio: monitorare il reinserimento sociale di Mary Laidlaw, un'anziana donna appena scarcerata dopo aver scontato 20 anni per l'omicidio del marito. Mary, soprannominata dalla comunità rurale irlandese "Bloody Mary", torna a vivere in una stamberga isolata nei boschi. Gli abitanti del villaggio la odiano, la temono e la considerano una strega dedita alla magia nera. Cathy, convinta che ogni persona meriti una seconda possibilità, cerca di approcciarsi a lei in modo neutrale e umano. Tuttavia, poco dopo il ritorno di Mary, due bambini del posto svaniscono nel nulla (uno dei quali è il figlio dell'ex marito di Cathy e della sua nuova compagna). L'intera comunità cade nel panico e la colpa ricade immediatamente sulla presunta strega. Cathy decide di andare a perquisire la casa e i terreni di Mary da sola, prima che la situazione degeneri in un linciaggio. Sul posto scopre elementi legati a oscuri rituali celtici e alla leggenda della mandragora (mandrake), una radice antropomorfa che, secondo il folklore, cresce sotto il sangue dei condannati e possiede poteri magici legati alla vita e alla morte.
Il Finale (Spoiler) Cathy viene aggredita e catturata da Mary e da un misterioso, brutale uomo che vive nei boschi con lei. Si scopre che i bambini sono stati rapiti per un sacrificio di sangue. Mary Laidlaw non è semplicemente una donna eccentrica o malata: pratica davvero la stregoneria. Il suo obiettivo è completare un rituale per trasferire la propria forza vitale e garantirsi l'immortalità o la rinascita, sfruttando l'energia dei bambini e la potenza magica della radice di mandragora. L'uomo selvaggio che la aiuta non è altri che un complice (o una creatura da lei sottomessa) nato da passati, oscuri legami di sangue. Nelle sequenze finali, in un crescendo di violenza e terrore psicologico all'interno dei boschi fangosi: Cathy riesce a liberarsi e combatte disperatamente per salvare i bambini, ingaggiando uno scontro brutale con Mary e il suo complice. L'assistente sociale riesce a uccidere l'aggressore e a ferire mortalmente l'anziana strega, interrompendo il rituale e traendo in salvo i piccoli. Tuttavia, il finale del film lascia un retrogusto ambiguo e sinistro. Nonostante Mary sia fisicamente morta e i bambini siano sani e salvi, il male non è stato del tutto sradicato. Cathy ha dovuto attingere a una violenza primordiale per sopravvivere e salvare i piccoli. L'inquadratura finale suggerisce che il terreno rurale, intriso del sangue versato durante la notte, è ormai pronto a far germogliare nuove radici di mandragora, perpetuando il ciclo della maledizione e lasciando intendere che l'influenza spirituale di Mary Laidlaw continuerà a gravare su quel luogo e sulla stessa Cathy.
Desideri sapere dove è possibile guardare il film in streaming in Italia, oppure vuoi approfondire il significato simbolico della mandragora nella storia? Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori.
Mary non muore, come si vede in una delle sequenze finali.
Hai perfettamente ragione, ed è un'ottima precisazione che corregge un dettaglio fondamentale del film. Mary Laidlaw non muore alla fine di Mandrake, ma sopravvive o, quantomeno, la sua presenza rimane reale e tangibile. Mentre nel villaggio si diffonde la voce che sia fuggita o svanita, una delle sequenze finali mostra chiaramente la verità La connessione spirituale e fisica: Mary aveva costretto Cathy a bere la linfa della radice di mandragora. Grazie a questo, le ferite di Cathy guariscono inspiegabilmente in fretta, ma si crea un legame indissolubile tra le due donne. La visione nello specchio: Nella scena finale, mentre Cathy si trova in casa di Grace e tiene in braccio il neonato davanti al camino, guarda lo specchio e sperimenta una visione nitida. Mary è viva: Nello specchio viene mostrata Mary, viva e nuda nel cuore della foresta, in piedi davanti a un falò rituale. Il finale non è quindi la classica sconfitta del mostro, ma la conferma che il piano di Mary ha funzionato: la strega è viva e vegeta nei boschi e, attraverso la linfa della mandragora, ha infettato o stabilito un ponte mentale permanente con Cathy, lasciando intendere che il male continuerà a vivere attraverso di lei. Ti è piaciuta questa scelta di lasciare il finale così aperto e ambiguo, oppure avresti preferito una conclusione più definita e una vera e propria resa dei conti?
Lascio ai lettori la risposta a quest’ultimo quesito della IA, veramente risolutivo.
Sul “Filtro magico”, quello che una strega fece bere a Lucrezio, l’autore “De Rerum Natura”, rinvio ad altra data, per un discorso più approfondito.
Un aggancio al tema è dato dalla commedia di Niccolò Machiavelli: “La mandragola”.
“Perché ridi? – Vuoi sapere del mio riso idiota dell’alba? – Sì. – Perché sono contento di avere risolto il calcolo matematico della moltiplicazione mentale di due numeri a quattro cifre prima dell’alba. – Quali numeri? – Questi: 4753 x 7926 = 37672278. – E come hai fatto? – Ho seguito il mio metodo delle aritmetiche notturne.”
Il metodo riflette a rovescio l’elementare processo di matematizzazione, attraverso la matematica binaria del supporto informatico, di un testo in carattere alfabetici. In calce verranno riportate le operazioni aritmetiche in colonna.
Esempio: data nascita coppia coniugi. Marito (19)47, Moglie (19)53; Età Marito 79, Anno in corso (20)26; quindi 4753 x 7926.
Calcolo mnemonico 47 x 79 = 47 x 80 - 47= 3713. Guernica (19)37, Totocalcio 13. Memorizzare GUETO. Calcolo mnemonico 47 x 26 = (47 x 20) + (47 x 6) = 940 + 300 -18 = 1240 -18 = 1222. Mesi Anno 12, Pazzi (Smorfia napoletana) 22. Memorizzare MEPA. Oppure, per gli storici, (19) 22 Marcia su Roma. Richiamiamo dalla memoria GUETO 3713; MEPA 1222. Calcolo mnemonico 37 [13 +12] 22 = 37 25 22; DE, deputati, 25; GUEDEPA. Per votare, Camera e Senato: 18 anni. Per essere eletti: Camera, 25 anni; Senato: 40.
Calcolo mnemonico 53 x 79 = 53 x 80 - 47= 4240 - 53 = 4187 Pearl Harbor (19)41, Nonno 87 (anni). Memorizzare PEANO. Calcolo mnemonico 53 x 26 = (53 x 20) + (53 x 6) = 1060 + 318 = 1378 Totocalcio 13, Argentina vince mondiali calcio(19)78. TOAR. Richiamiamo dalla memoria PEANO 41 87; TOAR 13 78. Calcolo mnemonico 41 [87+13] 78 = 42 00 78 Stalingrado 19(42), Farina tipo 00, Argentina 78. STAFARAR.
Per rendere chiaro il calcolo matematico, fatto mnemonicamente in sequenza, con sovrapposizioni scalate di terzine, lo riproduciamo di seguito in colonna, nei vari passaggi, come fatto con carta e penna. Gli zeri messi davanti servono per occupare gli spazi bianchi, che nella formattazione del post vengono eliminati.
3713 001222 372522
4187 001378 420078
372522 00420078 37672278
CONCLUSIONE Tanto il calcolo mnemonico è più veloce e privo di errori quanto è meno contaminato da pensieri ed emozioni di altro genere, ineliminabili nella mente umana ed assenti nella CPU dei computer. In tal modo, la conversione di un testo scritto in caratteri alfabetici in una stringa di numeri della matematica binaria (0/1, ON/OFF), riconvertiti in caratteri alfabetici, avviene in tempo reale.
IL SORGERE DEL QUADRATINO Da dove sorge il quadratino? Dov’è la sua sorgente? Il caso. E se è il caso, donde il nostro caso? Il nostro caso discende dal quadratino, almeno così appare. Infatti, senza la necessità del quadratino, il caso non si sarebbe potuto configurare come caso. E come allora? Ma come? Non abbiamo ancora imparato a conoscere la risposta? Il quadratino, il caso si sarebbe configurato come quadratino. Ma di quale quadratino stiamo parlando? Che cos’ è questo quadratino? È l’immagine osservata e osservabile del quadratino bianco e incontaminato, composto da cinque colonne verticali di quadratini e cinque linee orizzontali di quadratini, tutti insieme incasellati nel quadratino più grande, il “grande quadratino”: ma di questo, della grandezza del quadratino ne avremo ancora da parlare a lungo. Noi, ora, non possiamo negare la presenza del quadratino bianco e incontaminato e delle sue caselle altrettanto immacolate, che nelle sue linee e nel suo candore, si offre al nostro sguardo. In questo senso, il quadratino non è quello pienamente presente, ma il continuo svanire del quadratino. Quello di cui sto parlando non è, infatti, il quadratino ideale, eterno, ma quell’altro là, sì, proprio quello che i vostri occhi, amici e fratelli, possono osservare. Ma come? Non lo vedete? No? Guardiamo il Blog. E allora lo vediamo adesso? Sì. Oh, finalmente! (Segue)
‘Kde domov muj’? ‘Dov’è la mia patria?’ Non è un inno di guerra, non auspica la rovina di nessuno, canta senza retorica il paesaggio della Boemia con i suoi colli e pendii, le pianure e le betulle, i pascoli e i tigli ombrosi, i piccoli ruscelli. Canta il paese dove siamo a casa nostra, è stato bello difendere questa terra, bello amare la nostra patria (Milena Jesenskà)
Copenaghen
Bruxelles Louiza
“Dobbiamo pensare che ciascuno di noi, esseri viventi, è come una prodigiosa marionetta realizzata dalla divinità, per gioco o per uno scopo serio, questo non lo sappiamo." (Platone, Leggi, 1, 644e)
6 commenti:
IL FILTRO MAGICO
MANDRAKE
Ci Eravamo lasciati con Mandrake – [“Bene, così anche per oggi siamo riusciti a completare il nostro post quotidiano. – No, devo ancora illustrare il calcolo delle “aritmetiche notturne”. – Troppo tardi, troppo tardi, a domani. – E Mandrake? – Pure. – E “L’assalto della sera”? – Quello richiede più tempo. – Ma tu hai ancora tempo davanti a te? – Sì, un’eternità. – Ah, ecco!] – e da Mandrake ricominciamo.
Chiedo scusa, ma approfitto della gentilezza di signora IA, per Mandrake.
La parola "Mandrake" al cinema può riferirsi a diverse opere o personaggi iconici. Di seguito sono riportati i principali riferimenti cinematografici legati a questo nome:
1. Mandrake (Film Horror, 2022)
È un inquietante folk horror psicologico diretto dalla regista britannica Lynne Davison.
Trama: Cathy Madden, un'agente di sorveglianza e madre single, riceve l'incarico di seguire il reinserimento sociale della famigerata Mary Laidlaw (soprannominata "Bloody Mary"), appena scarcerata dopo 20 anni per l'omicidio del marito. La comunità rurale la teme credendola una strega; poco dopo il suo rilascio, la misteriosa sparizione di due bambini scatena il panico e spinge Cathy a indagare tra leggende locali e oscuri rituali. Cast: Deirdre Mullins, Derbhle Crotty, Paul Kennedy.
2. Mandrake il Mago (Fumetti e Adattamenti)
Si tratta del celeberrimo illusionista e ipnotizzatore dei fumetti creato da Lee Falk nel 1934. Nel corso degli anni ha ispirato diverse produzioni.
3. "Mandrake" in Febbre da cavallo (1976)
In Italia il nome è indissolubilmente legato a Bruno Fioretti, detto "Mandrake", il carismatico e sfortunato scommettitore accanito interpretato magistralmente da Gigi Proietti nella commedia cult di Steno Febbre da cavallo. Il soprannome deriva dalla sua sbandierata capacità di compiere "magie" e combinazioni impossibili per trovare i soldi per scommettere sui cavalli.
Il “Mandrake” di “Febbre di cavallo” è quello divertente, con Gigi Proietti da vedere, ma Il “Mandrake”, a cui facevo riferimento io, è il film horror del 2022, che avevo appena visto in TV, e che mi ispirava diverse riflessioni di cui do brevi cenni.
La strega sanguinaria, che si avvale del figlio come esecutore materiale del rapimento e uccisione dei bambini, alla fine non muore, mentre l’uomo viene giustiziato con l’impiccagione dalla furia popolare.
La riflessione è che il male può sopravvivere solo in ragione dell’elemento femminile che lo genera, come meglio spiega la IA più sotto, quando gli ho chiesto la trama dettagliata e il finale, peraltro correggendola.
Ecco la trama dettagliata e la spiegazione del finale di Mandrake (2022), il folk horror psicologico diretto da Lynne Davison.
La Trama
Cathy Madden è un'agente di sorveglianza penitenziaria molto professionale, ma emotivamente fragile a causa di un doloroso divorzio e della parziale separazione dal figlioletto Luke. Le viene assegnato un caso ad alto rischio: monitorare il reinserimento sociale di Mary Laidlaw, un'anziana donna appena scarcerata dopo aver scontato 20 anni per l'omicidio del marito. Mary, soprannominata dalla comunità rurale irlandese "Bloody Mary", torna a vivere in una stamberga isolata nei boschi. Gli abitanti del villaggio la odiano, la temono e la considerano una strega dedita alla magia nera. Cathy, convinta che ogni persona meriti una seconda possibilità, cerca di approcciarsi a lei in modo neutrale e umano. Tuttavia, poco dopo il ritorno di Mary, due bambini del posto svaniscono nel nulla (uno dei quali è il figlio dell'ex marito di Cathy e della sua nuova compagna). L'intera comunità cade nel panico e la colpa ricade immediatamente sulla presunta strega. Cathy decide di andare a perquisire la casa e i terreni di Mary da sola, prima che la situazione degeneri in un linciaggio. Sul posto scopre elementi legati a oscuri rituali celtici e alla leggenda della mandragora (mandrake), una radice antropomorfa che, secondo il folklore, cresce sotto il sangue dei condannati e possiede poteri magici legati alla vita e alla morte.
Il Finale (Spoiler)
Cathy viene aggredita e catturata da Mary e da un misterioso, brutale uomo che vive nei boschi con lei. Si scopre che i bambini sono stati rapiti per un sacrificio di sangue. Mary Laidlaw non è semplicemente una donna eccentrica o malata: pratica davvero la stregoneria. Il suo obiettivo è completare un rituale per trasferire la propria forza vitale e garantirsi l'immortalità o la rinascita, sfruttando l'energia dei bambini e la potenza magica della radice di mandragora. L'uomo selvaggio che la aiuta non è altri che un complice (o una creatura da lei sottomessa) nato da passati, oscuri legami di sangue. Nelle sequenze finali, in un crescendo di violenza e terrore psicologico all'interno dei boschi fangosi: Cathy riesce a liberarsi e combatte disperatamente per salvare i bambini, ingaggiando uno scontro brutale con Mary e il suo complice. L'assistente sociale riesce a uccidere l'aggressore e a ferire mortalmente l'anziana strega, interrompendo il rituale e traendo in salvo i piccoli. Tuttavia, il finale del film lascia un retrogusto ambiguo e sinistro. Nonostante Mary sia fisicamente morta e i bambini siano sani e salvi, il male non è stato del tutto sradicato. Cathy ha dovuto attingere a una violenza primordiale per sopravvivere e salvare i piccoli. L'inquadratura finale suggerisce che il terreno rurale, intriso del sangue versato durante la notte, è ormai pronto a far germogliare nuove radici di mandragora, perpetuando il ciclo della maledizione e lasciando intendere che l'influenza spirituale di Mary Laidlaw continuerà a gravare su quel luogo e sulla stessa Cathy.
Desideri sapere dove è possibile guardare il film in streaming in Italia, oppure vuoi approfondire il significato simbolico della mandragora nella storia?
Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori.
Mary non muore, come si vede in una delle sequenze finali.
Hai perfettamente ragione, ed è un'ottima precisazione che corregge un dettaglio fondamentale del film. Mary Laidlaw non muore alla fine di Mandrake, ma sopravvive o, quantomeno, la sua presenza rimane reale e tangibile.
Mentre nel villaggio si diffonde la voce che sia fuggita o svanita, una delle sequenze finali mostra chiaramente la verità
La connessione spirituale e fisica: Mary aveva costretto Cathy a bere la linfa della radice di mandragora. Grazie a questo, le ferite di Cathy guariscono inspiegabilmente in fretta, ma si crea un legame indissolubile tra le due donne.
La visione nello specchio: Nella scena finale, mentre Cathy si trova in casa di Grace e tiene in braccio il neonato davanti al camino, guarda lo specchio e sperimenta una visione nitida.
Mary è viva: Nello specchio viene mostrata Mary, viva e nuda nel cuore della foresta, in piedi davanti a un falò rituale. Il finale non è quindi la classica sconfitta del mostro, ma la conferma che il piano di Mary ha funzionato: la strega è viva e vegeta nei boschi e, attraverso la linfa della mandragora, ha infettato o stabilito un ponte mentale permanente con Cathy, lasciando intendere che il male continuerà a vivere attraverso di lei. Ti è piaciuta questa scelta di lasciare il finale così aperto e ambiguo, oppure avresti preferito una conclusione più definita e una vera e propria resa dei conti?
Lascio ai lettori la risposta a quest’ultimo quesito della IA, veramente risolutivo.
Sul “Filtro magico”, quello che una strega fece bere a Lucrezio, l’autore “De Rerum Natura”, rinvio ad altra data, per un discorso più approfondito.
Un aggancio al tema è dato dalla commedia di Niccolò Machiavelli: “La mandragola”.
LE ARITMETICHE NOTTURNE
“Perché ridi? – Vuoi sapere del mio riso idiota dell’alba? – Sì. – Perché sono contento di avere risolto il calcolo matematico della moltiplicazione mentale di due numeri a quattro cifre prima dell’alba. – Quali numeri? – Questi: 4753 x 7926 = 37672278. – E come hai fatto? – Ho seguito il mio metodo delle aritmetiche notturne.”
Il metodo riflette a rovescio l’elementare processo di matematizzazione, attraverso la matematica binaria del supporto informatico, di un testo in carattere alfabetici.
In calce verranno riportate le operazioni aritmetiche in colonna.
Esempio: data nascita coppia coniugi.
Marito (19)47, Moglie (19)53; Età Marito 79, Anno in corso (20)26;
quindi 4753 x 7926.
Calcolo mnemonico 47 x 79 = 47 x 80 - 47= 3713.
Guernica (19)37, Totocalcio 13. Memorizzare GUETO.
Calcolo mnemonico 47 x 26 = (47 x 20) + (47 x 6) = 940 + 300 -18 = 1240 -18 = 1222.
Mesi Anno 12, Pazzi (Smorfia napoletana) 22. Memorizzare MEPA.
Oppure, per gli storici, (19) 22 Marcia su Roma.
Richiamiamo dalla memoria GUETO 3713; MEPA 1222.
Calcolo mnemonico 37 [13 +12] 22 = 37 25 22; DE, deputati, 25; GUEDEPA.
Per votare, Camera e Senato: 18 anni. Per essere eletti: Camera, 25 anni; Senato: 40.
Calcolo mnemonico 53 x 79 = 53 x 80 - 47= 4240 - 53 = 4187
Pearl Harbor (19)41, Nonno 87 (anni). Memorizzare PEANO.
Calcolo mnemonico 53 x 26 = (53 x 20) + (53 x 6) = 1060 + 318 = 1378
Totocalcio 13, Argentina vince mondiali calcio(19)78. TOAR.
Richiamiamo dalla memoria PEANO 41 87; TOAR 13 78.
Calcolo mnemonico 41 [87+13] 78 = 42 00 78
Stalingrado 19(42), Farina tipo 00, Argentina 78. STAFARAR.
Calcolo mnemonico finale: GUEDEPA 37 25 22; STAFARAR 42 00 78
37 [25 + 42] [22 +00] 78 = 37 67 22 78
Per rendere chiaro il calcolo matematico, fatto mnemonicamente in sequenza, con sovrapposizioni scalate di terzine, lo riproduciamo di seguito in colonna, nei vari passaggi, come fatto con carta e penna. Gli zeri messi davanti servono per occupare gli spazi bianchi, che nella formattazione del post vengono eliminati.
3713
001222
372522
4187
001378
420078
372522
00420078
37672278
CONCLUSIONE
Tanto il calcolo mnemonico è più veloce e privo di errori quanto è meno contaminato da pensieri ed emozioni di altro genere, ineliminabili nella mente umana ed assenti nella CPU dei computer. In tal modo, la conversione di un testo scritto in caratteri alfabetici in una stringa di numeri della matematica binaria (0/1, ON/OFF), riconvertiti in caratteri alfabetici, avviene in tempo reale.
IMMAGINE
Il dipinto di Picasso rappresenta il bombardamento (1937) della città di Guernica, rasa al suolo, nel corso della Guerra Civile Spagnola.
IL SORGERE DEL QUADRATINO
Da dove sorge il quadratino? Dov’è la sua sorgente? Il caso. E se è il caso, donde il nostro caso? Il nostro caso discende dal quadratino, almeno così appare. Infatti, senza la necessità del quadratino, il caso non si sarebbe potuto configurare come caso. E come allora? Ma come? Non abbiamo ancora imparato a conoscere la risposta? Il quadratino, il caso si sarebbe configurato come quadratino. Ma di quale quadratino stiamo parlando? Che cos’ è questo quadratino? È l’immagine osservata e osservabile del quadratino bianco e incontaminato, composto da cinque colonne verticali di quadratini e cinque linee orizzontali di quadratini, tutti insieme incasellati nel quadratino più grande, il “grande quadratino”: ma di questo, della grandezza del quadratino ne avremo ancora da parlare a lungo. Noi, ora, non possiamo negare la presenza del quadratino bianco e incontaminato e delle sue caselle altrettanto immacolate, che nelle sue linee e nel suo candore, si offre al nostro sguardo. In questo senso, il quadratino non è quello pienamente presente, ma il continuo svanire del quadratino. Quello di cui sto parlando non è, infatti, il quadratino ideale, eterno, ma quell’altro là, sì, proprio quello che i vostri occhi, amici e fratelli, possono osservare.
Ma come? Non lo vedete? No? Guardiamo il Blog. E allora lo vediamo adesso? Sì. Oh, finalmente!
(Segue)
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